Gatto: «Perché ti vesti come se dovessi andare a un funerale ogni giorno?»
Donna: «È un omaggio alle versioni di me che ho dovuto uccidere per restare viva. E tu? Sei nero come il vuoto.»
Gatto: «Io non mi vesto, umana. Io sono l’ombra che hai paura di proiettare. Siamo uguali: entrambi guardiamo fuori dalla finestra aspettando qualcosa che sappiamo non arriverà mai.»
Donna: «La pioggia?»
Gatto: «No. La conferma che esistiamo anche quando nessuno ci guarda.»
Donna: «E se non arrivasse mai?»
Gatto: «Allora continueremo a fissare il nulla con stile. Ma chiedilo a lui. Ehi, tu sul cornicione! Che dici?»
Corvo: (Con un battito d'ali lento) «Dico che siete ciechi. Cercate la conferma di esistere là fuori, nel buio o negli occhi degli altri, come se foste frammenti di un film interrotto. Ma guardatevi: siete qui, un’anima inquieta e un predatore silenzioso, a dividere lo stesso freddo sul marmo.
Non serve che il mondo vi guardi per essere veri.»
Donna: «E allora perché resti lì, sul bordo del baratro?»
Corvo: «Perché da qui la vista sulla vostra solitudine è bellissima.»


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