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Mi descrivo

No, zyggie non è Stardust di Bowie, nemmeno Marley, anche se mi piacciono tantissimo entrambi, è in onore al mio sociologo preferito, Zygmunt Bauman http://digilander.libero.it/zyggie/bauman.swf

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Inglese, Francese, Tedesco

I miei pregi

Tanti

I miei difetti

Altrettanti

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. educazione
  2. nessuna
  3. gentilezza

Tre cose che odio

  1. l'inverno e il freddo
  2. le zanzare
  3. la volgarità

I miei interessi

Passioni

  • Lettura
  • Cinema

Musica

  • Rock

Cucina

  • Piatti italiani

Libri

  • Saggi
  • Psicologia

Sport

  • Nuoto
  • Arti marziali

Film

  • Documentario

Libro preferito

Aleph Borges

Meta dei sogni

Sud America

Film preferito

Matrix

Considera da quanto tempo esiste l’Universo, secondo la teoria più accreditata, ossia quella del Big Bang si parla di 13,7 miliardi di anni. Considera quanto tempo ci ha messo a formarsi la terra. 4,5 miliardi di anni fa Si formò la Terra, le prime forme di vita su questa compaiono 4-3,5 miliardi di anni fa, sempre tenendo conto delle ipotesi più accreditate. Affinché si formasse la vita su questo pianeta son dovute esserci delle condizioni precise, solo quelle, esattamente quelle, solo una variabile leggermente diversa e la vita non sarebbe stata possibile. Tanto che qualcuno si è spinto fino a ipotizzare che tutto ciò si sia reso necessario per un fine, ossia quello di produrre un’autocoscienza, una coscienza in gradi di conoscere l’universo, ovvero l’uomo. Considera quanti miliardi di anni di evoluzione ci son voluti affinché le prime e più semplici forme di vita diventassero via via più complesse. Considera da quanto tempo l’uomo esiste su questo pianeta. Fa la sua comparsa soltanto 2,5 - 2,6 milioni di anni fa circa, mentre per il cosiddetto “uomo moderno” si parla di circa 200 000 anni fa circa. Considera per quanto tempo tu non sei esistito e, pare un miracolo, e forse lo è, ora ci sei. Per una quantità di tempo infinitesimale se confrontata ai tempi dell’universo, della vita, della vita umana, ora ci sei. Siamo qui senza che ci sia dato di sapere per quanto. Poi scompariremo di nuovo nel nulla. Ma quel che conta è che ora siamo qui, e utilizziamo questo brevissimo spazio di tempo per dirci cazzate in chat. Non è meraviglioso tutto ciò?

Posso resistere a tutto

Tranne che alle tentazioni

 

La ricchezza di pochi avvantaggia tutti?

 

La ricchezza di pochi avvantaggia tutti?
Zygmunt Bauman ci spiega perché è falso

In quasi tutto il mondo la disuguaglianza sta aumentando, e ciò significa che i ricchi, e soprattutto i molto ricchi, diventano più ricchi, mentre i poveri, e soprattutto i molto poveri, diventano più poveri. Questa è la conseguenza ultima dell’aver sostituito la competizione e la rivalità alla cooperazione amichevole, alla condivisione, alla fiducia, al rispetto. Ma non c’è vantaggio nell’avidità. Nessun vantaggio per nessuno. Eppure abbiamo creduto che l’arricchimento di pochi fosse la via maestra per il benessere di tutti.

In "La ricchezza di pochi avvantaggia tutti" Falso!, ultimo uscito della collana Idola, Zygmunt Bauman demolisce false certezze difficili da sradicare.

estratto II

 Per seguire ancora il ragionamento di Coetzee: «l’uomo medio» continuerà a credere che il mondo sia governato dalla necessità e non da un astratto codice morale. Continuerà a credere ciò che quell’«uomo medio», ammettiamolo, ha più di una ragione per credere: che ciò che deve essere, deve essere – e basta... Questo è il mondo in cui ci tocca vivere la nostra vita: è la conclusione che tendiamo (giustamente) a trarre. A quel tipo di mondo, ne deduciamo (erroneamente), non c’è – non può esserci – alternativa.Quali sono dunque gli apparenti must che noi, «gente media» (o semplicemente «gente comune»), supponiamo siano «nell’ordine» o «nella natura» delle cose, e che non possono essere disattesi? In altre parole, quali sono le premesse tacitamente accettate, invisibilmente presenti in ogni opinione sullo «stato del mondo» a cui ci teniamo comunemente stretti e che danno forma alla nostra comprensione (o meglio, al nostro travisamento) di quel mondo, ma che raramente, o mai, cerchiamo di esaminare seriamente, di penetrare e verificare sui dati di realtà?

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