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    Film preferito

    studio 54

    IL LAVORO-K.GIBRAN

    E cos'è lavorare con amore?
    "È tessere un abito con i fili del cuore,
    come se dovesse indossarlo il vostro amato.
    È costruire una casa con dedizione
    come se dovesse abitarla il vostro amato.
    È spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia,
    come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
    È diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
    E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi".

    "Il lavoro è amore rivelato.
    E se non riuscite a lavorare con amore,
    ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
    seduti alla porta del tempio,
    accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
    Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
    voi cuocete un pane amaro,
    che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
    E se spremete l'uva controvoglia,
    la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
    E anche se cantate come angeli,
    ma non amate il canto,
    renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte".

    Kahlil GiBRAN

    IL SUCCESSO!

    Si vuole sempre restare in cima, ma il segreto è sapere che quando ti trovi in cima è difficile in questo mestiere restarci, perché la tua carriera fluttua tutto il tempo, su e giù, come un paio di pantaloni.

    Ho fortuna perchè ho imparato dalla sfortuna!

    Il successo rende necessario un grado di spietatezza. Davanti al dilemma di scegliere tra amicizia o successo, nella maggior parte dei casi si sceglie il successo.Io non sono  così!!!!Riesco ancora ad essere chiaro e onesto!

    Devo la mia fama solo a me stesso.Devo il mio successo alle PERSONE che hanno e credono in me!Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che vedi quando togli gli occhi dalla meta.

    mai fare agli altri ciò che che potrebbe essere fatto a te stesso!

    Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.

    RIPENSO AL TUO SORRISO

    Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
    scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
    esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
    e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
    Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
    se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
    o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
    e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
    Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
    sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
    e che il tuo aspetto si insinua nella mia memoria grigia
    schietto come la cima di una giovinetta palma...


    ***

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale


    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.


    Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera: come una bella donna su guanciali profondi, che carezzi con mano disattenta e leggera prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi, lei su un serico dorso di molli aeree nevi moribonda s'estenua in perduti languori, con gli occhi seguitando la apparizioni lievi che sbocciano nel cielo come candidi fiori. Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta nottambulo raccatta con mistico fervore nel cavo della mano quella pallida lacrima iridescente come scheggia d'opale. e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

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