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per_lettera 21 ore fa

 

Alcune notte sono ferme e infilzate alle stelle, come ganci per l'abisso..Con il fiato che si addossa alla carne. Una fragile crudeltà sottende l'attesa. E si sfoglia come una margherita, beffarda più  di una minaccia, e la più falsa della verità.

E petali nella notte, soffiati dal delirio. 

E dalla realtà che delude sempre. 

Come la banalità.

E la più sfacciata profondità che ritorna sempre in superficie. 

Un'ombra, un velo, un campo odoroso di fragole. 

E un taglio sulla carne. 

Come se fosse una tela. 

In un quadro in cui cerchi un senso e di riemergere, appena. 

Quasi da una apnea. 

Guardami per davvero. 

Non sono la misura plausibile di me stessa. 

Oltre. 

 

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27
per_lettera 12 giugno

E nella pagina bianca ritrovo il fiato e nel fiato le parole. Non sono né giuste né sbagliate. Forse sono troppe ma non so centellinarle. Come un sorso. E il successivo. È la bellezza della condivisione, quasi una voce a riempire le sensazioni. In fondo è la solitudine che tutto amplifica e tutto riduce. Come un'onda sulla sabbia che si avvicina e si allontana. Cancella e si ritrae. E fa tanto bene all'anima.

Anche solo per qualche istante scomposto. 

In quelle onde è rimasto incagliato il bisogno di comprensione, destinato ad attendere il suo mare, ancora.

Non ho domande, solo risposte. 

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39
per_lettera 05 giugno

 

 

 

Ti ho scelta tanto tempo fa

e ti riscelgo, ogni volta che riesci a capirmi meglio di me stessa.

Il percorso di conoscenza è destinato a non compiersi mai.

La bellezza è nella imperfezione e nella capacità di accettarla, perché gli altri sono sempre occasioni donate e ricevute per capire ciò che ci piace e cosa no, cosa vogliamo e cosa no. E soprattutto chi vogliamo essere. 

Ognuno vive come è e quello che è. 

 

 

 

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36
per_lettera 04 giugno

 

 

E quel pensiero diventa parte di me. 

Lo è diventato mentre una notte la tua voce mi portava in una caverna. 

E mi esplodevi dentro. 

Come i tuoi occhi dentro i miei. 

E le pupille come laghi. 

Ognuno può raccontare una sua storia. 

Ma l'unica verità è quella del cuore.

Dentro di noi ci siamo solo noi. 

Io e te.

Con la libertà di volerci bene. 

Ogni giorno di più. 

Questo ho imparato. 

Questo ha imparato il mio cuore da te. 

Ad essere liberi.

Perché se si vuole bene é "per sempre".

Un "per sempre" fatto di un attimo o di infiniti istanti, distribuiti nel tempo come una intera costellazione.

Stelle che

brillano

e brillano

e brillano. 

 

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35
per_lettera 01 giugno

E giunge un tempo stabile e fermo, pregno di amore in divenire, e di semi di nuove lune. Per noi stessi, a noi stessi, al nostro castello interiore. E al bisogno, ora di buio, ora di silenzio, ora di luce e di musica lenta o feroce. E quel tempo ti investe e resti, quasi dolorante per l'impatto, in attesa di sentirti i polsi impazziti, di battiti e di incertezze. Sono quelle la risposta e segnano i passi, giorno su giorno. La luna è nel cuore, e si adagia e riesplode. E i suoi frammenti sono irresistibili. Nessun trucco, nessun inganno. Nulla potrà renderci diversi da ciò che siamo. E di tenere strette strette le dita dei cuori che sanno donare, senza chiedere. E i brandelli della intimità sfilacciati dalle voci di sottofondo ti lasciano solo sperare di non sbagliare più. Con la tua luna nel cuore, irriverente ma sincera. La sofferenza è solo una porta, uno spazio che si addossa al successivo, senza scie, senza orpelli. 

E l'essenziale è l'indefinito che continua a saperci stupire e si infila negli attimi. 

E poi passa.

Nulla è per sempre.

Ma un momento speciale ha la dignità e la potenza dell'immensamente indefinito e fragile.

 

 

  

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per_lettera 29 maggio

Segni e sogni. Corsi e ricorsi. In quello che scriviamo c'è sempre uno strano ed autentico meccanismo di mediazione. Riserviamo a noi stessi i sentimenti e le emozioni più autentiche. Forse a volte c'è un tentativo di scardinare e scavare più a  fondo. Ed alcune parole sono macchiate di sangue. Alcuni pensieri grondando bisogno ed empatia, figli di una più o meno rudimentale maieutica. Credo possa essere una cosa del genere. Ma spiegare non sempre serve. Mi piace prendere il buono che capita. È una esperienza che sto tentando di praticare. Senza rimuginare o spiegare. Non approvo né sento il bisogno di approvare. Percepisco gli altri e mi limito a rispettare.

Mi piace guardare gli altri negli occhi, anche solo per qualche istante.

Mondi che si incrociano destinati a distruggersi e dimenticarsi attimo dopo attimo. 

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per_lettera 27 maggio

Era notte, una notte lontana e straniera, in cui non potevi non sentire il cielo addosso, come una carezza, e là, davanti ad un oceano sconosciuto e buio, feci la più naturale delle cose, guardai in su. E mi sentii protetta e sicura. Le stelle erano là,  sempre le stesse. Sotto un cielo capovolto, ribaltato, un cielo inverso. 

 Mi sentii a casa. 

Perché anche a casa mia stavano vedendo le stesse stelle.

Siamo fatti anche di nostalgia e di ricordi. Passi vecchi e nuovi. 

A mente aperta.

Solo per andare oltre. 

 

 

 

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per_lettera 24 maggio

E quella paura dell'abbandono non esiste più. Sogno le tue dita, delle tue mani bellissime, nella mie. E non le sento lontane. La distanza fisica non conta. Me lo ripeto. E ti ritrovo nella coscienza. Nella testa. E nel cuore. Ho sempre sentito il buio amico. Una immensa coperta in cui l'altra me riusciva a comprendersi. E nel buio ho commesso i miei più grandi errori e le mie più immense follie, sempre con il cuore aperto e pronto ad essere svuotato. Come un cucchiaio. Per caso, o per sbaglio, per puro incastro del destino, ho scoperto la gioia ed il dolore del cercarsi a fondo, del darsi e del fidarsi. E non mi sono mai risparmiata, in un eccesso di amore. Lo stesso che mi ha riempita di tanta solitudine, scalza e disperata. La vita dà e toglie. E il buio sa essere un dono in cui accettare ogni parte di me, conoscere e accettare, senza aver paura di comprendere l'infinito che ogni essere umano sa essere. E l'orrore che a volte ci smangiucchia l'anima. 

 

 

Ed è così che si cambia. 

E si sceglie di continuo. 

Gli altri non possono né devono capire la nostra storia cucita addosso sulla pelle.

La nostra unica verità, mescolata al sangue. 

 

 

Perché il dolore non è una risposta, ma una strada in cui ci si perde.

Solo per ritrovarsi. 

Oltre ogni strato. 

E fanculo al resto.

Delle convenzioni non so che farmene, né della vostra approvazione. 

Il mondo è bello perché è vario. 

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46
per_lettera 23 maggio

Come in una scatola i ricordi felici si fanno spazio, lo cercano e lasciano il posto a ciò che arriva, magari solo un piccolo cantuccio. Credo che la libertà sia la capacità di far volare il cuore, ignorando ogni giudizio e convenzione, sopra ogni cosa, sentendo sempre e solo il cuore, più che si può. Senza preoccuparsi di precisare e ribadire e spiegare, una rete asfittica in cui ogni forma travalica la sostanza. Mentre ci sono cose bellissime che nessun errore può impedirci di scrutare, cercare, avvicinandosi più che ci può al loro senso. Come con le radici nella terra. 

Mille fili d'erba in una notte piena di stelle. E i passi nel buio. Così percepisci la notte e le sue sfumature. Hai solo i tuoi battiti e la forza dei tuoi sogni e la voglia di cercare e imparare e imparare a sbagliare ancora.

E lasciarsi bastare tutto questo.

E se non basta va bene lo stesso. 

La misura del limite la diamo noi. 

E poi mi chiedo se ti ho conosciuto mai per davvero, mentre i miei occhi si perdevano nei tuoi, senza forza, come davanti a quei quadri, in un pomeriggio di sole, caldo come il nostro addio. Ancora adesso rovente. 

Senza fine. 

 

 

E mani che si toccano, come in un abbraccio, che tutto protegge perché conta, come niente prima. 

Possiamo usare tutti i nomi che vogliamo ma restiamo quello che siamo. 

 

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