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Mi descrivo
Nella mitologia greca Morpheo è il dio del sogno, figlio di Ipno e Notte e questo è un sito che va visitato preferibilmente di notte, in quieta meditazione.
Su di me
Situazione sentimentale
single
Lingue conosciute
-
I miei pregi
-
I miei difetti
-
Amo & Odio
Tre cose che amo
La nuova era degli esseri illuminati
La meditazione profonda in trance ipnotica
Programmare computer (linguaggi, debugger)
Tre cose che odio
Economia di guerra e sfruttamenti
Economia di imbrogli e corruzione
Economia di inquinamenti e distruzione
I miei interessi
Vacanze Ok!
Vacanze Ko!
Passioni
Lettura
Tecnologia
Trekking
Musica
Rock
Cucina
Libri
Saggi
Psicologia
Sport
Film
Libro preferito
Meta dei sogni
Film preferito
News per i naviganti
Per ascoltare una rilssante musica di sottofondo Clicca qui Tutti i testi sono proprietà di Morpheo ed Iris
pubblicati nel 1987 (copyleft)
Il quadro "Morfeo e Iride (o iris)” – Pierre-Narcisse Guérin
Testata
Benvenuto
SUL SITO DELLA NUOVA ERA
Storie senza storia, lucido e geniale ma impuro nell'animo.
Una storia di donne e di uomini, per tutti quelli senza una
storia. Koyaanisqatsi è una esperienza di vita, una vita
complicata ed unica, proprio come la tua.
Una storia di fantasia, creatività e paranoia,
per chi ha deciso di riflettere ed essere l'autore della propria
esistenza.
Koyaanisqatsi è vita folle, squilibrata, in disintegrazione, che
si muove verso un nuovo equilibrio.
Pagina_1a
Una Vita Atomica
Tutto si ferma. Il mio sguardo si ferma.
Mi ritrovo dentro il mio corpo, un corpo che diventerà cenere:
la verità è quella cosa che non morirà mai, ciò che si degrada non
è verità.
La verità è un fatto atomico.
L'atomo è invisibile, ma conserva dentro di sé un'energia
enorme.
Diffido delle cose che vogliono apparire grandi, sono senza un
centro.
Quella cosa che sta dentro il mio corpo
ama ed è attratta da tutto ciò che esprime energia elementare,
in modo che possa avere le sue esplosioni: vivere davvero.
Solo imparando che ogni cosa ti offre il suo punto atomico,
la sua energia, posso trovare l'autenticità della vita.
Attraverso la consapevolezza di queste cose mi sensibilizzo
accettando la vita per quello che è.
Senza schemi, senza identificarmi in modelli culturali,
ma imparando a vivere la realtà.
Senza essere idealista, altrimenti divento un sottile egoista
che vorrebbe l'universalità delle proprie idee.
La storia offre un grande insegnamento:
l'uomo con la morale, con la religione e quindi con la mente
ha sempre cercato di mascherare la realtà,
perché no sa viverla e maturare per andare oltre.
La realtà è imbattibile come la verità: è atomica.
Sono dentro il mio corpo.
Non sempre ci stò, ogni tanto lo lascio e mi attacco alle cose
esteriori.
Quando penso di avere un nome, una posizione, un'amicizia
e all'improvviso tutto ciò viene a mancare
soffro e mi attacco ad esse perché non voglio perderle
ed allora queste si allontaneranno da me in modo
inesorabile.
Pagina_1b
Penso che tutto quello che percepisco
siano soltanto delle immagini che vivono dentro di me,
anche se sono portato a credere che gli stimoli siano esterni.
La percezione di me stesso attraverso quello che sento dagli
altri
mi rende la loro immagine.
Sono quelli che vogliono commercializzare la nostra vita
che distinguono tra il bene ed il male.
La profonda consapevolezza del bene e del male
mi consente di capire che gli opposti non esistono,
sono solo un'interpretazione della mente.
Rifiutando il rischio della vita mi identifico nel bene e nel
male,
accettando di appartenere a coloro
che buttano nel fango chi vive di energia propria.
Imparando a vivere le esperienze
acquisto la bellezza di un fiore che nasce dal fango.
testo di Morpheo
da immagini di Iris
Pagina_2
- Echoes -
L'albatro lassù sospeso plana nell'aria
E giù nel profondo dei flutti
In labirinti di caverne coralline
L'eco d'un tempo remoto giunge
E ogni cosa è verde sotto il sole
E nessuno ci mostra alla terra
E nessuno sa i dove o i perché
Ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove
E comincia a salire verso terra
Stranieri passano in strada per caso,
separano incontri impossibili
Ed io sono te, e quel che vedo sono io
E ti prenderò per mano per guidarti nel paese
E aiutami a capire meglio che posso
E nessuno ci chiama a veder l'alba
E nessuno ci fa abbassare gli occhi
E nessuno parla, nessuno prova
Nessuno vola intorno al sole
Serena, ogni giorno ti mostri
ai miei occhi che si destano
M'inviti guardandomi ad alzarmi
E dal muro, attraverso la finestra
Arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
Un milione d'ambasciatori splendenti del mattino
E nessuno mi canta ninna nanne
E nessuno mi fa chiudere gli occhi
Così spalanco le finestre
E nuoto fino a te, attraverso il cielo
Pink Floyd
Tutto ed il contrario di tutto
Oh, la saggezza che rincorsa inutile.
Oggi hai capito una cosa, domani va tutto al contrario.
La rudezza della vita ci pone di fronte storie prive di logica,
basta cambiare il punto di vista e cambia anche la nostra
opinione.
Osservando un quadro è possibile stabilire la giusta distanza
affinché esso renda meglio la propria sensazione
e lo stesso dicasi per la musica.
Di fronte ai nostri problemi morali diviene impossibile
stabilire quale sia il giusto punto di osservazione.
Spesso si sceglie una distanza a cui siamo abituati,
una distanza nella quale siamo imprigionati.
Pagina_3
Si evita di oltrepassare il muro
che protegge il nostro equilibrio interiore,
un equilibrio precario,
basato su pregiudizi, angosce e paure.
Quel muro che ci inibisce la spontaneità
è anche uno scudo per la nostra sensibilità.
La scelta di un riferimento oggettivo negli eventi della vita
sembra essere una prerogativa comune a molti,
un miraggio da rincorrere.
Le illusioni arrivano persino ad esorcizzare
le nostre banali azioni quotidiane.
Si parte dai gesti superstiziosi, passando per l'astrologia,
per finire nella religione, una sorta di super-padre
capace di sostituire il super-io dell'individuo.
Chi sembra aver trovato una giusta unità di misura
in tutta questa confusione è la vecchia saggezza popolare
con tutti i sui detti: ce n'è uno per ogni occasione,
basta saper scegliere quello giusto.
Ma anche questo è uno stupido trucco di uomini,
per ogni proverbio esiste anche il suo contrario...
E tutto ritorna ai conti.
Morpheo
Tutto nella mente...
Quando attraverso uno dei miei brutti periodi sono silenzioso.
Sento di non poter parlare con nessuno,
non sento nessuno così vicino che possa capire quello che mi passa
per la testa.
Resto in disparte anche nella confusione.
Penso all'inutilità delle cose, alle stupide illusioni di amicizia
o di amore.
Penso a dove ho perduto la mia individualità.
Penso a tutto quello che un tempo mi dava la felicità, ed ora non
ha più senso.
Sento che tutto è uguale: il buono ed il cattivo, il ricco ed il
povero,
l'amico ed il nemico. Alla fine tutto è uguale.
Pagina_4
... Ed il contrario di tutto nell'animo.
Dopo aver visto quella stanza uscimmo.
Erano anni che non facevo questa strada, tutto è uguale ad
allora.
Sembra che il tempo sia tornato indietro, è tutto come un po' di
tempo fa,
meno il mio umore, prima introverso e spigliato, ora estroverso, ma
paranoico.
Forse cerco da queste storie la stessa energia che ne ricevevo
tempo fa.
I nostri volti sono mogi,
la vitalità dell'adolescenza è ora soffocata dai nuovi
problemi.
Ripensare a certe vecchie storie mi fa un po' paura.
Rivivere quelle persecuzioni non mi va più.
Voglio la tranquillità adesso, ma questa è un po' troppo.
Forse cerco qualcosa che non esiste,
ciò che sta oltre un limite che il mio pensiero non sa
superare.
Non so bene se questo limite è un recinto nel quale vivo,
oppure un'esasperazione del pensiero,
una eccessiva idealizzazione del senso di identità.
Riscoprire qualcosa di nuovo e poter sempre ricominciare
daccapo,
riuscire ancora a ritrovare uno stimolo per inventare una nuova
storia
più bella ed emozionante delle precedenti.
Una storia che riempia i vuoti lasciati dal passato.
Basta superare per un attimo la paura di ricominciare
e poi via di nuovo a cercare di superare quel muro.
Rinascere con la consapevolezza dei limiti scoperti
e la saggezza di solo chi ha vissuto la storia.
Senza neanche accorgersene uscire per strada,
incamminarsi senza meta, incontrare chi capita,
ritrovare un vecchio spirito che sembrava esaurito.
Scoprire ancora una voglia di conoscere soffocata da quattro anni
di paranoia.
Abbandonare tutti i timori,
perdere quei pensieri di possesso che mi imprigionano,
ritrovare la voglia di libertà che rende interessanti tutte le
storie.
Pagina_5
Quando i pensieri non mi ossessionano
e la sensazione di vuoto non mi angoscia,
riesco a ritrovare il senso di tutte le cose.
Riesco a ritrovare la forza per portarle avanti,
per farle diventare parte di me.
Morpheo
Tutto in un gioco Occhi bagnati di pianto e dolci mani
carezzavano il mio viso. Troppo tempo è passato, noi siamo
cresciuti ed il sogno è finito. Tutto è andato. Il ricordo dei
fiori e dei conigli dell'infanzia, dei pomeriggi trascorsi insieme
nei verdi e sterminati campi.
Ti ricordi i giochi da piccoli? Volevo baciarti sin da allora. I
tuoi capelli lisci e lunghi e la nostra libertà. Ti ricordi di me?
Ti ricordi di come eravamo? Ora continuiamo a giocare, facciamo
giochi da grandi, giochi che finiscono in lacrime. Perché è finito
l'amore? Perché non mi ami più? Ricordi come eravamo spontanei? Le
tue lacrime bagnavano il mio volto ed i tuoi baci colmavano il mio
cuore. Eri sempre sincera, piangevi, ridevi ed amavi. Ora i tuoi
occhi sono sbarrati, hai chiuso tutto dentro di te. La tua bellezza
è svanita, mascherata dai tuoi occhi paranoici.
Ed ancora le tue lacrime bagneranno il mio volto ed i tuoi baci
perderanno i miei pensieri.
Ed il nostro amore volerà libero attraverso il cielo.
Pagina_6
Prologo:
Viveva in una mansarda. Dipingeva. Suonava musica sballata. Tutte
le notti passeggiava lungo il fiume, anche quando pioveva. Nei suoi
pensieri solo l'improvvisazione. Quella sera non sapeva cosa
pensare, tutto era giusto, ma i suoi gesti erano schizzati, anche i
suoi pensieri erano frenetici. Una musica si scandiva dentro di
lui, una voce dolce e malinconica ci cantava su. Il ricordo delle
schitarrate sulla panchina, li nel parco vicino la chiesa lo
tormentava.
Ora può solo immaginare. Si tutto ciò è solo fantasia, solo un
pazzo sogno. I nervi non hanno retto ed ora vive estraniato dal
mondo, le capacità di comunicare si sono inibite, ha dimenticato
come muovere le dita sulla chitarra, come parlare. Storia:
L'avevo conosciuta per caso durante i lavori di restauro della
antica chiesa. Tutte le sere la vedevo accompagnata da una vecchia
signora recarsi ad ascoltare la funzione religiosa. Le si leggeva
la noia negli occhi.
Una sera uscendo dalla chiesa le cadde qualcosa. La raccolsi, era
una lettera molto lunga. Era per me. Era la moglie di un ricco
industriale, l'aveva comprata coprendo il padre di soldi, un povero
contadino. Da allora non aveva rivisto più nessuno della sua
vecchia famiglia.
Un giorno finito di lavorare passeggiavo come al solito lungo il
fiume, rollavo una "cartina e tabacco". Un'auto di grossa
cilindrata mi avvicinò. Un signore molto elegante scese,
gentilmente mi chiese la disponibilità per accordare un pianoforte,
un vecchio piano costruito in Germania, un pezzo raro e
costoso.
Pagina_7
Il giorno seguente l'auto passò a prendermi alle
sette in punto nei pressi della mia abitazione. Traversò tutto il
viale, uscì fuori città, percorse diversi chilometri. Entrò in un
cancello, un giardino splendido: prato inglese ed alberi secolari.
Una villa tutta rivestita di marmo. Si aprì lo sportello dell'auto.
Scesi. Mi attendeva il signore del giorno precedente, mi ringraziò
per la puntualità.
Ci recammo in uno studio e ricevetti un assegno per il lavoro che
avrei svolto. Una lauta ricompensa. Il secondo giorno, a lavoro
ultimato, un signore distinto dai capelli brizzolati entrò in sala
e dopo essersi presentato parlò del piano, del suo valore e mi
chiese di suonarlo. C'era uno spartito di Debussy. Lo conoscevo.
Era troppo impegnativo, l'esecuzione era molto imperfetta.
Si aprì la porta della sala ed entrò lei, col suo viso imbronciato.
Non mi vide, scambiò delle parole con l'uomo dai capelli brizzolati
e lo baciò. Smisi di suonare bruscamente. Lei si girò ed i nostri
sguardi si incontrarono per un attimo.
Si avvicinò e chiese di suonare il piano. Il signore dai capelli
brizzolati ci presentò. Lei disse di avermi già visto durante i
lavori di restauro, si complimentò per il lavoro e si sedette al
piano. Guardò un attimo lo spartito, poi cominciò a suonare.
Un'interpretazione esemplare, le pause ben posizionate, una ricerca
eccezionale dei suoni. Si agitava mentre suonava e si mordeva le
labbra. Era eccezionale, un talento unico, rimasi incantato. Fui
ripreso dal signore dai capelli brizzolati che disse: "Eccezionale,
mia moglie suona divinamente".
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Fui invitato a cena. Parlò molto, era allegra.
Disse che stranamente si stava divertendo, mentre osservava un suo
dipinto raffigurante un ponte a più piani dal disegno futuristico.
Lui non batté ciglio, poi mi chiese di fare un restauro ad alcune
vecchie stanze della villa. Accettai subito.
Tutte le mattine, mentre lavoravo, ascoltavo le malinconiche note
del piano provenienti dall'altra stanza. Ci vedevamo di sfuggita. A
volte mi fermavo anche per cena, poi la ascoltavamo suonare. Spesso
era presente anche la vecchia signora che l'accompagnava in chiesa.
Si addormentava sempre ascoltando la musica.
Una sera, di nascosto le diedi un biglietto, lei lo prese subito e
lo nascose. Non ebbi il coraggio di scrivere di me, troppi
problemi. Le dissi solo di essere innamorato di lei e del suo
suonare. Intanto il lavoro procedeva con difficoltà, non riuscivo a
concentrarmi.
Una mattina stranamente il piano non suonava, mi creò del
nervosismo. Sapevo che lui era partito per affari, temevo ci fosse
andata anche lei. Mentre ero preso dal lavoro sentii una mano sulla
spalla, era lei. Mi baciò a lungo. Poi si sedette accanto a me e
giocherellando con le mie mani mi parlava di se, del suo incubo. Ci
vedemmo anche altre volte, quando era possibile. Intanto il lavoro
volgeva al termine e l'angoscia di non vederla più mi cominciava a
prendere.
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Una mattina durante un nostro incontro mi chiese
se avessi voglia di fuggire: lasciare tutto, dimenticare tutto. Non
capivo niente. Accettai subito ed in un attimo mi ritrovai con lei
in viaggio.
Avevamo dei soldi, ci fermammo in montagna in una casa in legno
molto appartata. Passammo la giornata dinnanzi al camino suonando
la chitarra. Un giorno uscii ed al ritorno vidi un auto ferma
vicino casa. Era l'auto che veniva a prendermi quando lavoravo a
casa del marito. Corsi verso casa, entrai frettolosamente. Sentii
due mani robuste afferrarmi e sbattermi a terra, poi mi ripresero e
mi immobilizzarono.
Lei gridava. Sputò addosso ad un uomo che le stava vicino e le
stringeva il polso. Questo la colpì con uno schiaffo molto
violento. Lei piangeva e gridava. Lui si girò verso di me, mi venne
incontro. Era l'uomo elegante che mi aveva contattato per i lavori
fatti al marito. Si scusò per l'improvvisa visita, si avvicinò mi
offrì del denaro e disse di sparire il più lontano possibile.
Glielo gettai in faccia. Non feci in tempo ad aprire bocca che
sentii afferrarmi alle spalle. Mi riempirono di botte. Credo di
aver dormito più di un giorno.
Al risveglio ero pieno di sangue ed il dolore mi impediva di
muovermi. Pensai a lei e trovai la forza. Riuscii a lavarmi, ero
sconvolto, non sapevo cosa fare, dove cercarla. Pensai di tornare a
casa del marito. Entrai furtivamente di notte, ma la casa era
vuota, non un mobile. Erano andati via di lì senza lasciare
traccia.
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Non sapevo il nome, niente di lei, di lui, niente
di niente. Trascorrevo le mie giornate suonando la chitarra, seduto
sulla panchina vicino la chiesa.
Un giorno non credevo ai miei occhi. La vecchia signora che
l'accompagnava sempre in chiesa stava recandosi come al solito per
assistere alla funzione. Non guardai più niente e mi precipitai
verso di lei. Non perdevo di vista la vecchia signora neanche per
un attimo, temevo svanisse nel nulla. Raggiuntala la afferrai e
cominciai a farle domande. La signora con aria spaventata mi invitò
ad andarmene e spingendomi mi passò furtivamente un biglietto.
Sentii la presenza di qualcuno dietro di me. Nascosi il biglietto.
Era l'uomo che mi aveva picchiato. Lo guardai un attimo, poi
scappai. Nessuno mi inseguì, ma mi fermai solo a casa. Dopo aver
chiuso tutto e controllato che non ci fosse nessuno in casa lessi
il biglietto. Un indirizzo, solo quello era scritto. Aspettai
l'oscurità, presi la chitarra e partii.
L'indirizzo corrispondeva ad una villa. La osservai per diversi
giorni, era protetta da cani e guardie del corpo. Trascorse un mese
finché riuscii ad infilarmi nel cofano della macchina del marito di
lei. Restai fino a notte chiuso nel cofano, poi uscii ed entrai in
casa. Sapevo dove era la sua stanza, lo immaginavo perché una
finestra della casa aveva un'inferriata. Trovai la porta, era
tenuta d'occhio da un uomo.
Approfittai di un momento di distrazione della guardia ed entrai
senza riflettere nella stanza. Chiusi la porta dietro di me senza
neanche sapere cosa mi aspettasse. Lei era li, non dormiva, gli
occhi sbarrati. Impiegò un po' di tempo per riconoscermi, poi i
suoi occhi brillarono, mi buttò le braccia al collo, mi strinse, mi
baciò, parlammo solo di come uscire di li. Lo facemmo così come io
ero entrato.
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Di nuovo in fuga. Trovammo un appartamento in un
quartiere super affollato di una grande città. Entrambi lavoravamo.
Lei rincasava tardi, ogni sera più stanca. Un giorno non avevo
denaro nelle tasche e lo cercai nel posto dove generalmente lo
mettevo. Non c'era un soldo.
Quando lei tornò a casa aveva gli occhi lucidi. Le chiesi dove
avesse messo i soldi, mi diede delle risposte evasive, disse di
aver sonno. Mentre si spogliava vidi un livido sulla gamba, mi
avvicinai, lei si ritirò violentemente e dalla tasca le cadde una
siringa. Mi gelai e capii tutto in un istante.
Decisi di non parlarne, di rimandare tutto all'indomani. La notte
non chiusi occhio, la passai a suonare. Nei giorni a venire avemmo
lunghi dialoghi, lei mi raccontò di come aveva cominciato, di avere
tanta voglia di smettere. Le feci sentire tutta la mia presenza, le
cose sembravano migliorare.
Tutto sembrava procedere per il meglio quando un giorno vedo lui:
l'incubo, la guardia fidata del marito. Corsi a casa, la misi al
corrente dell'accaduto, prendemmo solo la chitarra e ci mettemmo
subito in viaggio.
Decidemmo di non restare nello stesso posto per più di due mesi,
così cominciammo a sbatterci da un posto all'altro. Lei continuava
a farsi, ogni giorno la vita si ingrigiva. Vivevo per lei, la
aiutavo a stringere il braccio, lavoravo per darle tutti i soldi di
cui aveva bisogno, non volevo si trovasse nei guai. Non bastava
mai.
Pagina_12
Un giorno tornato a casa lei non c'era, sapevo
dove era andata. Scoppiai a piangere. Cercai invano la chitarra,
non la trovai. Corsi dritto nel parco, chiedendo a tutti quelli che
incontravo se l'avessero vista, ma inutilmente. Vedo un'ambulanza,
corro verso di essa. Lei aveva venduto la chitarra e si era fatta
l'ultima pera.
Epilogo:
Il sole è prossimo al tramonto.
Il freddo gelido dei tuoi occhi mi penetra nell'animo.
La solita angoscia si risveglia ogni sera con l'addormentarsi della
luce.
I pensieri brulicano nella testa, le mani tremano.
Giro e rigiro in quattro metri di stanza.
Ho trascorso la giornata ignorando questo momento,
ma non potevo evitarlo per sempre.
E' piombato all'improvviso.
Ha irrigidito le mie membra.
Ha frastornato le mie confuse idee.
Ha lesionato il mio fragile equilibrio.
Dolci e sconvolte note nelle mie orecchie... e la confusione.
Ho voglia di urlare, ma non l'ho mai fatto.
Morpheo
Musica Sottofondo
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Colonna_1
- Koyaanisqatsi -
La storia degli uomini è questa:
soffrire per conoscere
gioire per aver conosciuto
continuare sulla propria strada
per accettare
che il dolore libera e la gioia lega.
Tutto è un alternarsi.
Cosa dice la tua vita?
Iris
- Apparenti Contraddizioni -
Lei oltrepassa le mie difese
come uno spirito attraversa il muro.
Penetra i miei sistemi di sicurezza
e può vedere dentro di me.
Ma è inevitabile, quando lo farà,
anche io potrò leggere dentro di lei
e questo le aprirà il cuore.
Lei già sa,
e se gioca sa di rischiare:
lo fa senza nascondersi,
e senza inganni.
Con un po' di paura
e tanto coraggio.
Con la lealtà e la generosità
di chi la vita l'ha appresa dalla vita.
Con l'intelligenza istintuale
di chi dà fidandosi di se stessa.
Lei è leggera
ma conosce bene le profondità degli abissi.
E' sempre se stessa,
ma non è mai uguale a prima.
Ha la visuale aperta
e sa che per pensare deve prima mangiare.
Cerca di esaudire un pensiero
che le gira sempre per la testa
e che non sa mai spiegarsi.
Lei è una fata semplice e genuina.
Morpheo
Colonna_2
- A new machine -
Da sempre sono qui
Da sempre guardo oltre questi occhi
Sembra sia passata più d'una vita
Più d'una vita
A volte mi stanco d'attendere
A volte mi stanco di star qui dentro
E' sempre stato così?
Potrebbe esser stato diverso?
Ti senti mai stanco d'attendere?
Ti stanchi mai di star qui dentro?
Tranquillo, nessuno vive per sempre
Nessuno vive per sempre
Per sempre starò qui
Per sempre guarderò oltre questi occhi
E' solo una vita
Solo il passare d'una vita
Pink Floyd
- Moltitudine di verde -
Una foresta,
moltitudine di verde.
All interno
una vita con il suo ritmo
scandito,
dà nascita e morte,
Il suo decorso inarrestabile.
una
cascata
di note,
di dolci suoni,
di suoni profondi,
di suoni silenziosi.
Il suono vibrante:
il cuore della foresta.
Iris
- Fluido Rosa -
C'è un fluido che scorre implacabile
penetrando dappertutto.
Invade inesorabilmente tutti i tuoi pensieri
e proprio non riesci ad opporti
e neanche vuoi farlo.
Arriva anche dove non vorresti,
anche dove non te lo aspetti.
Poi galleggi in una magia che amalgama:
ti stupisce, ti scioglie, ti allucina.
E' di colore rosa.
Morpheo
Colonna_3
- Essenza -
Essere che devi
essere che non puoi
Mostra l'energia del tuo essere
ed illuminerai il mio pensiero
Svela la tristezza del tuo animo
e mi possiederai per sempre
Un essere senza volontà
ha toccato la mia vita
Ho visto il suo spirito volare basso
Mi ha invaso lentamente, penetrando
Ha rubato il mio pensiero
Ora sono prigioniero
Intrappolato dalla dolcezza
che ha liberato in quell'attimo d'identità
Morpheo
- Un respiro profondo -
Vento, alito invisibile
sul viso si sofferma
e rinfresca
una pelle segnata.
La sua scia
avvolge
sussurrando leggerezza.
Viso, si gira intorno.
S’è dissolta
la freschezza,
i riccioli non danzano più
al suo sibilo.
Vento è andato...
no, è la,
sta giocando
con il mare
lo agita,
lo rovescia,
lo sbatte.
Tanta carezza.
Mare spumeggiante
il suo sorriso.
Movimento fluido,
ancheggiante.
Mare, salsedine,
odore profondo,
ricchezza penetrante
nelle narici.
Viso disteso.
Mare, acqua trasparente,
traboccante.
Vento, movimento arioso.
Acqua movimento fluido.
L'uno invisibile,
l'altro trasparente.
Sono l'unione di essi.
Iris
Colonna_4
- Epitaph -
Il muro su cui i profeti hanno scritto
Si sta spaccando alle giunzioni
Sopra gli strumenti di morte
Brilla la luce del sole
Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Dagli incubi e dai sogni
Deporrà qualcuno la corona d'alloro
Mentre il silenzio affoga le urla?
La confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio su un sentiero
accidentato e in rovina
Se ci riusciremo potremo tutti sederci
E ridere
Ma temo che domani piangerò
Si, temo che domani piangerò
Tra i cancelli di ferro del fato
Furono piantati i semi del tempo
Ed innaffiati dalle gesta di coloro
Che conoscono e sono conosciuti
La conoscenza è un amico letale
Quando nessuno fissa le regole
Io vedo che il destino dell'intera umanitrà
E' nelle mani di sciocchi
King Krimson
- Stairway To Heaven -
C'è una signora che è sicura
che sia oro tutto quel che luccica
e sta comprando una scala per il paradiso
quando vi arriverà sa
che se tutti i negozi sono chiusi
con una parola può ottenere ciò per cui è venuta
e sta comprando una scala per il paradiso
c'è una scritta sul muro
ma lei vuole essere sicura
perchè, come tu sai,
talvolta le parole hanno due significati
su un albero vicino al ruscello
c'è un uccello che canta
talvolta tutti i nostri pensieri sono sospetti
e questo mi stupisce
e questo mi stupisce
Colonna_5
c'è una sensazione che provo
quando guardo a ovest
e il mio spirito grida di andarsene
nei miei pensieri ho visto
anelli di fumo attraverso gli alberi
e le voci di coloro che stanno in piedi ad osservare
oooh e questo mi stupisce
ooooh e questo mi stupisce davvero
e si mormora che presto
se tutti noi intoniamo la melodia
il pifferaio ci condurrà alla ragione
e albeggerà un nuovo giorno
per coloro che aspettavano da lungo tempo
e le foreste risponderanno con una risata
e questo mi stupisce
Se c'è trambusto nella tua siepe
non ti allarmare
è solo la pulizia di primavera per la festa di Maggio
si, ci sono due strade che puoi percorrere
ma a lungo andare
c'è sempre tempo per cambiare strada
e ciò mi stupisce
la tua testa ti ronza e il ronzio non se ne andrà
nel caso tu non lo sapessi
il pifferaio ti sta chiamando per unirti a lui
signora cara, può senitre il vento soffiare?
che la sua scala è costruita sul vento mormorante?
e scendiamo in strada
le nostre ombre più grandi delle nostre anime
là cammina una donna che noi tutti conosciamo
che risplende di luce bianca e vuole dimostrare
come qualsiasi cosa si tramuti in oro
e se ascolti molto attentamente
alla fine la melodia verrà da te
quando tutti sono uno e uno è tutti
per essere una roccia e per non rotolare via
e sta comprando una scala per il paradiso
Led Zeppelin
Colonna_6
- Night vision -
di giorno ringrazia il signore,
di notte fai attenzione.
Mezzo mondo nella dolcezza,
l'altro nella paura.
Quando l'oscurità ti coglie
con la sua mano sul tuo volto,
non arrenderti troppo presto,
trova le cose che ha cancellato.
Trova la linea,
trova la forma,
con l'istinto.
Trova il contorno,
le cose ti diranno
il loro nome.
Il tavolo, la chitarra,
il bicchiere vuoto.
Tutto si confonde quando
la luce del giorno svanisce.
Trova la linea,
trova la forma,
con l'istinto.
Trova il contorno,
le cose ti diranno
il loro nome.
Ora ti guardo addormentare:
guardo la tua mano
avvolta nel lenzuolo,
guardo le tue labbra
che si aprono
e i tuoi occhi
che si offuscano.
Cieca fiducia.
Ti proteggerei,
ti terrei nella luce,
ma posso solo insegnarti
a vedere nella notte.
Susanne Vega
- Eclipse -
Tutto quel che tocchi
e tutto quel che vedi
Tutto quel che assaggi,
tutto quel che senti
Tutto quel che ami
e tutto quel che odi
Tutto quel che non ti convince, tutto quel che scegli
E tutto quel che dai,
e quel che regali
Che compri, che chiedi,
che impresti o che rubi
Quel che tu crei,
quel che distruggi
E tutto quello che fai e che dici
Tutto quel che mangi
e tutti quelli che incontri
Tutto quel che disprezzi
e tutti quelli che combatti
Tutto il presente
e tutto quel che è andato
E tutto il futuro
E tutto quanto sotto il sole è in sintonia
Ma il sole è eclissato dalla luna