Libero

Antiope_Queen6.9

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Mi descrivo

LA BELLEZZA FEMMINILE è UN ARMA A DOPPIO TAGLIO,ATTRAE L'ATTENZIONE,DIFFICILE è POI MANTENERLA.

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

-

I miei pregi

PULITA CRISTALLINA COME LA MIA COSCIENZA

I miei difetti

IO DEVO...BISOGNA CHE IO DEVO INSOMMA,BISOGNA CHE IO,CHE IO FACCIA.... FACCIA QUALCOSA,ECCO!!

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. IL
  2. MIO
  3. DOMINIO

Tre cose che odio

  1. IO
  2. NON
  3. ODIO

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Avventura
  • Campeggio
  • Prendo l'auto e parto

Vacanze Ko!

  • Crociera
  • Spirituale
  • Settimana bianca
  • Passioni

    • Arte
    • Motori
    • Cinema
    • Viaggi

    Musica

    • Jazz
    • Blues
    • Folk
    • Soul
    • Metal

    Cucina

    • Tex & mex
    • A tutto pesce e frutti di mare
    • Grigliatona tra amici
    • Piatti italiani
    • Pizza

    Libri

    • Horror
    • Storici
    • Erotici
    • Avventura
    • Diari di viaggio

    Sport

    • Calcio e calcetto
    • Pallavolo

    Film

    • Thriller
    • Storico
    • Horror
    • Azione
    • Spionaggio

    Libro preferito

    DESPERATION

    Meta dei sogni

    GROENLANDIA

    Film preferito

    MISSION

    Dull Knives

     

    I'm holding my breath, holding so tight

    Nothing is wrong, nothing is right

    I'm in the dark, looking for light

    Won't someone please save my life?

    Inside I'm a mess, but I don't let it show

    I'm just hanging on, but you'll never know

    I smile all day, and cry through the night

    Won't someone please save my life?

    It's fleeting

    Dull knives

    Taking my life

    A slow burn fire

    From the inside

    Dull knives

    Twisting my spine

    They're taking their time, time

    'Til I lose my mind

    A smoldering flame, deep in my heart

    Barely a sign, it's barely a spark

    Holding on through, every night

    Won't someone please save my life?

    I'm crying for help, it's such a cliche

    Invisible pain, it's filling each day

    I open my mouth and feed you a lie

    Won't someone please save my life?

    It's fleeting

    No repeating

    Dull knives

    Taking my life

    A slow burn fire

    From the inside

    Dull knives

    Twisting my spine

    They're taking their time, time

    'Til I lose my mind

    Dull knives

    Ripping from the inside

    Spare me the ride

    From the inside

    Dull knives

    Twisting my spine

    They're taking their time, time

    'Til I lose my mind

     

     

    ISOLA DI ODINO

    È la Vigilia di un Natale freddo e nevoso, quando Odino, un vecchietto dalla lunga barba e un occhio solo, è costretto ad approdare con la sua slitta su un’isola senza nome, perché in una tempesta di meteoriti uno dei suoi cavalli si è azzoppato. Ha fretta: deve portare oscuri avvertimenti, ma ha perso la memoria e non ricorda più dov’è diretto né di quali presagi è messaggero. Né possono aiutarlo gli stupiti abitanti dell’isola, che da secoli non vedono stranieri: al di là delle infide scogliere che li circondano, esiste il Continente, ma da generazioni nessuno ha più provato a raggiungerlo e nessuno è mai tornato. Odino riuscirà prodigiosamente ad attraversare lo Stretto, per ritrovarsi di colpo in un mondo che somiglia molto al nostro, dove i regni del Nordmeridione, Nordsettentrione e Anticonord appaiono ironiche e divertenti stilizzazioni dei paesi scandinavi. Rinchiuso in ospedale come pazzo, finito su Internet con la sua bizzarra storia, Odino è presto al centro di contrastanti interessi: profeti millenaristi, fanatici religiosi e nazionalisti, politici, opportunisti di ogni tipo vogliono appropriarsi di lui, e mentre tutti cercano il modo per raggiungere l’isola misteriosamente inaccessibile, riscoperta su antiche mappe segrete, tra i regni del Nord si arriva all’orlo della guerra per il suo possesso. Nella tipica tradizione danese che fonde fiaba e assurdo, fantasia e parodia, sapere e umorismo, il romanzo parla in realtà di una società che è la nostra e di temi di estrema attualità: fanatismo ed estremismo, intolleranza e nazionalismo, e anche responsabilità individuale, religione ed etica, fede e dubbio, amore e libertà. Ma come ogni fantasy che si rispetti, un sottile gioco di rimandi a miti e simboli, rende più ricca e complessa l’allegoria: chi è veramente quell’Odino, bonaria versione del supremo dio del pantheon nordico, che parlando solo per massime e portando con sé la poesia e la semplicità di una saggezza antica, spinge ciascuno a rivelare la sua natura più profonda e a seguire il proprio destino? E non è forse il suo finale benvenuto ai suoi due corvi perduti la sola risposta possibile ai mali che ci affliggono? «Ben tornati, Pensiero, Memoria!» «Per sorte gli uccelli attendono noi tutti?».

     

     

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