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geko1963

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ultimo accesso: 13 ottobre

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Mi descrivo

Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario. e-mail: geko1963@libero.it Odio comunicare in questo mondo artificiale, vissuto da gente superficiale e ipocrita...ma ogni tanto si conoscono delle persone simpatiche con cui vale la pena parlare e sorridere...se lo siete anche voi che visitate la mia scheda scrivete all'indirizzo sopra....se volete sapere di più di me visitate il mio blog (non fermatevi al profilo che non è completo)

Su di me

Situazione sentimentale

separato/a

Lingue conosciute

Inglese, Francese, Spagnolo

I miei pregi

So adeguarmi a qualsiasi situazione, anche le più difficili; testardo, sensibile, ottimista, entusiasta, generoso, disponibile

I miei difetti

testardo, sensibile, ottimista, entusiasta, generoso, disponibile

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. musica rock, country, blues
  2. libri
  3. libertà, in tutte le sue forme

Tre cose che odio

  1. arroganza politica americana
  2. ipocrisia
  3. pregiudizio

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Avventura

Vacanze Ko!

  • Crociera
  • Passioni

    • Musica
    • Cinema
    • Lettura

    Musica

    • Folk
    • Jazz

    Cucina

    • Piatti italiani

    Libri

    • Saggi
    • Narrativa

    Sport

    • Running
    • Atletica
    • Trekking

    Film

    • Storico

    Libro preferito

    Il mondo di Sofia

    Meta dei sogni

    Irlanda e Scozia, Sud America

    Film preferito

    C\'era una volta in america

    CARCERE: TERRITORIO DELLA CITTA'

    Il carcere, contrariamente a quanto si pensa, è parte integrante della città per cui questo box vuole essere, o prova ad essere, una finestra aperta sulla realtà carceraria (e non solo di Torino) per provare ad avvicinare il cittadino alla comprensione delle dinamiche che si sviluppano quotidianamente all'interno della struttura che "ospita" persone e non solo detenuti: spesso l'esecuzione della pena all'interno del carcere vìola la dignità individuale di chi vi è ristretto, a prescindere dal reato commesso. L'art. 27 della Costituzione obbliga al rispetto della dignità sottolineando la necessità che "le pene non devono essere contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". La realtà è diversa perchè il carcere, "istituzione totale" per eccellenza, non solo mortifica il sè individuale fin dall'entrata, ma non permette alla persona di svilupparsi in autonomia, portandolo così ad una deresponsabilizzazione crescente che mina la propria capacità di autoregolarsi, caratteristica essenziale per la risocializzazione della persona.

    STORIA DEL CARCERE

    Vedi blog 

    DEVIANZA/CRIMINALITA'

    Vedi blog

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