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Mi descrivo

Non uso il tasto esplora,e non ricambio le strane visite,non cerco fantasie erotiche,e neppure amicizia particolare,il mio tempo lo passo in modi più importanti,infatti non mi interessa usare il tasto esplora per passare su teste senza????? chi lo usa evidente è interessato a saltare..giusto? certo che si,io non odio per una semplice ragione non si può odiare chi non si conosce!!!

Su di me

Situazione sentimentale

sposato/a

Lingue conosciute

Francese, Russo, Spagnolo, Inglese, Tedesco

I miei pregi

sono i miei difetti.

I miei difetti

sono i miei pregi.

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. MIA FIGLIA
  2. LA MIA FEDE-
  3. LA MIA MIGLIORE AMICA

Tre cose che odio

  1. nessuna
  2. nessuna
  3. nessuna

I miei interessi

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  • Spirituale

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Libro preferito

Alla ricerca del maiale e madrine di Cenerentola

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Film preferito

L' Amante del Prete

icavaglierisolitari25 maggio

Dark Sad Pictures posted by Christopher Anderson

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MERCANTEDI.STELLE

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xunfioreinunastanza

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GattaccioRomano

GattaccioRomano

 

 

 

 

 

ilcorrierediroma

Sono il buio della notte
lo scettro del tuo potere
Sono il sudore sulla tua fronte
il dolore nel tuo cervello
Sono il ghiaccio che non ti sostiene
il dolore che ti muove
Sono la rabbia nelle tue parole
fai attenzione
Sono la verità che odi
il treno che perdi
il piombino sulla gamba
Non ti lascio mai solo
Sono la paura che ti rosicchia
la donna che si lamenta
Sono gli avanzi che divori
quando sei solo

Sono troppo profondamente
Sono troppo profondamente
Sono troppo profondamente in
Sono troppo profondamente in
Sono troppo profondamente in te

Sono il tuo
Sono, sono, sono
il tuo negativo

Sono il veleno nel tuo sangue
il rosso che vedi [1]
Sono la paura nel tuo cuore
il dolore
Sono la corda nella tua mano
Ti mando al muro (alla fucilazione)
Sono il flagello che ti tormenta
l’ Ego che ti manca
Sono la corda che non ti tiene
il peso che cade su di te
il nemico che non vedi
davanti al quale supplichi

 

 

 

 

 

IO SONO.

Sono piuttosto schivo, duro con me stesso e con chi collabora con me sia nel lavoro che nella vita, intransigente per alcune situazioni, serio, razionale, intelligente, capace nel mio lavoro ed anche molto modesto ( scherzi a parte). Molti sostengono , a ragione, che abbia un caratteraccio e c'e' chi mi definisce molto duro ( usando aggettivi non proprio conformi ad essere letti) e , onestamente, di questo ne faccio un mio punto di forza per superare questa vita difficile ed insulsa. credo fermamente nell'amicizia , Sono un pacifista , anarchico, ateo,vegetariano, non scendo a compromessi con nessuno ed ho scelto la lontananza dalle convenzioni sociali per vivere meglio ottenendo ottimi risultati. Ritengo che ammettere l' errore e prendersi le proprie responsabilita' sia un segno di maturita' ed intelligenza ( e' veramente un uomo o una donna chi agisce in questo modo ) mentre sono puerili e senza senso coloro che agiscono scagionandosi a scapito di altri; di contro sostengo che chiedere scusa sia un atto senza senso perche' bisogna pensare e ragionare prima di commettere un errore che , a mio avviso, ritengo evitabile usando le facolta' cerebrali. Sono spartano nelle mie scelte e nel mio modo di vivere bastandomi il minimo senza bisogno di eccessi; odio la violenza, specialmente quella gratuita sui piu' deboli. Adoro lo sport fatto di fatica e di sudore basandosi sulle proprie forze e non su escamotage fatti per ottenere risultati , magari senza merito.Cosi' come nella vita dove bisogna sacrificarsi per ottenere qualcosa Adoro il mare e la montagna per la tranquillita' e la calma che ispirano e per un tipo solitario come me e' il massimo. Non sopporto la petulante corsa all'abbronzatura estiva foriera soltanto di esteriorita' senza logica: il mare e' un mio confidente e mi dà molta serenita'. Entrambi sono introspettivi e favoriscono il silenzio e la riflessione e mi danno l'idea di infinito e di pace.

 

Oggi

Oggi la gente è affamata d'amore, e l'amore è la sola risposta alla solitudine e alla grande povertà. In alcuni paesi non c'è fame di pane, la gente soffre invece di terribile solitudine, terribile disperazione,terribile odio, perché si sente indesiderata, derelitta e senza speranza. ha dimenticato come si fa a sorridere. ha dimenticato la bellezza del tocco umano. ha dimenticato cos'è l'amore degli uomini. Ha bisogno di qualcuno che la capisca e la rispetti

 

 

 

Book Review: “Gypsies” by Josef Koudelka

 

 

 

 

 

 

 

 

La cattiveria è qualcosa che tutti conoscono, ma sulla quale forse non si riflette abbastanza.
La cattiveria è arroganza, presunzione, è frustrazione, insoddisfazione, ma più di ogni altra cosa è infelicità,
la cattiveria ha delle cause scatenanti che possono essere: gelosia,invidia,arroganza,
nasce da sentimenti negativi come la solitudine, la tristezza e la rabbia,
è una caratteristica che purtroppo sta diventando sempre più diffusa nella nostra società dove tante persone sono presuntuose e maleducate.
Viene da un vuoto dentro un insoddisfazione.
L’arroganza è il senso di superiorità  nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante disdegno,
quindi arrogante è colui che sovverte l’ordine naturale del dare e del ricevere.
Mi sono  chiesta che cosa è la cattiveria e come un individuo possa essere crudele o cattivo,
e quanto spesso capita di essere “cattivi”, duri, intolleranti, acidi.
Si pensa spesse volte che  la   “cattiveria” o la durezza possono avere diverse origini.
In molti casi nasce dall’egoismo, dall’arroganza, dall’avidità, dalla voglia di prevaricare o dal desiderio di perseguire fini personali,
a volte anche dalla superficialità di certi atteggiamenti.
L’uomo nasce dotato di strumenti ‘innati’ in cui sono racchiusi cattiveria vera e propria, che si ingrandisce
e si sviluppa durante la crescita sotto lo stimolo dell’ambiente, della famiglia
e  del gruppo in cui vive (  perché non è amato e non ama, neanche se stesso: dunque soffre e fa soffrire.
Non amando se stesso, non riesce ad amare nessun altro e non è riamato).
La cattiveria, nasce dentro le persone  come la bontà, ma spesso si dimentica.
Chi esprime cattiveria ha bisogno di esserlo per sentirsi gratificato, quindi le azioni cattive hanno lo scopo di soddisfare l’Io della persona.
Lo sguardo e la mente sono sempre  attenti e vigili, chi e cattivo usa un intera vita  a cercare di distruggere il prossimo,
calpestando ogni valore, qualsiasi morale persino la propria dignità .
La cattiveria  fa paura, perchè  isola dal mondo, fa portare dentro  un sentimento d’odio profondo,
capace di far  perdere lucidità non fa vedere, non fa sentire, non  fa capire , prima di tutto fa male se stessi.
La cattiveria è pericolosa, a volte si colora di diverse sfumature, una di queste è  l’invidia e la gelosia, capaci di manipolare ogni nostro pensiero.
L’invidia può avere radici molto profonde nella personalità di un soggetto.
Può essere stata causata da una mancanza di affetto in passato, da un’eccessiva competitività o da dei desideri che sono stati frustrati.
Essendo le cause così rilevanti, spesso è difficile per un soggetto riuscire a risolvere il proprio problema.
Alla base dell’invidia c’è, generalmente, la disistima e l’incapacità di vedere le cose e gli altri prescindendo da sé stessi: in questo senso,
si può affermare che l’invidioso è generalmente frustrato, ossessivo, manipolatore, con pochi scrupoli e talvolta ipocrita.
L’invidioso assume spesso atteggiamenti e comportamenti ben precisi e, quindi, riconoscibili.
Tra i più tipici comportamenti dell’invidioso c’è il disprezzo dell’oggetto invidiato
(“questa cosa, che io non ho, non vorrei comunque averla perché non mi piace”);
una celebre e proverbiale rappresentazione di questo atteggiamento è la favola di Esopo La volpe e l’uva.
L’invidioso può rivolgere la propria invidia non solo verso oggetti materiali,
ma anche verso presunte doti possedute dall’invidiato: per esempio, una particolare avvenenza, intelligenza o capacità, uno spiccato fascino;
in tali casi, l’invidioso reagisce tentando di disprezzare o di sminuire l’invidiato,
perché ai suoi occhi questo è colpevole di evidenziare ciò che l’invidioso non ha.
In un certo senso, è come se si sentisse sminuito dall’esistenza dell’invidiato e, in qualche modo, danneggiato da questo.
L’invidia può provocare uno stato di profonda prostrazione: in taluni casi, l’invidioso può assumere comportamenti molto aggressivi,
e il tentativo di sminuire l’invidiato può raggiungere toni esasperati,
arrivando ad umiliare in pubblico l’invidiato di turno umiliandosi esso stesso pur di raggiungere lo scopo,
ovvero il pubblico disprezzo e la pubblica derisione, come a dire: “io sto male per colpa tua, perché tu metti in luce la mia inferiorità;
allora devo assolutamente evidenziare le tue mancanze, i tuoi difetti, facendoti sentire ridicolo: farò in modo che anche tu soffra”.
In altri casi l’invidioso può maturare in sé un diritto alla rivalsa che subdolamente lo portano a mettere in atto comportamenti mirati
a minare direttamente la disponibilità dell’oggetto d’invidia all’invidiato ovvero tendono a indurre disagio e sofferenza nell’invidiato
proprio in quanto possessore dell’oggetto d’invidia.
Se, tuttavia, il progetto dell’invidioso fallisce, egli si sentirà sempre più debole e ridicolo,
ovvero precipiterà in manie di varia natura, anche gravi.
L’invidia viene talvolta confusa con l’avidità, ovvero il desiderio di possedere beni materiali (
a prescindere che questi appartengano o meno ad altri).
 Soprattutto in campo sentimentale, l’invidia spesso viene anche descritta come gelosia,
sebbene quest’ultima sia generalmente intesa come ostilità nei confronti di chi potrebbe sottrarre al geloso qualcosa che questi già possiede.
In varie culture, l’invidia è associata al colore verde (“essere verdi di invidia”).
Secondo alcuni ciò è riferito al colore della bile, la cui secrezione in molte tradizioni è correlata al sentimento in questione.
Secondo altri deriva dal fatto che, essendo l’invidia contrapposta alla virtù della speranza in quanto desiderio del male altrui,
abbia il suo stesso colore.
Un’altra possibile origine potrebbe essere la definizione data da Shakespeare nell’Otello,
dove l’invidia viene descritta come un mostro dagli occhi verdi.
La gelosia,ci sono due tipi di gelosia, la prima spesso si caratterizza come desiderio ambivalente: di possedere ciò che gli altri possiedono,
oppure che gli altri perdano quello che possiedono.
L’enfasi,quindi, è sul confronto della propria situazione con quella delle persone invidiate, e non sul valore dell’oggetto posseduto da tali persone.
La seconda e la gelosia amorosa, si manifesta principalmente con dolore, ansia, angoscia,
causati dal vissuto emotivo di aver perduto la persona amata, da sentimenti ostili verso il rivale,
da un atteggiamento autocritico volto ad attribuire a sé stessi la responsabilità della perdita affettiva.

WEB.

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