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Mi descrivo

L'Associazione Onda Sforzesca comprende musici e sbandieratori che partecipano annualmente alle manifestazioni del Palio delle Contrade di Vigevano (PV) e svolgono la loro attività in tutta Italia, con due fondamentali mission; far conoscere la cultura delle tradizioni italiane e aggregare giovani e meno giovani in questa bellissima attività. Per contatti: segreteria@ondasforzesca.it ondasforzesca@libero.it

Su di me

Situazione sentimentale

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Lingue conosciute

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I miei pregi

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I miei difetti

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Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. aggregazione e amicizia
  2. partecipazione ad eventi
  3. sana competizione

Tre cose che odio

  1. .
  2. .
  3. .

presentazione

Il gruppo “Musici e Alfieri dell’Onda Sforzesca” nasce intorno agli anni ‘80 con lo scopo di accompagnare il corteo storico cittadino; si esibisce in molte manifestazioni di rievocazione storica tra cui: Palio delle Contrade di Vigevano, Palio D’Urmon di Robbio, Palio dell’Oca di Mortara, Palio dei 4 Cantoni di Cerano, Palio di Brenta, Palio delle cinque contrade di Fenegrò, Palio di Castelnuovo Scrivia, Palio di Garlasco, Palio di Gambolò, Palio d’Avucat di Caponago, festa patronale di Bubbiano, Palio di Cassolnovo.

 


 

La mission principale del gruppo si concretizza in due aspetti fondamentali; unire con spirito di amicizia ragazzi giovani e meno giovani, impegnandoli in una attività sana, competitiva e non il cui obiettivo è il benessere psico fisico dei membri del gruppo.

 

In seconda istanza, l’associazione si impegna a far conoscere la tradizione tipicamente italiana dell’arte dei musici e sbandieratori, per diffondere la cultura e la tradizione sia nel territorio nazionale e all’estero.

 

per contattarci: segreteria@ondasforzesca.it

foto alfieri in castello

foto piazza ampia

piazza Ducale

   

la bandiera e la rotella

l'Ondato Sforzesco è un'impresa araldica molto cara a tutta la dinastia sia Viscontea che Sforzesca. Veniva utilizzato in molteplici situazioni, sugli scudi, sulle bandiere di guerra e non, sui vestiti e come foulard. Il più noto è il "capitergium cum gassa", un foulard con il nodo che da sempre ha contraddistinto il potere Ducale. Le "onde" vengono paragonate a grosse onde montanti, a rappresentare le tumultuose vicende che gli Sforza dovettero attraversare per consolidare il loro potere politico. Il leone rampante sul melo cotogno è il primo vessillo di guerra di Francesco Sforza, nato il 23 luglio e quindi del segno del leone; il melo per onorare suo padre Muzio Attendolo, il capo della dinastia. L'aspetto curioso e degno di menzione è che l'immagine della rotella (scudo rotondo di 60 cm. di diametro) è stata fotografata e copiata dalla sedia utilizzata appunto per il matrimonio di Francesco Sforza con Bianca Maria Visconti, nella chiesa di San Sigismondo a Cremona... (Info a cura di G. Arancio, notaro Giacomo da Policastro).

Historia dello Alfiere

Nello Medioevo, l'alfiere era persa persona investuta de lo compito di recar lo vessillo alla pugna et defenderlo a qualunque onere. Lo alfiere era di norma posto all'avanguardia della schiera, lo vessillo da questi condotto dava mostra della sorta di milizia che lo sequiva et era magno abbastanza acciocchè potesse esser da lungi veduto et, quindi, coordinato. Mediante le movenze dello suo drappo, l'Alfiere potea a sua volta segnalar et comunicar le comande. Pertanto, si domandavan a questi speciali canoscenze, quali la destrezza nell'uso dell'arme, doti d'altleta, di fisica possanza, di scaltrezza et, sovra omnia altra cosa, uno valente cuor di lione! Di tanto s'abbisognava per scendere alla pugna armati di sol vessillo, lo quale recava punta di lanza inla sua sommità, utile a facersi largo tra le inimiche schiere. Lo alfiere, colla bandiera sua marcava lo fronte d'avanzata et la direzione. Vien da sè che lo suo operato fusse fondamentale per li militi, li quali dovean comprendere, nonostante lo sudiciume, lo clangore delle armi et li zampilli dello sanguine in ogne dove, quale fusse la direzion da persequire. Viceversa, per l'inimici era buona cosa accoppar l'alfire et facer cascar lo vessillo 'l prima possibile, sicchè alli armati avversari sarebbe venuta a mancar la guida. In caso di trionfo della schiera avversa, lo alfiere avea l'estremo compito di scagliar lo vessillo più lungi possibile, affinchè non cadesse in mano inimica... a costo della sua medesima vita! Si ringrazia "Feudalesimo e Libertà" per il contributo alla stesura del testo.

rotella

logo onda sforzesca

in piazza

in abiti storici

vigevano sera

in castello piccoli

scuderia giacomo da polic

Il Castellano Giacomo da Policastro nelle scuderie del castello di Vigevano 
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