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raggiodisole_nelcuor

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Mi descrivo

La descrizione di sé è la paura di apparire diversi da come si è. A che serve descriversi se ognuno giudica secondo il proprio punto di vista? Sono semplicemente me stesso, uguale a tutti e diverso da tutti. Non cerco, non chiedo, non insisto nè pretendo. Osservo e valuto ciò che accade. La mente è l'arma seduttiva per eccellenza da cui scatta, attraverso il dialogo, lo stimolo.

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Inglese, Francese, Spagnolo

I miei pregi

La descrizione dei pregi (quelli che mi attribuiscono) fa svanire la curiosità di scoprirli

I miei difetti

La descrizione dei difetti (quelli che mi attribuiscono) fa passare l'interesse di conoscermi

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. Classe-Stile-Eleganza-Educazione-Rispetto
  2. Filosofia-Confronto con menti brillanti
  3. Femminilità-Seduzione-Passione-Erotismo

Tre cose che odio

  1. Giudizi-Pregiudizi-Ipocrisia-Falsità-Cinismo
  2. Indifferenza-Strafottenza-I profili vuoti
  3. La convinzione che l'uomo cerchi solo sesso

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Crociera
  • Spiagge incontaminate
  • Mare e movida

Vacanze Ko!

  • Avventura
  • Campeggio
  • Montagna
  • Passioni

    • Musica
    • Cinema
    • Cucina
    • Fotografia
    • Teatro

    Musica

    • Rock
    • Disco
    • Alternative
    • Metal
    • Pop

    Cucina

    • Piatti italiani
    • Pizza
    • A tutto pesce e frutti di mare

    Libri

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    Film

    • Commedia
    • Classici

    Libro preferito

    Quello che ha 10 cm di polvere sulla copertina

    Meta dei sogni

    Caraibi, Isole tropicali in generale

    Si corre sempre, continuamente.

    E siamo distratti.Ci lasciamo sfuggire ciò che di bello c'è attorno a noi.

    Corriamo avanti e non ci accorgiamo dei particolari; ogni dettaglio ha un contorno e dei colori, ogni colore ha una sfumatura, un riflesso ed una tonalità a seconda della luce nelle varie fasi della giornata. Anche di notte. Mi piace camminare molto lentamente.

    Guardare ogni angolo di quello che mi circonda, ogni prospettiva.

    Ed amo fermarmi. Sedermi a terra o appoggiato con le braccia su un muretto dove l'orizzonte s'unisce al cielo e sconfina. E sconfino anch'io coi miei pensieri e nei miei pensieri..

    immagino, fantastico. E rifletto.

    Non m'importa del tempo

    perchè in questi lunghi istanti cerco il tempo e trovo il tempo.

    Da solo ma non in solitudine.

    Preferisco il silenzio dei paesaggi

    ed un leggero vento che m'accarezza il viso, quasi a volermi

    accompagnare nei pensieri.

    E preferisco il movimento

    appena visibile delle gialle foglie che danzano sugli alberi....il sole che sorridendo illumina la mia pelle.

    Ed in questa pace rinasce la mia libertà.

    Signora Filosofia


    Tra tanti nomi e colori rosa la notai. Nella tessera poche parole, astrattamente sensate.
    Saluti, formalità e nulla di preordianto e rigorosamente costruito.

    Rispetto delle forme e formalità.

    Dall'aria e dall'apparenza distante e distaccata s'elaboravano pensieri lucidi e precisi con una maestrale padronanza della lingua in un uso corretto di sintassi e grammatica.
    Ordinata, puntuale nell'esposizione,
    attenta, sveglia e svelta nelle risposte.

    Affilata, appuntita che non punge,
    tagliente senza tagliare. Penetrante.
    In un reciproco e silenzioso compiacimento alterniamo veloci argomenti in un contorno

    di gradimento ricco di effetti, ad effetto e sostanza. I nostri comuni punti e voleri. Articolati. Sempre a distanza di lessico ma vicini nel modo e nel contenuto. Forse sin troppo.
    E' sintonia. E' apprezzata. E lentamente viene fuori la spiccata personalità. Di una filosofia comprensibile, semplice nell'esposizione, lineare. Mai contorta.

    Ci si lamenta di non riuscire a trovare qualcuno con cui interagire in modo educato, rispettoso, intellettivo e non volgare. Si cerca chi sia in grado di scrivere bene, di prestare attenzione e donare dolcezza. Qualcuno che sappia leggere, ascoltare e capire. Che dia presenza e sincerità relazionandosi senza essere interessato a secondi, terzi e quarti scopi. Che trasmetta e comunichi forma, sostanza, qualità e spessore. Ma è solo un'illusione perchè chi ha carattere e personalità viene accusato di saccenza e presunzione. Si finisce col discutere e col litigare risultando anche antipatici. Poi subentra l'orgoglio. Quell'orgoglio stupido ed insensato, simbolo di finto interesse; orgoglio che indispettisce e razionalizza i sentimenti mortificandoli e distruggendoli. La verità è che chi vale e merita è scomodo e fastidioso. Incontentabile aspettativa. E' molto più semplice realazionarsi con chi asseconda ed annuisce, con chi ha un carattere debole e magari timido; così si riesce meglio ad ostentare la propria falsa superiorità cercando invano di dimostrare di essere ciò che non si è mettendo a nudo le proprie incapacità. Il cinismo s'impadronisce dei contenuti scarsi e silenziosi. Ed è facile anche tacere. Ma la dignità? Accettare i limiti può far male perchè non tutti hanno modestia e coscienza di sè. E si scappa credendo di essere migliori. Ma è solo un tacito riconoscimento di una sconfitta interiore.

    Se la persona che dichiara di provare un sentimento ti dà in un solo minuto il peggio di sè, immagino cosa potrebbe dare in una vita intera e senza provare sentimenti.

    Non ha senso avere aspettative. Come si può pretendere di ricevere qualcosa da chi potrebbe non avere o non voler dare?


    Può non esistere il tempo, può non esistere lo spazio ma c'è una parte della realtà che non si può ignorare: la distanza. Essere vicini o lontani è importante perchè la percezione del contatto diventa certezza. La distanza ci indica il grado e l'intensità della presenza di una persona. Puoi sentire distante qualcuno che cammina al fianco e vicino chi vive in un altro continente. Esiste, poi, una distanza metafisica e relativa che si riduce e si accorcia con la volontà di essere presenti. Ed è quella fatta di attenzioni, accortezze, gentilezze, parole e parole dolci, di intenti ed impegni.. perchè il contatto si può costruire con dedizione e pazienza. C'è ancora una distanza invisibile che volutamente si trascura ma che inevibatilmente s'appalesa interponendosi tra due corpi respingendoli. Ed è pericolosa, modificando essa la realtà. Esiste inoltre una distanza apparente che come un elastico allontana o avvicina una persona a seconda della circostanza o del momento in cui con questi ci si relaziona. Ma c'è una distanza inesistente che si esprime con il contatto di due persone che uniscono il loro essere intrecciando e fondendo desideri, aspettative, esigenze e sensazioni in un amplesso di emozioni dando vita ad una realtà chiamata unicità.

    Più passa il tempo e più mi rendo conto che sono tante le persone che usano ed abusano delle altrui emozioni approfittando della fiducia ricevuta e calpestando senza scrupolo nè rimorsi anche i sentimenti. Ma con quale masochistica soddisfazione? La cattiveria è un'espressione della propria fredda miseria d'animo le cui manifestazioni restano a chi la esterna e non a chi la subisce.  

    M'attrae. Non ho mai avuto paura di ammettere a me stesso le emozioni che mi fanno star bene e non ho mai negato di esternarle a chi me le fa provare. Non posso e non devo con lei. L'elegante dama dai raffinati modi. Un appuntamento con la sua filosofia, un piacevole impegno con le sue parole e la sua costante presenza. Perchè lei vuole esserci allo stesso modo in cui io voglio esserci. Con lei e per lei. Quel lei familiare a cui sono abituato. Quella lei che non può essere un'abitudine semmai un'esigenza o un piacevole vizio. E c'è interesse e stimolo. Reciproco? Conosco i miei desideri, il mio carattere. La personalità non può tradire la realtà del proprio essere. Mai, non so fingere. M'attrae. E poi le sue mani..io che non immagino ma penso, rifletto, fantastico. Un oggetto-soggetto di una dolce quanto seducente voglia di contatto. Sfiorarle, accarezzarle, tenerle, toccarle, stringere. Lo sa, lo ripeto. E medito su un noi perchè amo il plurale. Esso è accostamento, vicinanza. Unione. Io e lei. Io e te. Noi. Se si lasciasse trasportare da pensieri spontanei e poco elaborati.. se abbandonasse l'immenso spazio dell'astrazione per addentrarsi nello spazio del tangibile..se desse spazio all'intrecciarsi di quella buona e reciproca fiducia che costruisce piaceri. Cuore e cervello a completarsi. Senza paura. Se solo accarezzasse il sogno come reale realtà..se solo si lasciasse accarezzare....

    Vorrei che i sogni non finissero mai. Vorrei sognare sempre cose diverse..vorrei poter continuare a sognare anche ad occhi aperti..vorrei sognare di non smettere di sognare. E la mia realtà si colora di aspettative e desideri dipingendo freschi sorrisi sulle mie labbra. Vorrei che i sogni si realizzassero per credere nella loro certezza. Perchè non esiste nulla di più bello di un sogno se non la vita. Ma la vita è proprio un sogno. Il più bello

    E' troppo facile giudicare ed è ancora più semplice giudicare senza conoscere nè sapere. Dietro una persona c'è un passato, fatto di gioie, amori, delusioni, lacrime, sofferenze e dolori. Eppure la superficialità non ne tiene conto. E neanche l'ignoranza, la leggerezza nei comportanti. Ma, prima ancora la mancanza di intelligenza e di stile. E prima di tutto la pigrizia, l'assenza della voglia. Chi non ha voglia di scoprire, non vuol conoscere e si ferma ai pregiudizi di quello che vede o sente e di quello che erroneamente percepisce. Si finisce, poi, col diventare cinici, indifferenti, freddi e strafottenti. Talvolta cattivi. Sì, perchè il cinismo è il precursore della cattiveria. E' troppo facile giudicare ed avere preconcetti. E' complicato conoscere perchè la conoscenza richiede pazienza, costanza, continuità, cervello, cultura, educazione......la conoscenza implica il saper ascoltare e capire, interpretare. Stare vicini, sopportare e supportare. Sostenere, aspettare ed attendere. Vedere. Conoscere vuol dire avere tempo ed investirlo. Ma significa, prima di ogni cosa, voler esserci ed andare al di là di quello che appare. Perchè le apprarenze nascondano ciò che una persona può offrire e trasmettere. Le apparenze celano ciò che si è e ciò che si ha. Ingannano, falsificano la realtà

    L'originalità del pronome che non t'aspetti e la sua persistenza accompagna le nostre scritte. Lunghe, complesse, veloci, costanti e continue. Uno scudo di difesa o un modo per non avvicinarsi. Poco importa se ad istinto e sensazioni si è accanto. Le volontà ed i desideri annullano ogni distanza. E lei?....E' lei! Rigida, fredda, distaccata, tenace, forte. Punti di un'apparenza bugiarda ed ingannevole a quella della sua vera e reale essenza. Di una donna elegante, rispettosa, socievole, galante, colta ed istruita. Cordiale, perbene. Che cela la sua essenza dietro una grigia maschera. E pian piano traspare la dolcezza, la disponibilità. Tenerezza e bontà d'animo si stringono e s'uniscono. L'impermeabilità s'inumidisce di candore ed il corpo d'argilla si sgretola come sabbia innanzi a parole vere, sincere e sentite di chi vuol parlarle con dolcezza e farsi ascoltare. E poi è di nuovo pungente di gelosia d'impeto. Quella che mi piace, quella dell'interesse. Esagerando ma non esagerata, accettata con piacere. Ed ancora mite. Da sorriderle e da ammirare i suoi timidi sguardi. Ma come darle torto? In uno spazio ampio ed angusto si ha il dovere di tutelarsi, coprirsi e nascondersi. Le insidie sono numerose  e sempre presenti. Colpiscono quando meno te lo aspetti. E coscienti di un passato che ha precedenti  ci s'irrigidisce ancora di più. Ma poi si valuta. Una mente che vola senza confini non può restare ancorata a spiacenti situazioni pregresse. Una mente elastica e fine sa volare e deve volare. Aprirsi alle parole, ai sorrisi e agli abbracci. Perchè tendere le mani è l'unico modo  per farsi toccare, accarezzare, stringere....prendere. Per essere felici di aver colto ciò che si desiderava.
     

    Ci sono tanti verbi di uso comune che si utilizzano nella vita di tutti i giorni ma su cui non si presta la dovuta attenzione o di cui non si conosce il vero significato. Eppure essi hanno un valore inestimabile. Toccare: col tatto si può avere cognizione di un materiale, di una sostanza, della sua consistenza e della sua temperatura. Attraverso il tatto si percepiscono sensazioni di piaceri con impulsi che vengono trasmessi dal cervello al resto del corpo e viceversa. Abbracciare, Baciare, Stringere. Ci sono diversi modi con cui si abbraccia, si bacia e si stringe ed ogni modo ha una diversa intensità. Assaporare, Gustare, Assaggiare......per dare a ciò che si mangia un sapore che può essere dolce, salato, amaro, caldo, freddo, ghiacciato. Ancora.... Camminare, Correre. Con le gambe e coi piedi ci muoviamo e ci spostiamo da una parte all'altra. Gesticolare, Muoversi, Comunicare: la comunicazione serve per esprimersi e trasmettere una sensazione, farsi capire e capire....Parlare. Mediante la bocca, la lingua e le labbra escono le parole a cui le corde vocali danno un suono che può essere piacevole o sgradevole. Ecco che ci sono verbi forti che esprimono rabbia, rancore, prepotenza o addirittura cattiveria: Urlare, Gridare, Strillare, Minacciare, Offendere, Inveire, Accusare.. Inoltre esistono verbi dolci come Sussurrare, Sorridere, Accarezzare, Massaggiare. E poi ci sono verbi simili e somiglianti che pur rappresentando una stessa azione in realtà sono molto diversi tra loro: Vedere, Guardare, Osservare, Ammirare, Sentire, Ascoltare, Udire. Ma c'è un verbo che ha un'importanza speciale, unica ed ineguagliabile. Il suo significato non è mai univoco ma illimitato attraverso i modi con cui si manifesta, si trasmette e si espande. Che non può essere spiegato a parole nè con gesti ma nasce, cresce, si trasforma e vive la sua intensità a prescindere dalla nostra volontà: A M A R E 

    Incontrarsi è facile, trovarsi è raro. Puoi incontrare chiunque e dovunque
    senza difficoltà..vedi camminare corpi, guardi volti e segui passi..
    ogni luogo ed ogni situazione sono uno spazio immenso per incrociare
    una persona. Basta uno sguardo, una parola, un gesto. Talvolta uno scontro
    o un incrocio per stare a contatto. Per trovarsi non basta incontrarsi
    ma ancora di più. Trovarsi è parlare e dialogare. Esprimersi e manifestarsi.
    Conoscere e farsi conoscere avendo voglia di farlo. Ma trovarsi è ancora
    di più perchè non basta il semplice raccontarsi..Occorre capirsi, prestare
    e ricevere attenzione, ascoltare e saper ascoltare. E non solo. Trovarsi
    è anche avere interesse, stimoli, curiosità, dedizione, costanza, continuità,
    coerenza, pazienza e presenza reciproca. Sì, perchè trovarsi è avere
    reciprocità. Intesa, sintonia, complicità. E' guardare avanti con occhi diversi
    nella stessa direzione e con lo stesso sguardo in direzioni diverse dove
    l'orizzonte non è mai parallelo e le curve annullano l'equidistanza.
    Trovarsi è camminare a fianco, vicini..abbracciati, mano nella mano.
    Tenersi. Reggersi. Sostenersi. Stringersi. Ma trovarsi è, prima d'ogni cosa,
    alchimia....quell'innata quanto naturale attrazione che non puoi spiegare
    ma soltanto vivere. Che ti fa sorridere e ridere. Piangere di gioia.
    Che regala momenti di felicità. Che ti fa battere il cuore..
    Che dà diverse sensazioni e nuove emozioni. Perchè trovarsi è magia.

    Donna, tu che fai parte di me,
    Tu che col tuo sorriso mi regali sorrisi,
    Coi tuoi occhi accendi la luce al mio sguardo....
    Le tue carezze asciugano le mie lacrime.
    Tu che sai volare lontano coi pensieri
    E mi trascini con la fantasia nei posti più belli..
    Le tue mani mi guidano e le braccia mi sostengono.
    Tu che col tuo corpo fai scudo alle mie sciagure.
    In te, donna, trovo conforto e ristoro.
    I tuoi baci mi dissetano, gli abbracci m'avvolgono
    Come potrei non amarti?
    Donna....che meriti rispetto, calore....
    A te le mie attenzioni, la mia presenza;
    Pensieri, parole, gesti e fatti....
    Voglio stringerti e ti stringo.
    Il tuo capo di lato poggiato sul mio petto,
    Accarezzo la tua chioma con le dita
    che lente scivolano verso il basso.
    E sei rilassata, protetta, al sicuro.
    Sorridi, piangi.. consolati ed addormentati così.
    E poi mi seduci col tuo profumo.
    Lo sento addosso inebriando la mia pelle.
    Non ti lascio andar via..
    Donna, tu che sei parte di me..
    Tu che sei mia.

    Un corpo dai tanti lineamenti,               
    Sinuose o magre forme.
    In ogni angolo e curva
    Un particolare che s'esalta
    Imponendosi fiera.
    Si lascia guardare, vedere,
    Osservare ed ammirare.
    Nei dettagli c'è l'insieme,
    Nell'insieme l'unicità;
    La profondità e la potenza
    Del suo essere e presentarsi.
    S'esprime con orgoglio e personalità.
    A volte timida, a volte sfacciata.
    Ma è sempre lei.
    Orgogliosa della sua indole.
    Rigorosa e rigogliosa bellezza.
    Domina con fascino, attrae.
    Non passa mai inosservata
    E mai è inespressa.
    Un dono per chi sa apprezzarla.
    Bambina, signora. O entrambe.
    Non puoi non amarla.
    Donna.
     
    Dipingimi il tuo sorriso sulle mie labbra con le delicate dita bagnate di rugiada,
    sentirò la freschezza del tuo sapore e con un bacio renderò eterna la tua felicità.

    Profumo di donna

    Sembrava sapessi tutto di lei eppure non la conoscevo
    o c'eravamo già incontrati in un'altra dimensione,
    quella dove si ha un contatto senza guardarsi negli occhi
    nè toccarsi le mani. E la percezione di lei era tangibile.
    Il suo modo di essere ed il suo carisma.
    Fragile e decisa allo stesso tempo.
    Pacata e desiderosa di mettersi in mostra
    per farsi conoscere e per conoscere
    scoprendo ciò che da tempo aspettava
    e che la voce del suo animo le urlava.
    Ma le sensazioni erano ben altre e più intense.
    Emanava fascino e seduzione. Elegante femminilità.
    Non voleva celarsi dietro l'immagine del pudore
    ma neanche manifestare la sua passionalità....
    forse era cosciente di essere ben notata.
    Forse era sicura che la notassi.

    Ho conosciuto troppa cattiveria e falsità. Ho visto eccessi di cinismo ed incoerenza. Ma non ho mai avuto paura. Ho espresso le mie sensazioni senza chiedere nulla. Non ho ferite nel corpo e nella mente ma segni di sana esperienza. Ringrazio chi mi ha regalato proprio quella cattiveria perchè mi ha reso più forte ed ho capito di avere un cuore, una sensibilità, un animo. Che denudo con orgoglio esprimendo ancora le mie emozioni. Io e le mie vere e sincere emozioni. Per sempre.

    Amo il silenzio. Con esso vago nei tanti pensieri che, ordinati, affollano la mia mente.
    Amo il silenzio perchè mi dà concentrazione ed attenzione. Il silenzio di quando l'estate
    è rovente nelle ore centrali del giorno, stando a casa o disteso su un lembo di spiaggia
    sotto il sole. Il silenzio dei giorni festivi dove la gente esce e la città è vuota. Quello della
    campagna dove gli alberi colorano il terreno di schiazze d'ombra ed un delicato vento
    bacia la mia pelle. Il silenzio della mia stanza dove scrivo, leggo o m'affaccio dal balcone
    ammirando lunghe e larghe distese di paesaggi dipinti. Amo il silenzio della notte dove
    tutto si ferma..quando la luna e le stelle con la loro chiara luce fanno brillare pareti.
    E m'affaccio volgendo il viso al cielo ammirando incantato. Nel silenzio. E mi rilasso nella
    quiete di un luogo aperto che tace perchè nell'immenso spazio la mia voce è sovrana.
      
     
     
    La vita è una continua e costante ricerca d'equilibri,
    un punto d'incontro tra l'accontentarsi ed il migliorarsi

    Vivevo d'attesa perchè volevo gustarmi il presente e godermi il futuro. Vivevo con l'attesa di un evento perchè l'attesa aumenta la curiosità, stimola la fantasia ed arricchisce il desiderio di nuovi contorni. Ed è con essa che il cervello aumenta i giri....e fantastichi.... immagini e pensi a tante situazioni in cui ti vuoi trovare. Ma vivere d'attesa falsifica e distorce la realtà perchè si rischia  di costruire un castello d'aria retto da pensieri artefatti. L'attesa non può e non deve avere interesse nè prerogative; muta e cieca va distratta dalla concretezza dei momenti perchè  non può dare forme all'astrattezza di ciò che non sai nè puoi sapere. L'attesa dev'essere freddezza, distacco, distanza e razionalità. E quando l'attesa termina, inizia la verità. Ciò che non si cambia. Senti e percepisci qualcosa di vero ed immediato. E se d'attesa  non hai vissuto, l'effettiva sostanza prende il posto dell'eterna disillusione.

    Spesso la gente ha paura della solitudine più del restare soli. Essere soli è una condizione volontaria o indotta; la solitudine è uno status interiore di disagio o sofferenza. Ma non si deve aver paura della solitudine. Essa è solo un momento passeggero della vita, inesistente se la s'immagina come un pensiero soggettivo. Ed è importante viverla ed anche sentirsi soli. Perchè la solitudine fa riflettere, elaborare concetti e decisioni. Permette di capire sbagli e dirige le azioni. La solitudine ci sensibilizza. Ci fa crescere. Solo imparando ad accettarla, vivremo meglio con noi stessi e con gli altri.

    Com'erano belli gli anni '80. Tutto aveva un sapore particolare. La musica poco sofisticata entrava con la sua morbida e semplice melodia nella mente in modo istantaneo. E si cantava. I pomeriggi, sia d'estate che d'inverno, sembravano più lunghi. I compiti dopo pranzo e si scappava con gli amici. La scuola era rigida ma piacevole, un punto di ritrovo per crescere assieme. Le giornate libere passate al commodore, ore intere nelle salette coi videogiochi a gettoni o le corse in bici. Com'erano belli gli anni '80 sulla spiaggia dove ci si ritrovava ogni anno con gli "amici del mare" e si sceglieva la canzone preferita inserendo a turno cento lire nel jukebox del lido. Persino l'acqua del mare era un divertimento, anche se sporca ed inquinata. Ed i cartoni animati erano diversi: semplici, forse un po' stupidi, ma ci piacevano. E ad essi eravamo affezionati. Ed i telefilm?.... Un appuntamento fisso con la tv. Persino l'autunno degli anni '80 aveva un colore diverso. Ci si affacciava al vetro della finestra e ci si accorgeva delle foglie che cadevano dagli alberi. Il Natale di quegli anni, freddo, era più caldo. Si scartava l'atteso regalo con curiosità e si sentiva la voglia di stare riuniti in famiglia. Anche le persone degli anni '80 erano diverse. Si sorrideva di più e si comunicava molto, in modo facile e diretto. Perchè in quegli anni, forse davvero tutto era più bello!

    Il confine tra la vita e la morte è così sottile che difficilmente si riesce a vederlo ed a capirlo. E nessuno gli pone la giusta attenzione perchè nessuno ci pensa.  Ma tutti possono immaginarlo riflettendo sulla fatalità degli eventi della vita  quotidiana. Sui suoi attimi..E la si considera per come, forse, non lo si aveva mai fatto. Ancora peggio è il dolore e la sofferenza fisica e morale. Quella che non ti fa svolgere neanche le piccole attività, che ti paralizza e rende impotente.. Solo quando si sta oltrepassando il limite di questo limbo o ci si rende conto dei patimenti, si capisce il valore della vita. Il vero ed unico valore della vita. E ad essa si sorride, con brividi per la paura di essere stato sull'orlo del fatal burrone..coi brividi del solo pensiero. Ma a che serve tanta cattiveria e tanto astio tra le persone? Spesso si vive di gelosia, cercando di dimostrare agli altri di essere migliori, superiori..orgogliosi di essere e sapere fare. In continua competizione per apparire più belli e più ricchi. Fomentiamo rabbia e coltiviamo vendette. Qual è il senso di tanto cinismo? Quali benefici porta la durezza  e la malvagità? La voglia di guardare gli altri, giudicare e criticare..ci soffermiamo troppo sulle apparenze e sprechiamo troppo tempo ad impoverire la vita altrui quando invece dovremmo usarlo per migliorare la nostra. Sorridendo alle giornate, apprezzando l'aria calda o fredda che respiriamo  e ringraziando il Cielo per ciò che abbiamo.....

    I rapporti umani sono complicati, qualunque essi siano..poco importa se si tratta di unioni matrimoniali, di fidanzamenti, convivenze o semplici amicizie. Non basta la volontà di creali, di legarsi, di impegnarsi e di mantenerli. Neanche è sufficiente il sentimento alla base di essi. Eppure credo fortemente nei sentimenti e nei rapporti stessi. Credo nell'amore, credo nell'affetto, credo nell'amicizia, credo nei valori e nella buona fede delle persone. Tanto, forse troppo. Guai se non fosse così. Ma ad un certo punto qualcosa cambia. Nulla a che vedere con la solita monotonia, con l'usura del tempo o coi sentimenti. A mutare è l'aspetto caratteriale delle persone; cambia poi il modo di approcciarsi agli eventi, le abitudini, lo stile di vita.. cambia la società ed il contesto circostante, cambiano tante cose. Ma prima di tutto cambia un qualcosa a livello cerebrale di inspiegabile. Può essere la trasmissione e la ricezione di stimoli ma "qualcosa" cambia. Forse è semplicimente scritto nel DNA umano. E ci si adegua a questo cambiamento come se il cervello operasse una silenziosa trasformazione cromosomica che ci mette in una condizione di debolezza e fragilità per poi, di seguito, rafforzarci attraverso il recepimento di altre energie. Inutile avere rimpianti, rimorsi o sensi di colpa. Non esistono responsabilità nella genetica ad impatto cerebrale. Accettando in modo sereno lo sviluppo degli eventi riusciamo a viverci il presente ed il futuro con una maggiore speranza di star bene; in fondo meritiamo di star bene in una vita già di per sè difficile perchè tutto è eterno....finchè dura

    Fondamentalmente tutti si lamentano della persona che hanno accanto, vuoi per un motivo, vuoi per un altro. Almeno chi non ha paura di essere giudicato per la manifestazione di questo disagio ed è sincero nell'esprimere ciò che del rapporto non va. Come se fosse una vergogna o una colpa. Forse perchè è la gente che dà colpe e si meraviglia. Magari questa gente fa parte delle eccezioni, rare, a cui nella vita tutto gli è andato bene o è felicemente incosciente o inconsciamente felice. Il dato di fatto è che un legame può spezzarsi. Ma la decisione di porre fine al rapporto non è semplice ed è dettata da innumerevoli motivazioni, legate o meno ai sentimenti. L'indissolubilità si sbriciola innanzi alla realtà degli eventi. E s'accavallano pensieri, riflessioni, stati d'animo. Intrecciandosi in un ingorgo dove s'annullano razionalità e sentimenti, cervello e cuore. Ma conviene porre fine a quella situazione andando alla ricerca di un altro stare bene condiviso? Per capire se davvero esista il compagno (o la compagna) ideale devono coesistere due condizioni: l'eternità unama e l'indeterminatezza del tempo. Bisognerebbe aver libero arbitrio di poter "cambiare persona" ogni qualvolta ci si accorge di aver incontrato qualcuno migliore. Ed è facile trovarlo perchè chiunque ha sempre un qualcosa di buono e di diverso rispetto a chi si ha accanto. Sarà questione di stimoli, di interessi, di attrazioni o di fantasia. Ma poi, com'è quella persona proiettata al futuro? Perchè all'inizio è tutto bello, va sempre tutto bene al punto che non si hanno occhi per vedere i difetti.

    Spesso si costruisce un'immagine positiva perchè così si vuole. Senza fare i conti con il tempo.. e quando essa trascorre, perchè è inevitabile sia così, si prende consapevolezza proprio di quei difetti prima ignorati o nascosti. E lampanti emergono. Quindi ci sente attrattti da altro e si va alla ricerca di nuovi stimoli. E finisce anche questo.....sarà questione di mesi, anni ma si riparte sempre da capo. In una vita così breve con quante persone si può stare e fino a quando? C'è un limite raggiunto il quale ci si deve accontentare o rinunciare a cercare? Facendo una proiezione sulla natura eterna dell'essere umano ci si rende conto che questo continuo cercare non avrà mai fine e qualora si giungesse ad un punto estremo oltre il quale non si può procedere, ci si trova innanzi alla scelta della persona con cui si è stati meglio ma con cui il rapporto era comunque finito per la mancanza di qualcosa che non ha senso definire. Forse è proprio vero che stare assieme e bene con qualcuno è più unico che raro. perchè, forse, esistono davvero le eccezioni. E finchè si potrà scegliere, si avrà l'opportunità di migliorare ma fino a quando si può scegliere senza aver rimpianto di aver lasciato proprio la persona migliore? A volte è troppo tardi per tornare indietro, altre volte è impossibile tornare indietro....

    Certe donne non si riescono proprio a capire. Troppo incomprensibili o così semplici e banali tali da non essere necessario leggere o parlare a lungo. Soprattutto quelle che dichiarano e giustificano, già prima di ogni presentazione (mancando di cortesia, tatto ed intelligenza), la loro presenza nelle community con l'unica e sola volontà delle famose "quattro chiacchiere" dando per scontato che l'uomo (per esse il maschio) cerchi solo avventure a scopo sessuale, come fosse un animale da accoppiamento o un perverso maniaco da thriller noir. Ed hanno quest'assurda quanto sgradevole convinzione basata unicamente su inesistenti e/o sterili pregiudizi privi di ogni fondamento. Senza conoscenza....etichettando la persona di fronte "uno della massa", che potrebbe solo essere, eventualmente, com'è qualcuno e non come invece si è realmente. Le stesse donne (più corretto ma, forse, offensivo definirle femmine - per ricambiare il complimento al maschile - ) che esaltano ed ostentano, e tengono a farlo, una eccessiva moralità accompagnata da un altrettanto forte senso del pudore tale da respingere ogni contatto col sesso maschile. Viene da consigliare loro di preoccuparsi di soddisfare i rispettivi uomini (sì, perchè adesso i maschi diventano uomini in base all'aggettivo possessivo) appagandoli dei desideri che la normalità umana fa emergere, ma prima ancora di onorarli e rispettarli da un punto di vista caratteriale, personale e umano. Perchè se davvero l'uomo cerca qualcosa vuol dire che gli manca qualcosa. Se l'uomo si propone e si espone senza vergogna o pudore, senza  falsità nè ipocrisia (magari sbagliando nei modi, nelle formule, nel contesto e nelle parole) ha delle carenze ad esso non sempre imputabili. E di certo questo stato di insoddisfazione e frustrazione non fa onore ma vergogna alle loro donne che sono ben lontane, nell'intento e nei fatti, dall'affermazione circa le "quattro chiacchiere".

    Ovunque e sempre sesso

    Il mondo delle community è proprio strano ma ancora più strano è il cervello femminile, riferendomi a tutte - e solo - quelle donne che hanno un approccio "chiuso e restrittivo" nei confronti degli uomini (o dei maschi), in particolar modo di quelli che frequentano proprio le community. Perchè è facile dare per scontato una certa indole, un comportamento, una richiesta..perchè è altrettanto facile avere pregiudizi, preconcetti e preclusioni. Soprattutto quando non si ha conoscenza. Sempre più facile è giudicare, etichettare e classificare. E, di conseguenza, ignorare. Peggio offendere. Non capisco perchè tutti gli uomini debbano, qui, cercare sesso. Non mi spiego come il sesso, o l'erotismio, sia un'esclusiva prerogativa del mondo maschile. Possibile che tutte le donne siano asessuali? Possibile che a tutte le donne faccia davvero così schifo l'erotismo? Ed anche l'autoerotismo, sembra, un atto talmente innaturale, perverso e maniaco da essere bandito anche al pensiero di esso. Se così fosse ogni uomo avrebbe dieci calli; ed ogni donna avrebbe l'imene di acciaio e la fuliggine intracosce. Che diversità. Che falsità. Ma poi, tutte le donne delle community sono single? Non hanno mariti, fidanzati, compagni, fratelli, genitori?? Prima di avere pregiudizi e giudicare in casa d'altri (di sconosciuti), bisognerebbe guardare in casa propria, tra le mura domestiche.  Chi si conosce, se poi davvero si è sicuri di conoscere!! Perchè, secondo coerenza, se tutti gli uomini cercano sesso e fanno schifo.......

    Imparando vivendo
    Ci vorrebbero due vite:
    una per capire come si vive
    e l'altra per saper vivere



    Saggio è colui il quale
    si gode il presente
    vivendo al passato
    e pensando al futuro

    La gente pensa a parlare
    invece di preoccuparsi d'ascoltare

    La comunicazione non è fatta
    solo di parole ma anche di silenzi
    e di attese. Si può comunicare
    guardandosi negli occhi
    o stringendosi le mani.
    Sorridendo, abbracciandosi.

    Dovremmo decidere solo per
    scelte pensate, invece si agisce
    per istinto o per sensazioni.
    La razionalità dei sentimenti
    e l'impulso della ragione
    falsificano la realtà

    A volte occorre poco per
    sentire stimolo e desiderio
    ed ancora meno per perderlo
    tanto più quando si ha interesse



    Quanto più forte è
    il desiderio di una persona,
    tanto minore è il suo gesto
    di cinismo per allontanarsi.
    E veloce nasce l'indifferenza



    Chi pensa troppo non ha forza
     e capacità per amare abbastanza

    L'incoerenza è il sintomo
    più grave dell'insicurezza

    Le discussioni stimolano il dialogo,
    le incomprensioni lo stroncano

    Ogni risveglio è una nuova emozione,
    in ogni risveglio c'è una vita,
    in ogni battito d'occhi una luce.



    Il calore delle mani
    vale più di infiniti "ti amo".
    Le parole volano col vento,
    il ricordo di un t
    occo è eterno


    Colui che fugge da chi dimostra
    interesse non lo merita
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