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La passera scopaiola (Prunella modularis) raggiunge la lunghezza di 15 cm, ed è caratterizzata da un becco lungo, scuro e sottile, da un piumaggio misto di bruno e grigio e superiormente striato di nero. Le parti inferiori sono di un color lavagna e la testa ed il collo sono grigi

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Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. vermi e larve
  2. semi
  3. briciole

Tre cose che odio

  1. rami sottili
  2. gattoni
  3. BANNATORI

La "passera scopaiola" presenta aspetti particolari nel comportamento riproduttivo che interessano la complessa struttura dei nuclei che gravitano attorno al nido. Infatti c'è una grande variabilità nella composizione dei gruppi, che possono essere composti da semplici coppie, da gruppi formati da un maschio con più femmine, da gruppi formati da una femmina con più maschi e da gruppi formati da maschi e femmine che si accoppiano con promiscuità.[senza fonte] Le femmine spesso si accoppiano simultaneamente con due maschi.[1][2] Particolare importante del comportamento è quello che effettua il maschio che, prima dell'accoppiamento, colpisce in maniera delicata e ripetuta, con il proprio becco, la zona esterna dell'organo sessuale femminile. Ciò fa si che, se la femmina si è da poco accoppiata con un altro maschio, essa estrometta il seme appena ricevuto cosicché l'attore ultimo possa sostituirvi il suo.[1] Questo comportamento è stato studiato scientificamente presso l'orto botanico di Cambridge[senza fonte] nei primi anni ottanta del XX secolo dal ricercatore inglese Nick Davies utilizzando la tenica del genetic fingerprinting, all'epoca nuovissima e messa a punto da Alec Jeffreys, che tramite l'analisi delle molecole di DNA permise di determinare il padre di ogni figlio.[2]

E' presente in gran parte dell'Europa, nell'Asia Minore, nel Caucaso e nell'Iran. In autunno le popolazioni settentrionali si spingono nel sud dell'Europa e giungono nell'Africa settentrionale e nell'Asia occidentale. Nella penisola italiana è stazionaria, di passo e invernale. Trascorre infatti l'estate in montagna e sverna nelle pianure. Manca in Sardegna. In Campania è presente nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove in inverno è abbondante sulla costa, poi in primavera sale in quota sulle pendici del vulcano a nidificare.
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