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Heathcliff2000

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Mi descrivo

ANIMA TEMPESTA SENZA FINE

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

-

I miei pregi

-

I miei difetti

-

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. nessuna
  2. nessuna
  3. nessuna

Tre cose che odio

  1. nessuna
  2. nessuna
  3. nessuna

Benvenuti al sepolcro del mio amore….

Potevamo essere una cosa sola un perfetto congegno celeste miscela di sangue armonioso. Per duecento anni o per tutta la vita assetarci ogni giorno alla fonte dei papaveri ogni notte dormire nei deserti della luna riposando gli amplessi fra le braccia possenti del cielo sotto il carillon circolare delle stelle. Tu invece hai preso Il mio cuore e senza disossarlo l’hai dato in pasto agli orrendi cani che adornano il tuo giardino. Aspettando una primavera calva tornerò al presente assente di me facendo rotolare il pensiero per strade aspre e polverose per campi spogli di viole e margherite fino innanzi alla porta di casa tua.

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, fate tacere il cane con un osso succulento, chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato portate fuori il feretro, si accostino i dolenti. Incrocino gli aereoplani lassù e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto, allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni, i vigili si mettano i guanti di tela nera. Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica, il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto; pensavo che l'amore fosse eterno: avevo torto. Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte; imballate la luna, smontate pure il sole; svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco; perché ormai nulla può giovare. (Auden)

Scavati in fondo fino alla radice del dolore arcobaleni non trovammo nè pentole colme d'oro; ma ombre vuote di sogno onde di spighe riarse.

Quanto sei grande amore se riesci ad occupare ogni pensiero ogni emozione ogni sensazione? Quanto sei dolce amore se intenerisci i miei desideri se illanguidisci i miei baci se rendi tremanti le mie carezze? Quanto sei forte amore una micro stella che mi brucia dentro il vento impetuoso che scuote le rive e giovani palme la marea che travolge ogni mia resistenza?

Non ho l'azzurro del cielo quando non godo del tuo sorriso Mi manca il blu cupo del mare perché non vedo più i tuoi occhi Ho fame di un pane che mi sazi perché non mangio più i tuoi baci Mi manca l'aria nella bocca e nelle narici se non sento la tua voce Sotto la lastra ghiacciata delle stelle nuda e tremula è la mia pelle senza il balsamo dolce delle tue carezze La vita si anima e danza su un tappeto di fiori infinito e farfalle di sole volano nel mio cuore solo quando sei con me.

Misuro il tempo su di te perché tu sei il mio tempo. Il tempo che è passato dal nostro ultimo incontro. Il tempo che si è fermato dopo l’amore. Il tempo che manca per rivederti ancora.

Un bacio caldo come il sole il fremere lieve di una farfalla fra le labbra socchiuse miele fuso scambiato a profusione. Soggiunse furtivo silenzioso inarrestabile l'amore per te sommergendo ogni resistenza ed ogni mia ragione come fa l'oceano sullo scoglio piantato in mezzo all'infinito o come l’istante eterno di diamante.

Chiudo questa sera come la porta di una stanza e mobili coperti di cellophane o come si chiude una finestra al mondo che sta fuori. Senza ben capire dov'è la realtà e dove il sogno. Solo comprendo l'inutilità di un'altro giorno vissuto senza di te Una pioggia di secondi di strani petali rossi che cadono bucandomi le mani e sterilizzandomi l'anima.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Scrivere, per esempio: "La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza". Il vento della notte gira nel cielo e canta. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava. In notti come questa io l'ho tenuta tra le braccia. L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito. Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo. Come non amare i suoi grandi occhi fissi. Posso scrivere i versi più tristi stanotte. Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa. Sentire la notte immensa, ancora più immensa senza lei. E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato. Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla. La notte è stellata e lei non è con me. Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano. La mia anima non si rassegna di averla persa. Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me. La stessa notte che sbianca gli stessi alberi. Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi. Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata. La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie. D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci. La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti. Ormai non l'ho più, è vero, ma forse l'amo ancora. E' così breve l'amore e così lungo l'oblio. E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia, la mia anima non si rassegna d'averla persa. Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa, e questi gli ultimi versi che io le scrivo. (P. Neruda)
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