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Mi descrivo

L'amore è la saggezza del folle o la follia del saggio, ?!

Su di me

Situazione sentimentale

separato/a

Lingue conosciute

Francese, Inglese

I miei pregi

-

I miei difetti

-

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. buonissimissime ragioni
  2. come disintossicarsi dai social
  3. i guerrieri della galassia :)

Tre cose che odio

  1. la domanda impossibile
  2. il gallo cedrone e la gallina 'mbriaca
  3. conformismi e catene

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Spiagge incontaminate

Vacanze Ko!

  • Enogastronomia
  • Passioni

    • Arte
    • Fai da te
    • Musica

    Musica

    • Pop
    • Rock

    Cucina

    • Veggy

    Sport

    • Running
    • Nuoto

    Film

    • Documentario
    • Animazione

    Meta dei sogni

    Irlanda e Scozia, Caraibi

    Abbiamo imparato

    di più dalla strada che dalla scuola,

    dalla televisione che dai genitori,

    e sapete cosa abbiamo imparato ?

    A credere nelle favole.

    M'ama, non m'ama più,

    fioritura indecisa.

    Finestre in placida crisi d'asma.

    Monitor con l'audio zero

    per sentire la gentilezza

    dell'infermiere appena può,

    ad alleviare l'incidente d'anime

    e tutti gli incredibili scherzi della natura.

    Cuore, che te ne vai, migrante e randagio.

    La solitudine a volte è la scelta giusta.

    Alle domande, la migliore medicina.

    E tu che ne sai,

    del cuor che colpisti.

    Esso donar saprà

    quell'azzurro, e

    dei sassi

    l'insensibilità.

    Solitudine, stella, scogliera, e tutto quel valse il bianco affanno della vela.

    Ci si chiede tanto,

    ci si prova, ci si accarezza,

    ci si abbraccia, ci si bacia,

    ci si morde anche a vicenda,

    ci si restituisce la carne scambiata,

    ci si tirano le ossa. Vero,

    come ci si salva ognuno

    sotto le proprie costole.

    Vero come l'acqua,

    che ognuno è la propria isola,

    proprio come prima.

    Incontro per il the

    allungato al limite.

    Zuccheriera a pezzi.

    Lo scatto sul davanzale

    delle formiche

    a distanza di sicurezza.

    Spifferi affilati

    di un gelido vento.

    Il coltello nascosto,

    figuriamoci il resto.

    Fermezza di cambiamenti

    a tavolino.

    Il prezzo per il dolce nel piatto,

    sui lati il salato,

    per il resto,

    conservare lo scontrino.

    Sovrappensiero.

    Sostantivi,

    diminutivi,

    abbreviativi.

    Non c'era bisogno

    di tutti quegli interrogativi.

    Era sempre il tuo nome,

    e buoni motivi nella ghiacciaia.

    E nello scomparto sotto,

    prossimo alla scadenza,

    dimenticando il lieto fine.

    I sorrisi sono contagiosi

    almeno quanto gli sbadigli

    ma direi molto più interessanti.

    Non c'è nulla di meglio

    di quel suo sorriso al mattino

    dopo essersi svegliato.

    Lo consiglio a tutte, o quasi.

    Le porte dimenticate aperte

    ed in mezzo la ragnatela.

    Che tu sia vittima o carnefice,

    il ragno comunque non c'era.

    Era dietro le bottiglie

    a nascondere lo sforzo,

    ottimista in ricognizione,

    che può essere sempre l'ora

    dei buoni bocconi

    il giorno che hanno inventato

    il giorno delle tentazioni.

    Che il problema non è solo trovare

    ma anche non farsi schiacciare.

    Munirsi di affetti ma non troppo,

    quantomeno alleggerire il carico.

    Oh Vincent che con la strabiliante mano ci hai deliziato il paesaggio, le lune accese cantate nel fossato, l'amore piovuto, il cuore fertile a tratti assente, radiografia ingorda di carne e il riassunto delle puntate rimanenti, con l'annaffiatoio rimasto tra i denti, proprio nel punto delle possibilità impossibili, tracimo placido del mio lavello, dovesse succedere, orientarsi verso la boa, corsia d'emergenza, l'infermiere suona al campanello accanto alla porta, rischiara un respiro, prepara un sorriso, che non siamo finiti del tutto,  forse ci si potrebbe affidare far schiumare tra le onde certi nirvana.

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