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Duchessa2000

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Mi descrivo

Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato. La mente è tutto. Noi diventiamo ciò che pensiamo. Siddhartha Gautama

Su di me

Situazione sentimentale

single

Lingue conosciute

Inglese, Francese

I miei pregi

Cerco di conoscerli e accrescerli

I miei difetti

Cerco di conoscerli e correggerli

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. vivere
  2. leggere - conoscere
  3. sperimentare

Tre cose che odio

  1. .
  2. .
  3. .

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Crociera

Vacanze Ko!

  • Tour organizzato
  • Passioni

    • Arte
    • Lettura
    • Musica

    Cucina

    • Piatti italiani

    Libri

    • Narrativa
    • Psicologia

    Sport

    • Nuoto
    • Arti marziali

    Film

    • Fantasy
    • Animazione

    Libro preferito

    La profezia di Celestino;Manuale del guerriero della luce; il Tao della fisica

    Meta dei sogni

    Irlanda e Scozia, Stati Uniti

    Film preferito

    Sliding doors; Matrix; Kungfu Panda

    DISCORSO di Robert Kennedy, 18 marzo 1968

    “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
    Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
    Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
    Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
    Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
    Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
    Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

    IL MIO PENSIERO PER OGGI

    In questo spazio troverà posto un mio pensiero o una frase che mi ha colpito.

    • Ogni tipo di ignoranza nel mondo deriva dal non rendersi conto che la nostra comprensione è una scommessa. Crediamo in quello che vediamo e poi crediamo all’interpretazione che gli diamo, il più delle volte non sappiamo nemmeno che stiamo dando un’interpretazione. Crediamo che sia la realtà (Robert Anton Wilson)
    • "Pazzia significa fare la stessa cosa ripetutamente e aspettarsi risultati differenti"
      (A. Einstein)
    • "Chi è libero sceglie, chi non è libero non può scegliere.
      Ma chi è libero è responsabile della sua scelta.
      La responsabilità non piace e spesso si preferisce non essere liberi pur di non essere responsabili."
      (G. Colombo)
    • Prese in mano un pezzo di carta e una penna.
      < Guarda, Karl, adesso siamo così: 0,5 + 0,5 = 1.
      E dovremmo essere così: 1 + 1 = 11.
      Mi capisci?>.
      Dal racconto: Mestessomeedio di Zsuzsanna Lengyel
    • "La difficoltà non sta nelle nuove idee,
      ma nello sfuggire a quelle vecchie, che si ramificano
      - per quanti sono stati educati come molti di noi lo sono stati -
      in ogni angolo della nostra mente"
      (John Maynard Keynes)
    • Quello che fa più male nella vita è non avere il coraggio di riuscire a viverla. Anonimo

    SUL TEMPO

    Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto: raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non fare niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. Puoi indicarmi qualcuno che dia il giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va. Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

    Da Lettere a Lucilio - Seneca

    FILMS

    Documentario molto interessante, una panoramica della situazione attuale e proposte per un'evoluzione futura:
    //www.youtube.com/watch?v=7gSRg_zoBgA&list=PLB3D7BCDFCFA21D69&index=9

    Film che propone una possibile vita oltre la morte, tratto da una storia psicografata dal medium Chico Xavier:
    //www.youtube.com/watch?v=yVBCCTrGJT4

    Documentario sulle origini del nostro pianeta, sulla sua condizione futura e possibili cambi di rotta:
    //www.youtube.com/watch?v=I1fQ-3-CEFg&feature=player_detailpage

    Film sulle possibilità della fisica quantistica nella vita di tutti i giorni:
    //www.youtube.com/watch?v=nhVY7-_i25g

    Nn sentiamoci in colpa,

    ...CARO ragazzo gay, o bisex, o indeciso o boh, la vita è durissima, spesso è uno schifo, ma la propria identità sessuale non può mai essere un motivo per deprimersi, farsi del male, uccidersi. Scusami se ti scrivo, ma io ho bisogno di dirti una cosa: essere gay è bellissimo. Non è una colpa, non è un atteggiamento che uno sceglie, è normale tanto quanto non esserlo.Ma la cosa che nessuno dice mai è che essere gay è anche bellissimo. Poi a me sta bene che chi pensa che l’omofobia sia il problema, lotti per combattere l’omofobia, foss’anche solo per un motivo simbolico e per accendere i riflettori sulla questione. Ma se tu finalmente ti convinci di essere nella tua squadra del cuore, la più splendente perché meglio definisce i tuoi gusti sessuali, beh, allora che ti frega che — quasi sempre per invidia — quelli di altre squadre ti prendano in giro? Se sono dell’Inter e un milanista mi urla «nerazzurro di merda» io me ne faccio un vanto e magari gli rispondo pure «dimmi, pallosissimo etero!». Poi, ovvio, se vuole menarmi e magari sono pure più di uno, scappo, e se mi fanno del male o anche solo minacciano di farmelo, sporgo denuncia. E non sto dicendo che bisogna subire passivamente, però la questione è che non mi lascio deprimere o far venire dei dubbi, non mi lascio convincere che quello sbagliato sono io, che quindi debba punirmi e possibilmente strapparmi di dosso questa brutta cosa o ammazzarmi. Ma neanche per sogno. E sai perché? Perché essere gay è bellissimo, c’è da metterselo in testa. E poi, rimanendo in metafora, se capisci che fai parte di una squadra, capisci anche — ed è importantissimo — che non sei da solo.

    ...si può essere gay e felici

    C’è stato un tempo antico e pure lunghissimo in cui l’omosessualità non era assolutamente un problema, credo che nemmeno se ne parlasse; poi ci son stati secoli bui e buissimi di oscurantismo, arresti, lotte, morti, e battaglie vinte, e passi indietro, e leggi terribili e pena di morte, e tutto ciò in realtà dura tuttora in troppi luoghi. Però nel 2013 c’è una certezza che nell’intimo nessuno può misconoscere: essere gay o eterosessuali è assolutamente la stessa cosa. È come dire biondo, castano, alto, magro, sportivo, tutte quelle cose che ovviamente fanno parte di noi, ma nessuna di esse presa singolarmente ci definisce del tutto. Ovviamente troverai chi ti dice che le bionde sono stupide e i mancini subdoli, come sicuramente troverai anche degli etero che ti dicono che i gay fanno schifo, e incontrerai dei gay che ti ammoniscono che andare con le donne sia orribile e pericolosissimo, ma sono frange estreme ignoranti, sono slogan da tifoserie, niente che debba preoccuparci davvero.

    Quando sento qualcuno farneticare dicendo che l’omosessualità è una malattia, la mia prima reazione non è mai violenta o depressiva, piuttosto è la stessa identica che avrei se sentissi qualcuno dire «l’obesità è infettiva» o «masturbarsi rende ciechi»: mi vien da ridere, mi fa pena chi dice queste cose, giuro, mi chiedo dove abbia studiato, mi interrogo se posso aiutarlo in qualche modo e di solito gli sorrido come a un povero scemo, poi se mi va cerco pure di spiegargli che sta dicendo delle stronzate piuttosto umilianti, ma intendo umilianti per lui.

    ...segue 1

    Se invece dopo le parole stupide di uno stupido vado a casa a piangere, e penso che farmi del male possa in qualche modo curarmi da questa terribile malattia che è «amare chi amo ed essere quello che sono», sto facendo il gioco dello scemo, e così lui non capirà mai che quello che ha bisogno di essere curato è lui, e penserà addirittura d’aver vinto.

    Io non ripongo nessunissima speranza negli omofobi, perché sarebbe come chiedere un consiglio a un sacchetto di carta o un bacio a un kiwi. Io vorrei che queste morti più che gli omofobi scuotessero tutti noi non-omofobi a dire tranquillamente che essere gay è bellissimo, stupendo, perfetto. Perché il problema sono i nonomofobi che comunque, spesso inconsciamente, continuano a pensare e far proliferare l’idea che essere gay sia un problema, una colpa, una tragedia, una questione spinosa di cui occuparsi. Non è così. Non per forza. Essere gay è almeno tanto bello quanto non esserlo e essere dell’altro. Anche perché io penso che nella scala fra totalmente eterosessuale e totalmente omosessuale ci siano infiniti gradi. Anzi, penso che ci siano tanti gradi quanti gli abitanti di questo pianeta meno uno, se stessi: perché ci si innamora di un essere umano, non di una sessualità. Io mi innamoro di Alessia, di Salvatore, di Caterina, di Dario, di Elena, di Cezanne, di Monet, di Gadda, di Philip Roth, di Tondelli, della Munro, non delle donne o degli uomini, non dei pittori o delle pittrici, e neppure degli scrittori o delle scrittrici. Ma ve lo immaginate nascere in un posto dove ti dicono: tu puoi amare solo le musiciste donna oppure i tabaccai maschi?

    ...segue 2

    Non è così. Ci si innamora di chi ci s’innamora. Punto.

    Io della mia omosessualità non parlo mai perché penso che non sia una notizia. Ma se la non-notizia di esser gay, nel momento in cui viene dichiarata da tutti i gay, può salvare anche solo un ragazzo dal proprio proposito di suicidio, beh, allora lo dico: io sono gay. E come dice una mia ex fidanzata, è anche per questo che sono adorabile.

    Carlo Giuseppe Gabardini (Olmo di camera café). Lettera pubblicata da La Repubblica

     

    PENSIERO POLITICO

    "Il peggior analfabeta è l'analfabeta politico. Egli non sente, non parla, nè s'interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell'affitto, delle scarpe e delle medicine dipendono dalle decisioni politiche. L'analfabeta politico si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il bambino abbandonato e il rapinatore, e il peggiore di tutti i banditi che è il politico imbroglione, il mafioso, il corrotto."
    (Bertolt Brecht)

    LEGGERE

    «Leggere per me era evasione e conforto,
    era la mia consolazione, il mio stimolante preferito:
    leggere per il puro gusto della lettura,
    per il meraviglioso silenzio che ti circonda
    quando ascolti le parole di un autore
    riverberate dentro la tua testa»

    Da follie di Brooklyn di Paul Auster

    Dobbiamo difendere la lettura come esperienza
    che non coltiva l’ideale della rapidità, ma della ricchezza,
    della profondità, della durata.
    Una lettura centrata, amante degli indugi, dei ritorni su di sé,
    aperta più alle scorciatoie, ai cambiamenti di andatura
    che assecondano i ritmi alterni della mente
    e vi imprimono le emozioni e le acquisizioni.

    Giuseppe Pontiggia

    SIMONE PEROTTI

    www.simoneperotti.com

    Lunedì mattina: alzarsi, vestirsi, tornare al solito posto, per la solita strada intasata, fare la solita cosa, per tornare a casa a ritroso, la sera, nelle stesse orme del giorno, come sempre… non ci fa bene. Il “mondo fuori del mondo” ci ha atteso ancora invano. Lì c’è tempo per l’ascolto, per la visione terza, per capire che siamo molto di più, siamo altro: umanità sconosciute se non saremo noi stessi, per primi, a vederle. Credetemi, possiamo sentire, dare, fare esperienze del tutto diverse. Non accontentiamoci dell’ovvio, non tentiamo di far finta di essere foolish e hungry, perché quello è uno slogan. Il fatto è che non è vero, ed è peggio di accettare la sbobba quotidiana dicendo “che buona!”.

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