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Maestro_spirituale 27 febbraio

    Cari visitatori e lettori, come avete potuto ben vedere, il blog e il profilo hanno questo scopo: stimolare argomenti spirituali e religiosi per soddisfare il proprio bisogno spirituale. Perché è così importante soddisfare il proprio bisogno spirituale?

    Perché indipendentemente da ciò che potete pensare e credere la vera felicità e la vera libertà dipendono dal trovare la verità religiosa e conoscere e comprendere cosa insegna realmente la Bibbia. Vi incoraggio a leggere Matteo 5:3; Giovanni 8:31, 32.

    Un esempio di tutto ciò è dimostrato in questi mesi di febbraio, marzo e aprile.

    Per coloro che si ritengono cristiani e si sentono di appartenere  ad una chiesa cristiana e professando una religione cristiana, questi mesi sono particolari per costoro, perché secondo la religione Cattolica soprattutto, è un periodo di purificazione e preparazione alla Sanissima Pasqua, stiamo parlando del periodo della QUARESIMA.

    Che cosa è la Quaresima?

    Un’opera di consultazione dà questa definizione:

“La Quaresima è un periodo liturgico di 40 giorni durante il quale i fedeli si avvicinano alla Santa Pasqua, l'importantissima solennità cristiana in cui si celebrano la Resurrezione di Gesù Cristo.

    In questo lasso di tempo, che inizia con il Mercoledì delle Ceneri e termina con il Giovedì Santo (ossia il giovedì che da calendario precede la domenica di Pasqua), i cristiani preparano la loro anima con preghieremesse particolari e atti di penitenza come il digiuno.

    La scelta dei quaranta giorni è simbolica. Secondo la religione cristiana infatti, tanti furono i giorni e le notti che Gesù passò nel deserto (dove fu anche tentato dal Diavolo) dopo essere stato battezzato da Giovanni Battista”.

    Analizziamo alcuni aspetti contenuti in questa definizione alla luce di ciò che insegna realmente la Bibbia. Perché come abbiamo menzionato all’inizio di questo articolo, la vera felicità e la vera libertà dipendono dal trovare la verità religiosa e conoscere e comprendere cosa insegna realmente la Bibbia.

    È vero che ad alcuni potrebbe non importare nulla di queste informazioni o la  trattazione di questo argomento, ma per coloro che hanno onestà intellettuale e amano la verità e la giustizia, per essere coerenti con se stessi e con quello che credono non possono ignorare ciò che insegna realmente la Bibbia.

    Pertanto iniziamo l’analisi della definizione di Quaresima:

  1. La  Santa Pasqua celebra la Resurrezione di Gesù Cristo.

Questa è una festa basata su una tradizione religiosa e perlopiù con origini pagane. (Per coloro che vogliono maggiori informazioni sull’origine pagana di questa festa possono scrivermi in privato inviandomi un messaggio. Grazie)

    Perché questa festa è basata su una tradizione religiosa? Perché non è un insegnamento biblico. Gesù comandò di ricordare la sua morte non la sua resurrezione. Luca 22.19, 20; 1 Corinti (1 Corinzi) 11:23-25.

  1. La pasqua non è una festa religiosa cristiana, ma bensì una festa ebraica.

Dio comandò agli ebrei di ricordare la loro liberazione dalla schiavitù egiziana, liberazione che avvenne il 14 nisàn secondo il calendario ebraico. Esodo 12:2, 3, 6, 14; Numeri 28:16.

    La pasqua quindi non era altro che l’agnello o in alternativa un capretto. Il sangue dell’agnello ricordava agli israeliti che Dio aveva risparmiato i loro primogeniti quando uccise i primogeniti egiziani.

    Sulla base di queste informazioni bibliche capiamo perché Giovanni Battista quando vide Gesù lo definì L’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Giovanni 1:29.

    Come il sangue dell’agnello ai giorni di Mosè salvò i primogeniti israeliti, così il sangue di Gesù ci salva dal peccato di Adamo. (Questo argomento e insegnamento in cui la Bibbia paragona Gesù ad Adamo sarà trattato in un’altra considerazione)

    Per questo motivo l’apostolo Paolo definì “Gesù la nostra pasqua”. 1 Corinti (1 Corinzi)  5:7.

Abbiamo finito il primo punto di questa analisi. Passiamo al secondo.

    Il digiuno come penitenza.

Il digiuno era un insegnamento contenuto nella Legge che Dio diede a Mosè sul monte Sinai, la Legge mosaica.

    Anche al tempo di Gesù veniva praticato il digiuno. Il motivo per cui Gesù digiunò 40 giorni nel deserto non era per osservare il digiuno secondo la Legge, ma per affrontare il motivo per cui venne sulla terra e compiere l’opera che suo Padre gli aveva affidato. (Per coloro che vogliono maggiori informazioni su questo argomento possono scrivermi in privato inviandomi un messaggio. Grazie)

    Che dire per i cristiani? I cristiani devono osservare il digiuno?

I cristiani non sono sotto la Legge mosaica che prevedeva il digiuno. Infatti un motivo per cui gli ebrei digiunavano era per dimostrare il pentimento per i peccati commessi.

    Oggi i cristiani possono chiedere il perdono dei loro peccati con la sicurezza che Dio ascolta e perdona chi è sinceramente pentito per i peccati commessi sulla base del sacrificio di Gesù.

    Riflettete.

Se dovessimo digiunare per purificarci o per chiedere perdono a Dio affinché possiamo avere una condizione approvata davanti a Lui, il sacrificio di Gesù che  valore avrebbe?

    È significativo riflettere su questi esempi biblici:

Romani 10:4: “Infatti il fine della Legge è Cristo, affinché chiunque esercita fede abbia giustizia”.

Romani 14:1-3: Accogliete chi non è forte nella fede, senza giudicare opinioni diverse. A uno la fede permette di mangiare di tutto, mentre un altro, che è debole, mangia solo cibi vegetali. Chi mangia non disprezzi chi non mangia, e chi non mangia non giudichi chi mangia, perché Dio ha accolto anche lui”. 

    Come persone che desiderano adorare Dio in “spirito e verità”, vorremo seguire e osservare ciò che insegna realmente la Bibbia. Giovanni 4:23, 24.

    Al contrario non vorremmo essere tra coloro a cui Gesù rivolgerà nel prossimo futuro le seguenti parole, solo perché abbiamo scelto di voler seguire insegnamenti religiosi basati su tradizioni, per il solo motivo di voler essere rimasti legati a tali tradizioni. Allora io dichiarerò loro: ‘Non vi ho mai conosciuto! Andatevene via da me, voi che praticate l’illegalità!. Matteo 7:23.

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Leggere nel mio blog può aiutarvi a fare un'idea di chi sono e cosa cerco. Vi invito a visitarlo. Se gli argomenti trattati e il contenuto destano il vostro interesse mi farebbe piacere conoscere il vostro punto di vista e condividere i contenuti. Per coloro che non sono pratici il blog è alla sinistra, sotto a "MI TROVI ANCHE QUI".

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Religione tradizionale

Cosa si intende per religione tradizionale?   

Gli uomini in generale ricevono un insegnamento e indirizzo religioso basato sul contesto in cui nascono e sulla base dell’insegnamento ricevuto all’interno della cerchia familiare. Questo è il loro retaggio ambientale.

    Di conseguenza è quasi naturale accettare le tradizioni religiose ricevute alla nascita e in cui si è stati allevati. Questo può portare, sempre all’interno di un meccanismo naturale, di accontentarsi delle spiegazioni tramandate dai loro genitori pensando che la loro religione sia la verità.

    Non sempre, o è difficile per un individuo mettere in dubbio ciò che gli è stato insegnato o avere la necessità di indagare su come è iniziata la religione o quando e perché l’uomo ha iniziato a sentire il bisogno di adorare qualcosa di superiore.

    Oltre a tutto ciò, in generale, è difficile che un individuo si pone il problema dell’esistenza di altri sistemi religiosi, indagare e confrontarli con la propria religione e con il proprio credo.

    Questo atteggiamento non è in armonia con la volontà di Dio che desidera “che ogni tipo di persona sia salvata e giunga all’accurata conoscenza della verità. 1 Timoteo 2:4.

    Oltre a tutto ciò rimanendo ancorati a tali tradizioni religiose che non hanno fondamento scritturale e non si basano su ciò che insegna realmente la Bibbia, si corre il pericolo di essere sviati da colui che non vuole che perveniamo all’accurata conoscenza della verità per essere salvati e per essere veramente liberi. Giovanni 8:31, 32; 2 Corinti (2 Corinzi) 4:4; 2 Tessalonicesi 2:9-12.

Felicità, come trovarla oggi?

Matteo 5:3Felici quelli che sono consapevoli del loro bisogno spirituale.

[bisogno spirituale =  Lett. poveri di spirto; mendicare lo spirito]

   Il bisogno spirituale è un bisogno che riguarda tutti gli esseri umani.       Perché il bisogno spirituale è un bisogno collettivo? Perché tutti         desideriamo e ricerchiamo la felicità. La felicità fa parte della vita  e   dell’esistenza umana.

   E Gesù indica che la felicità è legata a soddisfare il proprio bisogno spirituale.

Per soddisfare questo bisogno, bisogna essere consapevoli? Consapevoli di che cosa? Il significato letterale della parola greca per bisogno spirituale su riportato aiuta a capire il senso. Un mendicante, o povero, dipende dalla generosità di altri.

   Per essere felici dobbiamo essere consapevoli che abbiamo bisogno di trovare risposte a domande fondamentali legate alla nostra esistenza, alla nostra vita, al futuro. Non fare questo, non impegnarsi nel cercare, trovare, chi può aiutarci a dare risposte a queste domande, ci porta a ricercare cose che possono sostituire questo bisogno.

   E così molti per essere felici iniziano ad impegnarsi per fare carriera nella società pensando che una posizione di potere o di importanza, possa gratificarli dando loro la tanto ricercata felicità.

Altri si impegnano a far soldi cercando di ottenere un lavoro ben rimunerato pensando che circondarsi di beni materiali: una bella casa, una bella macchina, bei vestiti, vacanze e così via, possano dare felicità nella vita.

   Ma le condizioni di questo mondo e le esperienze di molti dimostrano che queste cose sono volubili, temporanee, cambiano e pertanto non possono dare vera felicità, una felicità permanente, una felicità che non è legata a circostanze o situazioni.

   Concludendo, la vera felicità dipende dal conoscere Dio, il suo proposito, la sua volontà, trovare le risposte legate alla nostra esistenza, come ad esempio:

Da dove veniamo?

Chi siamo?

Quale è lo scopo della vita?

Perché si muore?

Rivedremo e potremo mai riabbracciare i nostri cari che sono morti?

Perché si soffre?

Si smetterà mai di soffrire?

Ci sarà mai pace sulla terra?

   E potremmo continuare all’infinito, sì, perché le domande che ci facciamo sono innumerevoli. Il punto è che non trovando o non avendo trovato risposte soddisfacenti, abbiamo accantonato la ricerca e come dicevamo sopra abbiamo sostituito la ricerca delle risposte  a queste domande con altre cose materiali collegate ai piaceri della carne.

   Pertanto la vera felicità dipende da una buona coscienza che non ci faccia mai vergognare in qualsiasi contesto, buona coscienza che dipende dal conoscere il vero Dio e dall’aver una buona relazione con Lui ed essere riconosciuti come amici da Lui. - 1 Corinti (1 Corinzi) 8:3.

   La speranza legata alle promesse di Dio per il futuro e il suo proposito per la terra e l’uomo, sono un altro motivo alla base della vera felicità.

    Questo tipo di felicità è permanente, duratura, perché non dipende dalle circostanze o situazioni della vita passeggera, al contrario, la buona relazione con Dio basata sulla conoscenza della sua volontà  e del suo modo di vedere le cose e del suo modo di pensare, nonché una speranza stabile, sono cose permanenti che non vengono intaccate o alterate dai cambiamenti e stravolgimenti delle situazioni della vita.

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