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paolacravero1963

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I miei difetti

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Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. ...
  2. nessuna
  3. nessuna

Tre cose che odio

  1. ...
  2. nessuna
  3. ....

LE DUE META' DELL'ANDROGINO SOSPIRANO L'UNA PER L'ALTRA COME SE OGNI RESPIRO, INCOMPLETO, VOLESSE CONFONDERSI CON L'ALTRO: IMMAGINE DELL'ABBRACCIO IN QUANTO ESSO FONDE LE DUE IMMAGINI IN UNA SOLA.

TRAMITE IL MIO INCONSCIO CHE PROIETTA ALL'ESTERNO DUE FIGURE STRAORDINARIE DI ANIMALI COME L'AQUILA E LA PANTERA, (DUE IMMAGINI INTERIORI AUTONOME CHE MI APPARTENGONO), TENTO  ATTRAVERSO LE LIBERE ASSOCIAZIONI UN' ANALISI E UNA RAPPRESENTAZIONE PERSONALE PSICOLOGICA DI QUESTE ALLO SCOPO DI SVELARE ME STESSA:  AQUILA E PANTERA

SIMBOLICAMENTE MI PRESENTO COME UNA GROSSA AQUILA IMPETTITA DALL'ASPETTO SUPERBO E AUSTERO, UNA POTENTE AQUILA REALE CON ALI SPIEGATE E RIVOLTE PER ONORIFICENZA VERSO IL SOLE.

UNA PANTERA POSIZIONATA E PRONTA PER L'AGGUATO, DAL MANTO LUCIDO, NERO E VELLUTATO COME LE SCURE PROFONDITA' DELLA NOTTE, UNA PANTERA CHE TI FISSA DRITTO NEGL'OCCHI SENZA TREGUA.

L'AQUILA REGINA INCONTRASTATA DEL CIELO, DELLE ALTEZZE INFINITE RAPPRESENTA IL MIO SENSO DI LIBERTA'  INTERIORE, DI POTENZA, DOMINIO E SOLITUDINE. IL VOLO E IL CIELO STANNO PER QUELLA PARTE MIA INDIVIDUALE CHE TENDE A ELEVARSI VERSO L'ALTO, L'AQUILA RAPPRESENTA TUTTE LE FUNZIONI SUPERIORI, QUELLE INTERIORI E DI PENSIERO SOTTO FORMA ALTAMENTE EVOLUTA, PROGREDITA. IL SUO ISTINTO RAPACE INCARNA QUELLA MIA FAMELICA BRAMA DI SUPPLIRE ALLA NECESSITA' DI AUTOCOMPIACIMENTO, DI GRATIFICAZIONE ESCLUSIVAMENTE NARCISISTICA. LA POTENZA E IL DOMINIO DELL'AQUILA E' LA MIA FORZA, ENERGIA FINE A SE' STESSA, LA DEFINEREI LA MIA VOLONTA' DI POTENZA. IL SENSO DI LIBERTA', DI INDIPENDENZA DI QUESTO RAPACE LO LEGGO COME UNA NECESSITA' DI VIVERE PIENAMENTE LA MIA AUTENTICITA' SENZA ALCUNA SORTA DI CONDIZIONAMENTO CHE PUO' IMPRIGIONARNE E LIMITARNE L'ESPANSIONE DELLA MIA VERA NATURA, MI RIMANDA ANCHE IN ALCUNE CIRCOSTANZE ALLA MIA DISTANZA E FREDDEZZA EMOTIVA, ALL'ISOLAMENTO INTERIORE POSSIBILE DA CONDIVIDERE CON POCHI ELETTI, ALLA MIA DOLOROSA MANCANZA DI RELAZIONE AFFETTIVE PROFONDE.....

QUELLO CHE SUSCITA (TENENDO SEMPRE DI SOTT'OCCHIO IL PROFONDO E SUPERBO DISTACCO DELL'AQUILA CON IL TERRENO),  E' L'IDEA CHE ESSA REPPRESENTI ILPOSSIBILE RAGGIUNGIMENTO ALLA REALIZZAZIONE SPIRITUALE DEL SE' MA ALLO STESSO TEMPO RIMANDA A UNA CHIUSURA NARCISISTICA, A UNA BELLEZZA E FASCINO DI UNA ESSENZA DIFFICILE DA PENETRARE INSOMMA UNA NATURA SI' DA AMMIRARE PERO' CON POCHE PROBABILITA' A CAUSA DEL SUO RIPIEGAMENETO SU SE' STESSA.....DA AMARE

IN UN TEMPO REMOTO LONTANO, MOLTO LONTANO IN UNA DIMENSIONE ALTRA, PAOLA DAVVERO FU UN'AQUILA STUPENDA CHE NEL CIELO IN VOL VIBRAVA E MENTRE CON ALI SPIEGATE SI LASCIAVA CULLAR DAL VENTO SULLA TERRA TUTTA SI SENTIVA RIECHEGGIAR L'ACUTO SUONO DELLA SUA VOCE.

LA PANTERA

LA FIGURA DELLA PANTERA E' NETTAMENTE IN CONTRASTO CON QUELLA DELL'AQUILA, LEI RAPPRESENTA LE FUNZIONI INFERIORI CHE TENDONO VERSO IL BASSO, PARTE INFERA E CTONIA APPARTENENTE ALLE PROFONDITA' SOTTERRANEE DOVE L'ASSOLUTO, INCONTRASTATO, INFFERRABILE, INVISIBILE E SOVRANO E' ADE.  LA PANTERA RAPPRESENTA IL MIO DEMONE DEGL'ISTINTI, LA FASCINAZIONE MALEFICA E LA MIA NATURA SEDUTTIVA E PERICOLOSA. LA LUCE DIABOLICA CHE EMANA I SUOI OCCHI E LE ENORMI FAUCI RIMANDANO A UN MAGICO E OSCURO RICHIAMO AL CARNALE, ALLA VOLLUTTA', AL PIACERE SESSUALE, ALLO SCATENARSI DELLA MIA PARTE DIONISTICA, AL MIO MONDO EROTICO, RAPPRESENTA LA MIA PARTE IRRAZIONALE, LE MIE PASSIONI, LO STRAVOLGIMENTO EMOTIVO, LA TRASGRESSIONE E QUELLA PARTE CALDA DI PULSIONI PIU' VIVE, PIU' INTENSE E CREATIVE, IL FUOCO, LA TENSIONE, LA PAURA, IL SANGUE CHE SCORRE NELLE VENE, LA MORTE.

DEMONE

Era una mattina limpida e colorata, una mattina tipica della stagione estiva che ad osservarla metteva pace e allegria nel cuore. Stavo nel terrazzo fuori casa immersa con lo sguardo nel color verde smeraldo degli alberi e nel rosa vivace e frizzante dei fiori a contemplarne la bellezza, quando all’improvviso accadde qualcosa che mi distolse catturandomi completamente l’attenzione. Vicino ai piedi di un gruppo di alberi, intravidi una figura sottile che si muoveva nell’ombra carponi, di soppiatto molto lentamente e con circospezione, immagine che però svanì per magia ad un sol battere delle mie ciglia. Per quello che avevo intravisto la paura mi fece istintivamente retrocedere di qualche passo e afferrare in fretta la maniglia della porta finestra che stava alle mie spalle, ma invece di rientrare in casa com’era mia intenzione, rimasi stupidamente bloccata su due piedi facendomi vincere dalla curiosità piuttosto che da un legittimo spavento.

In quel momento particolare la curiosità mi seduceva e allo stesso tempo la paura non smetteva di far battere forte il cuore in petto, inoltre ricordo che mentre mi accendevo nervosamente una sigaretta mi misi con gli occhi a scrutare in ogni angolo del giardino, in cerca di quella fantomatica figura alla quale speravo di poterle dare presto una spiegazione logica e razionale. Nonostante ne percepivo fortemente la presenza non vidi nulla che potè confermare quella forte sensazione, così proprio quando stavo per mettermi l’animo in pace ridendo di me stessa per quella mia speciale e fervida fantasia che sovente non perde occasione di mettersi a giocare con la mente, ad un tratto quella figura mi apparse nuovamente in tutta chiarezza, lasciandomi di stucco e a bocca aperta per lo sgomento e la sorpresa. Un demone! Esclamai dentro me. Quello che vidi era un demone che se ne stava esattamente ad alcuni metri di distanza, di fronte a me, in mezzo alle foglie in cima all’albero più alto e folto comodamente appollaiato sotto i raggi tiepidi del sole, che mi fissava maliziosamente dritto negli occhi con l’espressione del volto sfacciatamente divertita...

dal libro Il Demone

di Paola Cravero

DESCRIZIONE DEL DEMONE

....Furono molti i frangenti nei quali apparse ma quella che ricordo maggiormente fu quando mi apparse in tutto il suo splendore, presentandosi come una creatura appena emersa dalle profondità di una visione onirica: Vestivacome se fosse stata una sua seconda pelle un tessuto di seta cucito su misura aderente a tutto il corpo, di colore nero con disegnati sopra tanti piccoli ronbi bianchi, un contrasto questo che rifletteva nei miei occhi una luce particolare, un effetto ottico da evocare l'immagine suggestiva di un cielo nero e profondo tempestato da una infinità di puntini luminosi e grazie a quella aderenza si poteva meglio osservare le linee ben disegnate del suo corpo. In lui appariva scioltezza di movimenti ed elasticità inoltre la sua snellezza fisica, la sua piena tonicità muscolare e le dita delle mani lunghe e affusolate con unghie smaltate di nero, mettevano in risalto una strana ambivalenza, svelavano una leggera e armonica vena femminile che lo rendevano ai miei occhi ancor più egnimatico...

DESCRIZIONE DEL DEMONE

....Nella sua forma esteriore aveva tutto di umano eccetto due strane orecchie piccole leggermente appuntite e allungate verso l'alto, i capelli erano corti e di color nero corvino sparati in alto come tante piccole fiaccole, i tratti del volto si mostravano leggeri, delicati anche se ben disegnati, mentre gli occhi parevano due perle orientali meravigliosamente truccati  come un antico re egizio che intonavano perfettamente con il naso dritto e sottile.  Nonostante ne facesse parte non pareva un demone che esteriormente evocava tempi antichi e lontani ma piuttosto un personaggio teatrale senza tempo, sofisticato, istrionico e surreale attraverso il quale esprimeva una potente e sublimale immagine di sè. Nel demone eccedeva notevolmente una natura dionistica che esibiva con aria disinvolta, spavalda e anche un pò frivola e civettuola, infatti era un demone molto erotico che agiva per istinto e piacere, in lui vi era raccolto tutta l'arte della seduzione e le sue labbra sensuali erano un'attrazione a dir poco fatale che lasciavano intendere tutto quello che di intenso , doloroso e ardente si può vivere in una passione.....

IL GUERRIERO

PREFAZIONE: .... Una forza irrazionale dalla quale la creatività fuori usciva desiderosa d‘emergere sbizzarrendosi con molteplici visioni ed esternando immagini interiori. Quella spinta creatrice oggi ha una funzione più sofferta, più consapevole e razionale, più legittima e conforme al suo scopo che è “ l’individuazione”. In qualsiasi modo dunque io mi esprimo sia attraverso il disegno e la scrittura oppure trasversalmente con i sogni che annoto abitualmente sul diario sostanzialmente non cambia nulla, lo scopo e l’interesse personale rimangono sempre circoscritto nel desiderio che queste tracce sparse qua e là, non solo possano trasformarsi in un prodotto creativo sufficientemente valido ma soprattutto possano diventare materiale da poter analizzare, elaborare e discernere nel modo tale che io possa in futuro portare alla luce una più approfondita conoscenza di me stessa quella parte di me ancora dolorosamente celata.

Io se potessi infilarmi silenziosamente in punta di pedi, nascondermi dietro le quinte della nostra esistenza per osservare come ognuno di noi inconsapevolmente sia mosso da fili invisibili, sarebbe quanto di meglio potrei desiderare. E’ incredibile constatare come una forza oscura possa spingerci ad essere l’esatto contrario di quello che noi recitiamo sul palcoscenico della vita nel ruolo di noi stessi.  Non tutti hanno la possibilità d’ essere visibili in modo eclatante, anzi la maggior parte delle persone vive così tanto schiacciate e oppresse dall’anonimato quotidiano da muoversi nella vita come fantasmi. Il mondo esterno le fa sentire persone sofferenti, ignote, prive di spessore nonostante tutti indistintamente dovrebbero essere degni di nota, di attenzione, di valore.  Siamo vite straordinarie che portano in sé una scintilla che ci fa brillare di luce propria e se vogliamo dare il giusto valore alla nostra esistenza dobbiamo prenderne coscienza. Possiamo farlo cominciando se non altro acquisendo il pensiero e la convinzione che il nostro contributo alla vita attraverso l’essere così unici e preziosi è importantissimo, fondamentale come se ognuno di noi fosse il tassello mancante di un puzzle infinito che è il mondo.

Purtroppo più delle volte il nostro vero volto rimane per la maggior parte della vita miseramente nascosto sia allo sguardo del mondo sia a noi stessi, però se al posto di tanta inconsapevolezza ci fosse coraggio, volontà e soprattutto necessità di far emergere quello che c’è di più autentico in noi già partiremmo se non altro con il piede giusto. Allora nel seguire il percorso di un lungo viaggio dentro di noi gradualmente potremo scoprire chi siamo, capiremo quali meccanismi contorti si nascondono nel retroscena della nostra persona e inoltre saremo in grado di sfidare i mostri e l’ignoto delle nostre oscurità interiori...

tratto dal libro Il Demone

di Paola Cravero 

Tormentato dalla paura e dal terrore notturno il guerriero si addestrava a convivere con l'inquietitudine e una forza oscura, potente, con la sofferenza atroce per un senso di abbandono che  gli torceva l'anima. Furono molte le notti nelle quali pensieri di morte dominavano la sua mente facendogli tremare il cuore. Ossessionato dall'idea che la morte potesse portar via con sè le persone che amava, furono molte le volte che si trovò solo con sè stesso piangendo e pregando Dio. Morte, solitudine, abbandono, elementi di una angoscia che  il tempo trasformò in un campo di prova, di allenamento attraverso il quale il carattere potette piano, piano affinarsi e a un destino dispiegarsi per poi in seguito compiersi. In quei tempi in lui già c'era uno stato potenziale che cercava di emergere attraverso un forte senso di giustizia, sensibilità e nobiltà d'animo, quella tendenza salvifica tipica dell'eroe mentre parallelamente si stava preparando all'interno un'altra strana e forte inclinazione.

Una disposizione che passava attraverso un'irresistibile attrazione e febbrile curiosità per il mistero, l'oscuro e l'ignoto. Le credenze, i racconti e le superstizioni radicate nelle pieghe nascoste delle generazioni dei nonni e dei padri stimolavano la sua fantasia e il sentore di segreto, di ignoto evocava un mondo Altro ancora sconosciuto, dove morte, mistero e magia assumevano autorità, potenza e autonomia. Uno strano posto nel quale il bello e potente Lucifero risiedeva, il suo luogo di ritorno dopo aver vagato sulla terra dei mortali e con loro essersi divertito seducendoli con inganni e trasformazioni, dopo aver insidiato vergini e giovani fanciulle e messo scompiglio e terrore. Una terra nella quale i morti non sono morti, dove possono accedervi solo persone dall'aspetto tetro e singolare, individui loschi e sospetti che affermano di saper esercitare una potenza oscura che in gergo viene chiamata magia nera.

In contrapposizione ad un mondo inquietante e sotterraneo  anche un altro personaggio esercitava una forte attrazione su di lui: l'immagine carismatica di Cristo e il suo mistero. Un eroe che in seguito per eccellenza supererà tutti gl'altri personaggi eroici che lui conosceva, un eroe dalla grandezza, nobiltà d'animo e solitudine impareggiabile, solitudine che al guerriero colpì particolarmente. Dentro le intimità più nascoste dell'anima però qualcosa d'immorale e impuro ribolliva turbando il cuore e il suo pensiero. L'immagine di Cristo sollecitava altre proiezioni mentali le quali non avevano nulla a che vedere con santità e spiritualità ma che invece avevano a che fare con un forte richiamo erotico. Un sovvertimento stravolgeva la sua integrità spirituale così in quel periodo l'anima infantile del guerriero, attraverso complicati e silenziosi processi psichici rimuoveva quel senso di perverso  che sentiva dentro sè.

                                                                                                          Dal libro Demone di

                                                                                                                 Cravero Paola

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