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Mi descrivo

Povera ma bella dentro. Ho un pancreas che è uno spettacolo... Ps. Mi scuso con tutti,son poco presente qui in questo periodo.

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Francese, Inglese

I miei pregi

Ho standard qualitativi,umanamente parlando, molto alti. E un senso estetico piuttosto sviluppato. Difenderei chi amo a costo della vita. Me ne frego dei giudizi.

I miei difetti

Permalosa. Inaffidabile per scelta. Disconosco l'autorità. Prima di colazione è vietato proferir verbo...

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. Incanto
  2. Empatia
  3. Spessore

Tre cose che odio

  1. L'esser torre,principessa,
  2. principe,scudiero,cavallo
  3. e cacca di cavallo.

I miei interessi

Passioni

  • Arte
  • Cinema
  • Viaggi

Musica

  • Techno

Cucina

  • Veggy
  • Stellata

Libri

  • Saggi
  • Narrativa

Film

  • Fantascienza

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"Beati i normali, quegli esseri strani. Quelli che non ebbero una madre pazza, un padre ubriacone, un figlio delinquente, una casa in nessun posto, una malattia sconosciuta, quelli che non furono bruciati da un amore divorante, quelli che vissero i diciassette volti del sorriso e un po' di più. Quelli pieni di scarpe, gli arcangeli con cappelli, i soddisfatti, i grassi, i belli, i damerini e i loro seguaci, quelli che "volentieri, passi pure", quelli che guadagnano, quelli che sono amati fino all'osso, i flautisti che vanno con i topi, i venditori e i loro compratori, i signori leggermente sovrumani, gli uomini vestiti da tuoni e le donne da lampi, i delicati, i sensati, i fini, i gentili, i dolci, i commestibili e i bevibili. Beati gli uccelli, lo sterco, le pietre. Ma lascino passare quelli che fanno i mondi e i sogni, le illusioni, le sinfonie, le parole che ci sbaragliano e ci costruiscono, i più pazzi delle loro madri, i più ubriaconi dei loro padri e più delinquenti dei loro figli e più divorati da amori brucianti. Che gli lascino il loro posto nell'inferno, e basta". Roberto Fernández Retamar

Dylan Thomas

Non andartene docile in quella buona notte, I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno; Infuria, infuria, contro il morire della luce. Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini Non se ne vanno docili in quella buona notte, I probi, con l'ultima onda, gridando quanto splendide Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia, S'infuriano, s'infuriano contro il morire della luce. Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono, Troppo tardi imparando d'averne afflitto il cammino, Non se ne vanno docili in quella buona notte. Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire, S'infuriano, s'infuriano contro il morire della luce. E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi, Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego. Non andartene docile in quella buona notte. Infuriati, infuriati contro il morire della luce.
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