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natodallatempesta0 18 febbraio

 

Burrasca

 

Eccomi di nuovo, pochi giorni sono passati dall’ultimo post.

Un post, forse, inusuale come una cara amica ha notato. Inusuale più che altro per il contesto che si viveva quel giorno - San Valentino - una coincidenza in verità.

Non racconterò altro, se avessi voluto avrei liberato i commenti, non c’è in realtà nulla da dire, un accumulo di fattori, può capitare di dover liberare ciò che ripremi da giorni, addirittura mesi. A pagarne lo costo è stata la mia arte, sempre stato così, mi premuro d’esser sempre solo quando esplodo, non è mai stata mia intenzione far male a nessuno, se non a me stesso.

 

Come continuare, ora, posso restare nel contesto e mantenere la linea degli ultimi post.

Una pessimistica e disillusa visione di questa società, tanto per regalarvi un sorriso.

 

Ieri pomeriggio mentre uscivo Frida per la sua passeggiata quotidiana, mi sono ritrovato ad assistere ad un’altra scena d’ordinaria inciviltà.

Camminavo Tranquillo, quando imboccando una via vedo un’auto dei vigili urbani ferma a lato della strada e una vigilessa che gira attorno ad un’auto posteggiata praticamente in mezzo alla strada.

Le auto in transito riuscivano a passare, lo spazio era abbastanza per una macchina, non per qualcosa di più grande, tipo un autobus.

E di fatti un autobus era fermo, bloccato, incapace di passare. Attorno si era formata una piccola folla, vedevo la vigilessa chiedere se qualcuno conoscesse il proprietario dell’auto, persino a chi s’affacciava dal balcone richiamato di certo dal clacson del bus. Sono rimasto una 15 di minuti a osservare la rabbia dei passeggieri del bus e la rassegnazione della vigilessa costretta a chiamare il carro attrezzi.

Che dire?

Non era neanche questione di posteggio selvaggio, solo e semplice menefreghismo, un fregarsene delle regole sociali e della convivenza.

Uno stronzo che crede di poter fare quel che vuole.

 

Occupandomi di arte ho avuto la fortuna di studiare il bello e scoprire cosa può riuscire a fare una mente e un cuore se sono ispirati. Si rimane senza fiato nel contemplare il virtuosismo che possono generare.

Quando poi è l’amore a ispirare melodie e colori, i loro frutti toccano l’anima.

Ma ho visto anche il brutto. L’arte tramanda quel che l’artista testimonia. Spesso, io stesso, ho creato ispirato da eventi che la società ha vissuto. Per quale motivo sentiamo il bisogno di dare forma, colore e voce alla vita che ci circonda, non lo so?

Posso immaginarlo, intuirlo.

 

Guardando i brandelli di tela, mi sono sentito pervaso da una sensazione di stupore, come se non avessi alcuna risposta alla domanda:

Perché l’ho fatto?

 

Che cosa rimane di noi? Che peso hanno le parole che abbiamo detto?

Da tempo mi sono accorto che tra quel che dico e quel che faccio a volte c’è una distanza immensa.

Quando mente e cuore non sono sullo stesso sentiero, cosa accade all’anima?

 

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

Ti piace?

Mi descrivo

Ho sofferto, soffro e soffrirò, ho sognato, sogno e sognerò, ho desiderato, disidero e desidererò, ho giocato, gioco e giocherò, ho respirato, respiro e respirerò, ho raccontato, racconto e racconterò, ho amato, amo e amerò.

Su di me

Situazione sentimentale

sposato/a

Lingue conosciute

Inglese

I miei pregi

Troppo corto Passo

I miei difetti

Troppo lungo Passo

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. La mia donna
  2. La tempesta
  3. I colori

Tre cose che odio

  1. L'opposto del bello
  2. L'opposto del buono
  3. L'opposto della saggezza

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Città d'arte

Vacanze Ko!

  • Campeggio
  • Passioni

    • Musica
    • Arte
    • Cinema

    Musica

    • Soul
    • Rock

    Cucina

    • Piatti italiani

    Libri

    • Classici

    Film

    • Commedia
    • Fantascienza

    Libro preferito

    Siddartha

    Meta dei sogni

    Australia e Nuova Zelanda, Sud America

    Film preferito

    Il signore degli anelli

     

     

     

     

    Scusate, ma non accetto richieste di amicizia, in passato ho notato che è facile trasformare in clan gli agglomerati, lo si può essere (AMICI) con l'umiltà del silenzio e la pacatezza del sussurro.

     

    Vi siete mai chiesti qual è lo scopo dei profili?
    Qual è la motivazione che dovrebbe spingere a mandare un messaggio?

     

    Note

     

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare
    mi porto un po' della tua ghiaia
    un po' del tuo sale azzurro
    un po' della tua infinità
    e un pochino della tua luce
    e della tua infelicità.
    Ci hai saputo dir molte cose
    sul tuo destino mare
    eccoci con un po' più di speranza
    eccoci con un po' più di saggezza
    e ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare.

    Nazim Hikmet

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    PREVENZIONE

     

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    Dietro la serratura

    Il voyeur è colui che guarda altri durante un’attività sessuale, magari, masturbandosi. Ma se si generalizza, si può chiamare con questo nome qualunque attività che passivamente, porta a guardare di nascosto altri che fanno cose. In rete si chiama voyeurismo informatico.

    La nascita di internet ha portato gli essere umani all’isolamento, creando di fatto vere e proprie vite virtuali, vissute prevalentemente da invisibili.

    Internet, rimane una straordinaria invenzione, ma ogni grande invenzione porta con sé non piccoli effetti collaterali.
    I social così amati e al tempo stesso così odiati. Un click e sei sul profilo dell’amico, finto amico, sconosciuto amico, pronto a spulciarne i dettagli, dietro ogni singola parola e immagine condivisa, a processare e analizzare, atteggiamenti, comportamenti, da ammirare quando sono in linea con noi, da odiare nel caso contrario.

    Ecco, questo è il voyeurismo informatico l’hobby più praticato dell’essere umano medio.
    Sbirciare, spiare i fatti altrui, che godimento. E dire, che fin da bambini ci hanno insegnato che non si fa la spia.

    Il valore del like

    Il like, il cuoricino, il sorriso, ossia gli emoticon di Libero, sono lo strumento che l’utente può usare per dare una preferenza emotiva ad un post pubblicato. Figli delle figurine nate per dare emozione agli sms, sono strumenti simpatici, usati e abusati.
    La cui logica è rilevante nel momento che sei toccato dallo stile o dalla sostanza delle parole che formano il post.
    Io non do una prevalenza a questo valore, perché per usare un logica democraticamente e politicamente corretta, ogni post pubblicato, ha di per sé un valore per chi lo pubblica, ed in linea di massima, merita rispetto, la rete non è, però, politicamente corretta e non è facile rimane imparziali a volte, verso certe esternazioni.
    Io lascio il like, principalmente come saluto e poi come apprezzamento all’intenzione espressa dall’utente nell’esporre il suo pensiero e la sua sensibilità, ma anche quando non lascio nulla, do tempo e attenzione ad ogni profilo, questo ovvio, se ha vita e non assenza di vita.

    Tasto esplora

    In molti profili trovo scritto che si usa il tasto esplora e che una reiterata visita, è frutto del caso e non della volontà dell'utente, che prende giustamente le distanze da eventuali inopportuni contatti non richiesti.
    Io non uso il tasto esplora, forse, qualche rara volta, quindi le visite sono tutte volontarie, anche il tornare in un profilo (può capitare che non ricordi di averne visitato qualcuno). Non sono ipocrita, i profili sono per natura mutevoli e si aggiornano. Leggerli da senso a tutto questo, lamentarsi (non mi è ancora accaduto, in questa nuova presenza) è logico fino ad un certo punto ed è direttamente proporzionale alle aspettative che si hanno.

    Qui non si possono e non si devono avere alte.

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    Chi si crede forte?

     

    La Tempesta

    Con un suono di corno
    il vento arrivò, scosse l'erba;
    un verde brivido diaccio
    così sinistro passò nel caldo
    che sbarrammo le porte e le finestre
    quasi entrasse uno spettro di smeraldo:
    e fu certo l'elettrico
    segnale del Giudizio.
    Una bizzarra turba di ansimanti
    alberi, siepi alla deriva
    e case in fuga nei fiumi
    è ciò che videro i vivi.
    Tocchi del campanile desolato
    mulinavano le ultime nuove.
    Quanto può giungere,
    quanto può andarsene,
    in un mondo che non si muove!
    , , , , , , , , , , , , ,