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Mi descrivo

il mio motto e barcollo ma non mollo se volete conoscermi son qui non vi pentirete.... smak a tutte le fanciulle... le mie foto le do a chi me le chiede

Su di me

Situazione sentimentale

sposato/a

Lingue conosciute

-

I miei pregi

addattamento

I miei difetti

testardo,e a volte ingenuo

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. il rugby
  2. il ciclismo
  3. il lago di garda quando posso andarci

Tre cose che odio

  1. i falsi
  2. chi picchia le donne
  3. e le donne mercenarie e pettegole

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Città d'arte

Vacanze Ko!

  • Spiagge incontaminate
  • Passioni

    • Musica
    • Sport

    Musica

    • Metal
    • Lirica

    Cucina

    • Cinese
    • Piatti italiani

    Libri

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    Sport

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    • Sci

    Film

    • Azione

    Libro preferito

    AMICANE jan fennell

    Meta dei sogni

    Scandinavia, Australia e Nuova Zelanda

    GIORNI DA RUGBY

    GIORNI DI RUGBY (da "Il Caffè" del 18/3/2007)"class="ske02">Affronterò la vita a muso duro, come un guerriero senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto sul futuro...”. Quando Pierangelo Bertoli scrisse questa canzone, non immaginava che sarebbe diventata uno spot per il rugby. Ma è proprio così. Gli avversari pronti al placcaggio per impedirti di trascinare con le mani la palla in meta (affrontare la vita a muso duro) con la sola forza fisica e mentale (guerriero senza spada) passandola indietro al compagno di squadra che sostiene l’attacco (il piede nel passato) per andare avanti e segnare meta (lo sguardo sul futuro). Il giocatore di rugby deve essere potente ma anche veloce, resistente ma anche agile, intelligente e capace di... delegare. È impossibile giocare da solo contro tutti, per cui delegare il compagno di squadra alla concretizzazione di un’azione è una necessità del giocatore e della logica del gioco. Ma chi è questo superman, come si allena e che tipo di vita conduce? Il Caffè ne ha parlato con Mauro Bergamasco, uno dei flanker più forti al mondo e autore della meta decisiva nel match vinto dall’Italia sul Galles nel torneo delle 6 nazioni, che ci introduce nella sua vita di rugbysta. Bergamasco è un atleta di 28 anni, m. 1,83 per 100 kg, che vanta 58 presenze nella nazionale italiana e gioca nel club francese dello Stade Français Paris. “Il flanker o terza linea-ala- spiega - svolge un lavoro fondamentale per la squadra: è il primo anello di collegamento tra difesa ed attacco”. Ecco la settimana tipo di Mauro Bergamasco. “La mia settimana, eccetto la domenica, il mio giorno libero- racconta - è tutta rivolta al rugby. Il sabato c’è la partita. Il lunedì è il giorno del cosiddetto recupero attivo che si svolge in palestra”

    GIORNI DA RUGBY n2

    Una sorta di lavoro defatigante tendente a superare i microtraumi che i contatti di gioco producono senza però dare eccessivo spazio all’ozio. Anche la terapia del ghiaccio favorisce il riassorbimento degli ematomi “guadagnati” in partita.

    Al termine della mattinata c’è l’analisi video del nostro match e insieme ai tecnici vediamo i nostri errori e i nostri comportamenti - prosegue l’azzurro -. Per crescere è quasi necessario brancolare da un errore all’altro ma è importante analizzarli spietatamente per non ripeterli così da potersi permettere altre tipologie di errori. Il pomeriggio è libero e per quanto mi riguarda cerco di studiare: debbo laurearmi in scienze motorie e mi mancano tre esami”. E i pesi? Gli osservatori esterni alle vicende del rugby pensano alle centinaia di chili che settimanalmente un atleta solleva. Ma sarà tutto vero? “Questo è uno degli stereotipi più sfruttati da chi vive ai margini di questo meraviglioso sport e continua a viverci senza informarsi- precisa Bergamasco -

    GIORNI DA RUGBY n3

     

    pesi sono un sostegno per chi deve costruire un fisico capace di sostenere contatti anche duri ma certo debbono essere utilizzati tenendo conto delle specificità di ognuno. Non siamo tutti uguali ed è per questo che l’allenamento va personalizzato senza perdere quelle che sono le caratteristiche che ci sono state date dalla natura. Per i giovanissimi, i bambini del minirugby per intenderci, è il divertimento che va privilegiato senza tattiche ne costrizioni”.

    A 14/15 anni è invece necessario un allenamento più specifico con l’introduzione moderata dei pesi che debbono iniziare la costruzione di un fisico più adatto ai contatti sempre più ere psicologico”. Passiamo al duri. In questa fase c’è un passaggio di consegne tra il ruolo della mamma e quello del papà. “Per un giovane giocatore che cresce entrano in ballo anche i valori morali e il ruolo del padre in questa fase assume un’importanza fondamentale - osserva Bergamasco -. Lo dico io che ho la fortuna un padre che ha giocato a rugby ma è certo che più che tecnico il sostegno deve esslavoro del martedì... “Sono due gli allenamenti: uno al mattino e l’altro al pomeriggio così come il mercoledì- dice -. Il giovedì è una giornata di transizione in attesa del venerdì che per me è il giorno più importante. È il giorno della rifinitura alla vigilia della partita.”Uno spot per il tuo sport? “Rispetta lo sconfitto perché nel rugby come nella vita potrebbe capitare anche a te”.

    COMUNICAZIONE IMPORTANTE

    MESSAGGIO PER TUTTI GLI UTENTI CHE VISITANO IL MIO PROFILO & AMICI Dato su libero mi collego sempre meno... Vi lascio il mio nome e cognome sono di più su Facebook e Twitter sono pure su Google+ il mio NOME è (Bruno) COGNOME (Sgarbozza) o la mail su libero, ma se Volete quella che uso di più e (brunosgarbozza@gmail.com) dite che mi ai visto su libero accetterò volentieri un piccolo omaggio per tutte le lady @>--- comunque ogni tanto mi collego ancora su LIBERO GRAZIE by BRUNO SGARBOZZA se non mi trovate come Bruno Sgarbozza invertite prima cognome poi nome
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