Un tempo
ero
un’inguaribile
romantica.
Lo sono
tuttora.
Un tempo
credevo che l’amore
fosse il
valore più grande.
Lo credo
tuttora.
Non mi
aspetto di essere felice.
Non
credo che troverò l’amore,
qualunque cosa
voglia dire,
o che,
se lo troverò,
mi
renderà felice.
Non
penso che l’amore
sia una
risposta o una soluzione.
Penso
che l’amore
sia una
forza della natura,
possente
come il sole,
necessaria,
impersonale,
immensa,
impossibile,
una
forza che brucia e scalda,
che
inaridisce e che dà la vita.
Quando
si spegne, il pianeta muore.
La mia
piccola orbita di vita
gira
attorno all’amore.
Non oso
avvicinarmi di più.
Non sono
un mistico
che
cerca la comunicazione estrema.
Non esco
di casa
senza il
fattore di protezione 15:
io mi
proteggo.
Ma
oggi,
mentre
il sole risplende ovunque,
e tutto
ciò che è solido
non è
altro che ombra,
so che
le cose importanti nella vita,
quelle
che ricordo,
che
rigiro tra le mani,
non sono
le case,
i conti
in banca,
i premi
e le promozioni.
Quello
di cui serbo memoria
è
l’amore, tutto l’amore,
l’amore
per questa strada sterrata,
per
quest’alba,
per un
giorno passato in riva al fiume,
per lo
sconosciuto incontrato in un caffè.
L’amore
per me stessa, anche,
ed è la
forma più difficile d’amore,
perché
l’amore
e
l’egoismo non vanno d’accordo.
E’
facile essere egoisti.
E’
difficile amarmi per come sono.
Ecco
perché mi sorprende
che tu
mi ami...