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algedia69

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Mi descrivo

Dedicato agli irrequieti/e: Sabbie Mobili Demoni e meraviglie Venti e maree Lontano di gia' si e' ritirato il mare E tu Come alga dolcemente accarezzata dal vento Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando Demoni e meraviglie Venti e maree Lontano di gia' si e' ritirato il mare Ma nei tuoi occhi socchiusi Due piccole onde son rimaste Demoni e meraviglie Venti e maree Due piccole onde per annegarmi. Jacques Prevert

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Inglese

I miei pregi

-

I miei difetti

-

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. lettura
  2. viaggi
  3. silenzio

Tre cose che odio

  1. caos
  2. volgarita'
  3. cattiveria

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Vacanze studio

Vacanze Ko!

  • Villaggio turistico
  • Passioni

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    Musica

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    • Classici

    Meta dei sogni

    Isole tropicali in generale, Atolli del Pacifico

    Dedicata a tutti quelli speciali ...

    Ulisse e Nausicaa

    (...)

    Così parlava:
    “ Ascoltami regina!
    Ma devo chiamarti dea o nobil donna?
    Se sei delle dee dell’ Olimpo
    Per il tuo nobile aspetto ,la tua statura
    E le tue forme aggraziate
    In te vedo Diana, figlia del grande Giove.
    Se invece sei una donna mortale
    Sia tre volte beato tuo padre,
    tre volte beata tua madre,
    tre volte beati i tuoi fratelli:
    ad essi si rallegri il cuore
    tutte le volte che ti vedono danzare
    e vedono le tue leggiadre forme
    muoversi a ritmo di danza.
    Ma ancora più beato sia
    Colui che ti condurrà nella sua casa!
    Nessuna creatura umana
    Né uomo, né donna, mi apparve mai
    Delle tue stesse sembianze.
    E più continuo a riguardarti
    Più mi incanto.
    Simile a te per bellezza
    Era un giovane tronco di palma
    Che vidi ergersi sull’ altare di Apollo
    Sull’ isola di Delo.
    Il viaggio a Delo , seguito da un numeroso popolo,
    fu per me la causa di grandi sventure.
    E fissando quell’ arbusto
    A lungo rimasi attonito
    Perché non vidi mai
    Un albero così bello nascere dalla terra.
    Così anche guardando te
    provo grande stupore ,
    ma non oso sfiorarti le ginocchia.
    Ieri scampai al cupo mare:
    irosi flutti e orribili tempeste
    mi avevano trascinato sull’ isola Ogigia ,
    dove forse un dio mi mandò per soffrire;
    non penso che i miei malanni abbiano fine,
    perché gli dei ancora molti me ne recheranno.
    (...)

    , , , , , , , , , , , , ,