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missmoonshine

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Bacheca

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Mi descrivo

io sono Lilith la prima donna. Il non previsto, l'alternativa, la sorpresa, il quando meno te l'aspetti ciò che sembra ma in realtà nasconde di più, o di meno, ma comunque non rispetta le premesse. Sono io, lo sono sempre stata, per chiunque. Senza sforzo, forse per naturale propensione a rivelarmi ciò che nessuno, nemmeno io, si aspetterebbe, nel bene o nel male. Mi credi un'amica, domani mi amerai. Mi credi fredda, sto per scioglierti il cuore. Mi credi dolcissima, oggi urlerò.....

Su di me

Situazione sentimentale

separato/a

Lingue conosciute

Inglese, Francese

I miei pregi

di più!

I miei difetti

troppi.....

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. mare
  2. libri
  3. profumo

Tre cose che odio

  1. guerra
  2. noia
  3. ipocrisia

I miei interessi

Vacanze Ko!

  • Campeggio
  • Passioni

    • Cinema
    • Arte
    • Lettura

    Musica

    • Jazz

    Cucina

    • Piatti italiani

    Libro preferito

    il maestro e margherita

    Meta dei sogni

    Scandinavia

    Film preferito

    via col vento

    Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, fa qualcosa che non hai mai fatto.

    SE VUOI VERAMENTE QUALCOSA TROVERAI UNA STRADA, SE NON LA VUOI VERAMENTE TROVERAI UNA SCUSA.......

    Lei aprì la porta. Quando lo riconobbe si fece da parte. Appena entrato avrebbe voluto voltarsi e correre via, gli sembrava di essere caduto in una trappola che lui stesso aveva teso. Cosa ci faceva lì? E' una follia, pensò, ma questa follia io l'ho desiderata. La donna spinse uno sgabello vicino al caminetto. "la tempesta è arrivata quando meno me l'aspettavo" disse lui allungando le mani verso il fuoco. "le tempeste arrivano sempre quando uno meno se l'aspetta."

    Le donne sono fatte per essere amate non per essere comprese

    (Oscar Wilde)

    "Due cose riempono l'animo di ammirazione e di venerazione sempre nuove e crescenti, quanto più sovente si riflette sopra di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me."

    ....errò nel bosco, già lontano dalla città, senza saper nulla se non questo, che una vita come quella ch'egli aveva per tanti anni condotto era passata, finita, assaporata fino alla feccia e fino al disgusto.

    .......

    E pieno egli era adesso di sazietà, di miseria, di morte, non c'era più nulla nel mondo che lo potesse attirare, rallegrare, consolare.

     

    SOLO TU... E SOLO SE SAPRAI LEGGERE.....

    Così piccole mani

    Il tuo più tenue sguardo

    facilmente mi aprirà

    benchè abbia chiuso me stessa come dita

    sempre mi apri petalo per petalo

    come la primavera fa

    toccando accortamente

    misteriosamente la sua

    prima rosa

    e io non so quello che c'è

    in te che chiude e apre

    solo qualcosa in me

    comprende che è più

    profonda la luce dei tuoi

    occhi di tutte le rose...

    Nessuno.... neanche

    la pioggia ha....

    Così piccole mani.

    XVII sonetto (P. Neruda)

    Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

    o freccia di garofani che propagano il fuoco:

    t'amo come si amano certe cose oscure,

    segretamente, tra l'ombra e l'anima.

    T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

    dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;

    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo

    il concentrato aroma che ascese dalla terra.

    T'amo senza sapere come, nè quando, nè da dove,

    t'amo direttamente, senza problemi nè orgoglio:

    così ti amo perchè non so amare altrimenti

    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

    XLIV sonetto (P. Neruda)

    Saprai che non t'amo e che t'amo

    perchè la vita è in due maniere,

    la parola è un'ala del silenzio,

    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t'amo per cominciare ad amarti,

    per ricominciare l'infinito,

    per non cessare di amarti mai

    per questo non t'amo ancora.

    T'amo e non t'amo come se avessi

    nelle mie mani le chiavi della gioia

    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.

    Per questo t'amo quando non t'amo

    e per questo t'amo quando t'amo.

    Non lasciarmi andare via

    Il dolore è una vela
    così incredibilmente lieve
    che nemmeno lo senti,
    comincia con la cadenza
    dolce della neve,
    ed è lì che ti perdi.
    Ha la faccia di un bambino
    e gli occhi di un lupo triste
    che ti lecca la mano,
    conosce ogni parola che non esiste
    e te le insegna una per una
    piano piano
    Ed improvvisamente ecco che hai dimenticato
    com’era bello l’amore,
    e te ne vai in giro
    come un vecchio cane sfiancato
    che non sente più nessun odore,
    torni a casa con la divisa di un soldato
    che non crede più nell’onore

    Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via,
    non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via

    Il bambino rincorreva
    la sua barca di carta,
    che ci vedeva la vita,
    ma il tempo non ha tempo,
    l’orologio s’incarta,
    la bussola è impazzita
    cammini dentro una nebbia
    di persone e di cose
    che ti facevano sognare,
    e hai voglia di andar via
    senza accampare scuse
    per non aver saputo amare,
    quando hai finito tutte le più inutili scuse
    per potere restare

    Non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via,
    non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via

    Non ne ho la forza né la voglia di provarci
    e neanche le ragioni,
    altro che balle, sentimenti, tuffi al cuore
    e piagnistei per scrivere canzoni;
    vorrei guardare più lontano,
    ma lontano adesso è un tempo
    spaventosamente breve,
    vorrei sparire, cancellarmi, non amarmi,
    risvegliarmi che non so nemmeno dove

    non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via,
    non lasciarmi andare, non lasciarmi andare,
    non lasciarmi andare via.


    DESIDERIO (Garcia Lorca)

    Sono il tuo cuore ardente

    e niente più.

    Il mio paradiso un campo

    senza usignolo nè lire,

    come un fiume discreto

    e una fontanella.

    Senza lo sprone del vento

    sopra le fronde

    nè la stella che vuole

    essere foglia.

    Una grandissima luce

    che fosse lucciola

    di un'altra

    in un campo di

    sguardi viziosi.

    Un riposo chiaro

    e lì i nostri baci,

    nei sonori dell'eco,

    si aprirebbero molto lontano.

    Il tuo cuore ardente,

    niente più.

    Le attrazioni sono proporzionali ai destini.....

    Ho quasi paura, in verità

    tanto sento la mia vita

    allacciata

    al pensiero radioso che l'anima

    mi ha preso l'altra estate

    tanto la tua sempre cara immagine

    abita in questo cuore

    tutto tuo,

    questo mio cuore soltanto

    bramoso di

    amarti e di piacerti!

    Io tremo - e tu perdona

    la mia estrema franchezza -

    se penso che un sorriso,

    una parola da parte tua

    son legge ormai per me

    e che ti basterebbe

    un solo gesto,

    una parola, un battito di palpebre

    per chiudere il mio essere

    nel lutto della

    tua celeste illusione

    Paul Verlaine

    La pioggia nel pineto


    Taci. Su le soglie

    del bosco non odo

    parole che dici

    umane; ma odo

    parole più nuove

    che parlano gocciole e foglie

    lontane.

    Ascolta. Piove

    dalle nuvle sparse.

    Piove su le tamerici

    salmastre ed arse,

    piove su pini

    scagliosi ed irti,

    piove su i mirti

    divini,

    su le ginestre fulgenti

    di fiori accolti,

    su i ginepri folti

    di coccole aulenti,

    piove su i nostri volti

    silvani,

    piove su le nostre amni

    ignude,

    su i nostri vestimenti

    leggeri,

    su i freschi pensieri

    che l'anima schiude

    novella,

    su la favola bella

    che ieri

    t'illuse, oggi mi illude,

    o Ermione.

    Odi? La pioggia cade

    su la solitaria

    verdura

    con un crepitio che dura

    e varia nell'aria secondo le fronde

    più rade, men rade.

    Ascolta. Risponde

    al pianto il canto

    delle cicale

    che il pianto australe

    non impaura,

    nè il ciel cinerino.

    E il pino

    ha un suono, e il mirto

    altro suono, e il ginepro

    altro ancora, stromenti

    diversi

    sotto innumerevoli dita.

    E immensi

    noi siam nello spirito

    silvestre,

    d'arborea vita viventi;

    e il tuo volto ebro

    è molle di pioggia

    come una foglia,

    e le tue chiome

    auliscono come

    le chiare ginestre,

    o creatura terrestre

    che hai nome

    Ermione.

    Ascolta, ascolta. L'accordo

    delle aeree cicale

    a poco a poco

    più sordo

    si fa sotto il pianto

    che cresce;

    ma un canto vi si mesce

    più roco

    che di laggiù sale,

    dall'umisa ombra remota.

    Più sordo e più fioco

    s'allenta, si spegne.

    Solo una nota

    ancor trema, si spegne,

     risorge, trema, si spegne.

    Non s'ode su tutta la fronda

    crosciare

    l'argentea pioggia

    che monda,

    il croscio che varia

    secondo la fronda

    più folta, men folta.

    Ascolta.

    La figlia dell'aria

    è muta: ma la figlia

    del limo lontana,

    la rana,

    canta nell'ombra più fonda,

    chi sa dove, chi sa dove!

    E piove su le tue ciglia,

    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere

    sì che par tu pianga

    ma di piacere; non bianca

    ma quasi fatta virente,

    par da scorza tu esca.

    E tutta la vita è in noi fresca

    aulente,

    il cuor nel petto è come pesca

    intatta,

    tra le palpebre gli occhi

    son come polle tra l'erbe,

    i denti negli alveoli

    son come mandorle acerbe.

    E andiam di fratta in fratta,

    or congiunti or disciolti

    (e il verde vigor rude

    ci allaccia i malleoli

    c'intrica i ginocchi)

    chi sa dove, chi sa dove!

    E piove su i nostri volti

    silvani,

    piove su le nostre mani

    ignude,

    su i nostri vestimenti

    leggeri,

    su i freschi pensieri

    che l'anima schiude

    novella,

    su la favola bella

    che ieri

    m'illuse, oggi t'illude

    o Ermione.

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