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donalfonso65

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Mi descrivo

Non bello. (Beh, insomma... Non brutto). Indipendente. Superbo. Egoista. Arrogante. Un po' flaneur... Me lo posso permettere grazie alla mia intelligenza (molto) superiore alla media e a quella cosa senza la quale non si cantano messe..!

Su di me

Situazione sentimentale

single

Lingue conosciute

Inglese, Francese

I miei pregi

Indipendente. Superbo. Egoista. Arrogante. Un po\' flaneur... Di intelligenza superiore alla media. Dispotico. Geloso. Vendicativo.

I miei difetti

Io non ho difetti.

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. La platea (come tutti i leoni)
  2. Affabulare
  3. Viaggiare

Tre cose che odio

  1. Traffico
  2. Quelli che sgomitano
  3. Innamorarmi

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Prendo l'auto e parto

Vacanze Ko!

  • Tour organizzato
  • Passioni

    • Cinema
    • Musica
    • Lettura

    Musica

    • Lirica

    Cucina

    • Piatti italiani
    • Thai

    Libri

    • Classici
    • Saggi

    Sport

    • Tennis

    Film

    • Classici

    Libro preferito

    Les liaisions dangéreuses. La Recherche.

    Meta dei sogni

    Francia, Estremo Oriente

    Film preferito

    Il fascino discreto della borghesia.

    Qui! https://www.youtube.com/watch?v=aIu-pR06okM

    Credo di essere l'uomo più fortunato che io abbia mai incontrato.

    (Arthur Rubinstein, pianista)

    L'attesa...

    Far aspettare. Prerogativa costante  di ogni potere. Passatempo millenario dell'umanità.

    Un mandarino era innamorato di una cortigiana. «Sarò vostra - disse quella - solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel  mio giardino, sotto la mia finestra». Ma, alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese lo sgabello sotto il braccio e se ne andò.

    (R. Barthes. Frammenti di un discorso amoroso)

    Mosca, 1962

    Ti sei stancata di portare il mio peso
    ti sei stancata delle mie mani
    dei miei occhi della mia ombra
    dei miei tradimenti
    le mie parole erano incendi
    le mie parole erano pozzi profondi
    le mie parole erano stanchezza, noia serale,
    un giorno improvvisamente
    sentirai dentro di te
    il peso dei miei passi
    che si allontanano esitando
    quel peso sarà quello più grave.


    (Nazim Hikmet)

    Il giorno e l'ora

    Quando,
    in che giorno,
    a che ora?
    Sicuramente deve esserci stato
    un giorno, un'ora
    in cui il mutamento
    - per quanto lento -
    impercettibilmente
    iniziò,
    in cui smettemmo
    di essere chi eravamo
    e divenimmo
    coloro che già ora hanno iniziato
    a non essere più.

    (Maria Giacobbe De fire laertider, 1981)

    E' tutto un deja vu

    Fu chiesto una volta a M.me de Stael se fosse dispiaciuta di non poter conoscere il futuro. Non è necessario - rispose. Somiglia troppo al passato

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