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Another_me_88

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Another_me_88 05 ottobre

 

 

"GUARDO LE FINESTRE ILLUMINATE CHE NASCONDONO UN'IMMENSITA' DI STORIE...ALCUNI PIENI DI PACE E ALTRI PIENI DI GUERRA...SEGUO LA MIA STRADA SU QUESTA STRADA..."

 

Mi sono imbattuta per caso in questa canzone di Marco Mengoni per via del suo titolo "invincibile", credevo all'inizio fosse un'altra sua canzone, della quale avevo letto solo una piccola parte di testo, così mi sono messa ad ascoltarla, ed oltre la bellissima melodia, ci sono state delle strofe che mi hanno colpito, tra le principali proprio questa frase che ho scritto sopra il mio post...a volte le canzoni hanno il potere di prendere degli strati di pensieri e pelle dei nostri universi, probabilmente per me ha avuto un effetto più forte per via del ricordo di un momento che ho condiviso con un universo simile al mio, ed ecco che qualcosa mi ha fatto smuovere nuovamente il bisogno e il piacere di scrivere, amo sentire come le mie emozioni possano guidarmi durante il mio lasciar andare solo alcuni dei miei tanti pensieri che racchiudono una marea di cose. 

 

Non c'è una ragione per quello che succede spesso in diverse situazioni o momenti, oppure è esattamente il contrario, tutto prende un senso quando determinati pezzi del proprio puzzle cominciano a incastrarsi bene, ovviamente non è una questione di tempistica o di pezzi trovati quá e lá per poi metterli così a casaccio nel posto giusto, ogni piccola parte è come un nuovo passo, potrei metterci anche un tempo enorme nel trovare il pezzo giusto dopo averne messo uno, a volte anche due insieme, perché il mio riscoprirmi è un lento cammino, ma fatto comunque ora di molte più consapevolezze. Questo non mi fa credere di aver davanti una direzione precisa, come ho sempre detto niente lo considero scontato, nemmeno quelle volte in cui mi sono chiesta se il destino fosse già scritto a prescindere dalle proprie scelte, e ad esser sincera sul piatto della bilancia metto le due possibilità alla pari, la cosa che però rafforza il mio pensiero é ciò che si scatena in un parte di me, questo riesce spesso a farmi credere che quel foglio (il destino) sia bianco e la scrittura abbia davvero la calligrafia delle mie scelte. 

 

Non mi sono mai sentita così vera nel guardare dentro il mio mondo, nemmeno quando credevo di aver messo dei punti fermi su tanti dubbi e lasciato molte domande e pensieri inascoltati dentro un cassetto, per poi finire a riaprirlo e richiuderlo più e più volte in diversi periodi della mia vita, ad oggi posso dire che il mio è un cammino con un grande punto interrogativo sullo sfondo del mio presente, le difficoltà e tutto quello che posso aspettarmi cercheró di affrontarlo con cuore e un'armatura più solida, la quale tolgo però nei momenti in cui sono con me stessa, e questo per me vuol dire già molto, aver sconfitto molte di quelle paure che ingabbiavano la mia natura ed anima.

 

E così provo a costruire piccoli pezzi di strada dove i miei piedi, passi, ma soprattutto il mio cuore, si posino con la certezza di essere sul loro vero percorso, aldilà dei paesaggi confusi o delle zone deserte che scorro, seguo la mia direzione, quella che adesso è solo una piccola forma di tante incognite...una certezza però sento fortemente dentro di me, che qualsiasi cosa accada, anche a costo di ritrovarmi molte volte con gli occhi bagnati e stretta nel mio stesso abbraccio nei momenti più duri, lotterò per quello che sento e sono. 

 

 

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Another_me_88 02 ottobre

 

 

A volte è difficile esprimere un pensiero o un'emozione senza rischiare di essere scontata, ripetitiva, come quei momenti in cui le parole non servono, sarebbero soltanto delle inutili aggiunte a un qualcosa che si potrebbe giá percepire fortemente attraverso dei silenzi...non serve cercare sempre il modo o la parola giusta per esprimere qualcosa che si sente dentro in alcuni frangenti...certo, si può pensare di perdere alcuni attimi preziosi senza dire tutto quello che si vorrebbe pur provando tante cose, c'è il bisogno di spogliare una parte di sé e al tempo stesso di tenere più strette le labbra del cuore, ma c'è l'emozione che spinge fuori quello che tante volte rimarrebbe congelato dentro gli angoli più freddi e chiusi del proprio dentro...il lato di me quotidiano è come messo molto più alla prova dalla parte profonda e molto meno visibile di me, quella parte che in realtà ha sempre poi sorretto tutto il mio mondo ma che vigliaccamente e stupidamente ho finto di non sentirla, ed è così che mi sono ritrovata a vivere a metà, non mi ero resa conto che fossi spezzata, che ero una debole custodia di quello che sentivo di essere in realtà, il corpo veste ma il dentro è la vera anima nuda, ed io mi sono vestita, anzi travestita tante volte dell'apparenza e mai del contenuto, continuando a fingere di non sentire quei sentimenti che cercavano di sfondare la mia totale mancanza di coraggio di essere me stessa, ma prima di tutto di guardarmi attraverso il mio reale riflesso...così stupida nel mio cercare di poter comandare il cuore fino a pensare di restare illesa nelle mie false convinzioni e in quelle illusorie consapevolezze che mettevo davanti a tutto il resto, non mi ero accorta che ero diventata la mia peggior nemica, quella che si metteva di traverso ai miei stessi passi, la paura di poter cambiare una rotta facile per prendere una direzione molto, ed inevitabilmente, più difficile da percorrere, una strada che non avrebbe mai avuto degli orizzonti facilmente visibili, solo qualche scorcio lontano e confuso, ma ad oggi tutto questo è solo uno dei diversi punti complessi, quella strada la sto percorrendo, lentamente, ma questa è la mia vera andatura, non segue qualcosa di già deciso per la paura di affrontare il dopo...è strano, mi sento una donna diversa, seppur abbia costantemente queste due parti di me in continua lotta e rottura, ma sono davvero io, forse è questo che mi dà il coraggio di andare oltre quello che solo fino a poco meno di un anno fa non avrei minimamente immaginato né tantomeno voluto affrontare...le cose cambiano, io sono cambiata nel guardare più a fondo il volto dei miei veri sentimenti, di quelle domande che avevano già delle risposte che non ero in grado di vedere, con questo non voglio dire che ora è più facile, anzi, c'é la consapevolezza di dover affrontare determinate cose nel tempo, ovviamente non so quello che accadrà in avanti, non mi aspetto nulla e al tempo stesso il tutto, non cambia il mio modo di approcciarmi alla vita in sé, per ora, ma il mio modo di sentirla sì...e conseguentemente di sentirmi. 

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Another_me_88 01 ottobre

 

 

"DEVI MOSTRARTI INVINCIBILE, COLLEZIONARE TROFEI...MA QUANDO PIANGI IN SILENZIO, SCOPRI DAVVERO CHI SEI."

 

La vera forza molte volte è più in quei sentimenti taciuti, anzi più che una forza è un sentire più profondo del proprio essere, considero sempre che ognuno abbia un mondo dentro di sé costantemente da riscoprire, ma ci sono mondi in cui vivono quotidianamente dei conflitti, confronti con le proprie fragilità in ombra, con quelle emozioni che restano sempre dentro le acque del loro stesso mare in forte movimento, che poi sono il click di tutto il resto, smuovono un intero universo che quasi spesso vive sotto strati di pelle su cui è cucita anche un'armatura spesso camuffata sotto vestiti diversi, o forse è più giusto definirli veli, perché niente fondamentalmente è impossibile da vedere, anche quei muri più solidi possono avere dei punti più fragili ad alcuni colpi, tanto che alcune parti sono piene di crepe.

 

Spesso è molto più facile soffermarsi sulla solita apparenza che mettere magari un paio di occhiali validi per poter vedere più a fondo ciò che ad occhio nudo nemmeno si intravede...ma la verità è che invece ci sono certi occhi che non hanno bisogno né di occhiali o binocoli speciali per guardare oltre, credo che in questo il cuore abbia modo di rendere la vista molto più forte, anche quando ci sono dei punti in cui le luci sono più abbaglianti, l'immagine più opaca e certi mondi più complessi da vedere...la differenza non è in quegli occhiali trasparenti ma nella limpidezza degli occhi di chi guarda.

 

Inutile mettere certi muri tra la propria realtà e il mondo fuori, quando qualcosa porta a smuovere quello che si ha dentro non c'è porta chiusa che non venga sfondata, e qui entrano sempre in gioco le emozioni, il percepire determinate cose anche dietro un'indifferenza apparente, il sentire anche attraverso la paura di osare, il sentire dove la ragione non riesce a mettere bocca, niente sarebbe più forte del cuore se avesse modo di spalancare le porte che la testa seppur tiene solamente socchiuse, non lascia facilmente aprire. Ed è la solita guerra che poi porta entrambi a fare a pugni tra loro, ed io certe volte mi sento più quella spettatrice che osserva tutto con mille sentimenti diversi dentro ma senza esser ancora pronta ad intervenire. 

 

Mi sento piccola di fronte a quello che non riesco a gestire, alle paure che cercano di alzare di più l'asticella al cuore che finisce per fare salti più alti e complessi, alla ragione che spesso è un limite assurdo, contraddittorio, ed in questo seppur molte volte ha vinto ma con scarsi risultati, sento di essere sempre più parte del movimento del cuore, che sarà la scelta che porterà a soffrire e a rischiare di più la propria incolumità, ma non ha prezzo essere se stessa e lasciare man mano liberi i sentimenti di esprimersi aldilà di tutto il contorno, le correnti contrarie più forti e violente...in questo per me é solo un timidissimo e iniziale cammino, di strada ne avrò molta da fare e so bene che sará parecchio in salita per tanti motivi...e per ora posso solo vedere piccoli tratti di strada presente. 

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Another_me_88 30 settembre

 

 

Per un attimo ho posato la mia solita penna astratta per disegnare lo sguardo concreto di un mondo fatto di tante bellissime sfumature.

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Another_me_88 26 settembre

 

 

La linea fragile tra il dire, lasciar andare certe cose e il razionale senso di controllo nel tenerle sempre un passo indietro ai silenzi, anche questo può diventare un conflitto...ed anche forte...molte volte il cuore ha il coraggio di esporsi, di mostrarsi nella sua natura spontanea e ribelle, slegato da qualsiasi barriera, tempo o misura di emozioni, la testa ha i suoi perché, ragioni che costruiscono a piene mani mura alte per quanto molto sottili...mi chiedo quanto sia sensato ascoltare la ragione mentre il cuore si lascia più in disparte dentro stanze insonorizzate, me lo chiedo con una fastidiosa lucidità e la chiara sensazione di avere in parte già torto per quello che provo in una parte di me, la solita storia che si ripete in modi diversi, nonostante senta una grossa spinta ad osare, ed è qui che il mare dentro di me entra nel vortice di correnti più forti e risucchia emozioni, trascinandosi a fatica un proprio pezzo di cuore che a riva stava appena riuscendo a bagnarsi i piedi.

 

Non concedo molto tempo a quelle sensazioni che si insinuano con torce accese dentro quei vicoli stretti del mio mondo, un pó perché conosco la loro abilità di entrare e mettere sottosopra tutto, e un pó perché alla fine so di essere meno coraggiosa del cuore ed inevitabilmente meno in grado di guidare quelle emozioni più vere tanto quanto intense, la bellezza del sentire e la paura di osare, ed ecco che nasce un acceso braccio di ferro tra me e l'altra me. Chi vince, chi perde, al momento direi (ma solo debolmente) la razionalità appostata agli angoli del cuore, perché se la testa si separa velocemente da un'emozione più sentita, il cuore batte più forte i pugni contro il muro dei no e i perché, lo stomaco sussulta per certi colpi inferti, ma la determinata lotta che viene fuori fa sì che una parte di me resti comunque a tappeto dopo esser stata messa all'angolo più e più volte.

 

Occhi lontani che non possono purtroppo concretizzarsi certi momenti, pur avendo la capacità di leggere pergamene complessivamente arrotolate in sé stesse, occhi che lasciano una piccola traccia del loro passaggio anche restando fuori da quella finestra che divide il mio mondo e quello fuori, occhi che posso sentire più vicini che mai nel calore di un astratto camino acceso...è questione di sguardi...ma anche questione di tempi giusti nel toccare, sfiorare, entrare senza mai invadere spazi più fragili, ed al tempo stesso avere la capacità e delicatezza di rendersi emotivamente già parte di questo mio mondo. 

 

Scrivo con la certezza di non avere un senso compiuto nel mio dire/non dire, mi limito a slegare con un nodo meno stretto alcune mie emozioni e lasciare ad alcuni pensieri la possibilità di affacciarsi e sgomitare con più forza tra il rumore e il caos della solita folla prepotente e confusa...ma sbaglio io stessa quando dico che non c'è un senso compiuto al mio scrivere di certe sensazioni, il senso c'è, non è facile peró da intravedere tra quelle righe scritte più attraverso una matita spuntata che un inchiostro più intenso, comunque il senso non cambia, il significato è lo stesso, dipende da quanto lo si colora attraverso il proprio leggere.  

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Another_me_88 22 settembre

 

 

E niente...sono qui...ogni volta che una moltitudine di pensieri accendono la mia testa, sfoglio queste pagine astratte dove da tempo ormai mi racconto...in questi ultimi giorni provo diversi stati d'animo, questo mi porterebbe a scrivere senza freni, ad aprire una parte di me che sta spingendo il mio esser donna ad uscire fuori più che mai, una donna con tante domande nella testa, con vibrazioni sempre più forti e intense nel cuore, un senso di smarrimento che nel tempo é diventato un senso di esistere, ciò che sta smuovendo la montagna di sentimenti più profondi e veri che mi abitano...la mia anima spaccata spesso a metà, quella che parla e quella che vibra...quella che razionalizza e quella che spegne la testa...quella che si veste normalmente di scudi e armatura e quella che cammina in punta di piedi, lasciando cadere ogni velo che copre la sua anima nuda...quella che usa occhiali scuri e quella che libera lo sguardo dove sente di poter sciogliere ogni emozione...quella che maschera paure attraverso il costante scudo respingente per coprire mura fatte di burro e quella che con le fragilità ci si confronta a muso duro, prendendo a volte anche dei forti schiaffi...quella che cammina sopra tratti di strada più affollati, sentendoli del tutto estranei ai suoi passi e quella che percorre a piedi nudi sentieri propri e in solitaria, ma dove ama sentire sprofondare anche i passi del cuore...ecco, due parti di me che convivono ma totalmente lontane l'una dall'altra, ed io nel mezzo inciampo nei piedi di entrambe, ma questo non m'impedisce di sentire quello che provo realmente, l'ho sempre saputo anche nelle mie conflittualità del passato, l'ho percepito in quei silenzi che indurivano la corazza e poi riempivano i miei occhi, lo so adesso che...che con la consapevolezza di poter affrontare una strada molto più complessa, sto già pensando a come rinforzare le mie scarpe, ma soprattutto il cuore...la paura enorme che disegna il contorno delle mie certezze, io che lascio in sospeso certi pensieri per poi farci a botte, un round che sembra interminabile.

 

Scrivo, a volte chiudo gli occhi e lascio che alcuni momenti (come ora) la scrittura prenda i miei respiri...e un pezzo di me si riveste di queste parole improvvise e lasciate poi a metà, certe sensazioni hanno il sapore di un'eterna emozione, spiegare senza esser banalmente riduttiva è difficile, perché ultimamente considero banali tante cose del mio modo di essere, soprattutto dentro queste mie pagine...scrivo con la certezza di non scavalcare mai la testa, un limite per me e una sconfitta per la mia anima che si riveste di colpo, la razionalità sorride soddisfatta e il cuore sbatte fortemente la porta lasciando fuori anche una parte di me stessa. 

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Another_me_88 19 settembre

 

 

Un incrocio tra emozioni e cose non dette dentro alcune frasi che seppur non scritte di mio pugno, custodiscono quei pensieri di un momento, dettati sempre peró da un qualcosa che quotidianamente vive in me. 

 

Sono un'anima complicata e non riesco a definirmi in modo diverso, una consapevolezza vivente della mia innata natura divisa in due parti, strade parallele che seguono una direzione uguale ma verso destinazioni differenti, almeno per quello che cerco di vedere in modo razionale, per quanto riguarda il senso emotivo, il sentire, l'essere, è tutta un'altra storia...sono sempre più un'another me...anche se quello che riscopro sento che mi è sempre appartenuto, sto solamente permettendogli di uscire dalle zone d'ombra, di vedere quei raggi di sole che possono riscaldare tutto il mio mondo, anche se purtroppo solo in parte, ed é una delle cose più difficili da mantenere.

 

Tengo sempre protetto ciò che di me sento più fragile, più facilmente attaccabile, detesto qualsiasi tipo di occhio superficiale e curioso, mentre bramo quegli sguardi rari che potrebbero con un'infinita delicatezza oltrepassare barriere fortemente irrobustite dal tempo e le consapevolezze. Alcuni momenti penso che le mie paure si prendano comodamente gioco di me, in quanto abbiano avuto modo di crescere insieme alla parte più viva ma sempre nascosta di emozioni e sentimenti più forti e contrastanti, di conseguenza sono radicate molto bene in me.

 

Quei raggi di sole mi ricordano nelle mie tempeste improvvise che posso dare uno sguardo anche a quell'orizzonte lontano, che seppur vedo malamente so che c'é...ciò che mi spinge a crederci penso sia il mio bisogno di accendermi quotidianamente per evitare di combattere alla cieca nei momenti bui, ma soprattutto di sentirmi e vivermi appieno, anche se soltanto in quel lasso di tempo in cui sono sola con me stessa.

 

Riesco a percepire quel fortissimo bisogno di mettere tante cose tra queste righe, ma anche quel freno costante che rallenta man mano il vortice di emozioni che spingono la mia naturale apparente freddezza a scoprire le sue nude difese per sentire sulla pelle tutto quel calore che spesso perdo, e cosí alla fine anche nel mio scrivere finisco per filtrare molto di ciò che dico e conseguentemente resta come sospeso tra le parole...anche da queste piccole cose mi accorgo come sia sempre divisa tra il mio sentire e la mia razionalità, quasi schiacciata tra questi due lati, ma sono parte di entrambi come loro di me, ed è l'unica vera consapevolezza che ho. 

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Another_me_88 18 settembre

 

 

Eh sì...e dopo un'estate frettolosa di arrivare prima del tempo, anche l'autunno sembra seguire la sua scia...le prime sere pungenti dall'aria più frizzantina, il sole che lascia sempre più presto posto a una luna sempre posata ed elegante nel suo porsi al mondo...e tra un quasi arrivo e una partenza indecisa, le due stagioni trascinando il loro grande trolley, camminano in direzioni diverse, scontrandosi per un attimo durante il tragitto.

 

Da freddolosa patisco sempre l'arrivo dei mesi invernali, ma quest'anno vivo volentieri il cambio d'abito che le stagioni si accingono a fare, sarà perché il tempo ha una sua misura ed impronta, ogni cosa si dice abbia una fine, e se si parla di stagioni, bé direi che è così, ma se parlo di certe sensazioni, di pensieri, qualunque cosa abbia un respiro diverso attraverso la vita di tutti i giorni, penso solo che la fine non ha ragione di esistere, niente che possa scalfire alcune emozioni può vivere di un momento e poi svanire, non sarei qui a scrivere, non ci sarebbe il cuore che cambia il suo ritmo costante, non avrebbe volto una nuova giornata...apparentemente tutto può sembrare uguale, il fuori è la carta che ricopre il dentro, è raro toglierla, strapparla via, soprattutto con delicatezza, ma quando si comincia a scartare un mondo, non è solo il movimento delle mani a cambiare, ma anche certi battiti.

 

Il bianco e il nero, il tutto e il niente, non si può dare un unico tono e colore alle proprie emozioni...è vero, esiste sí il bianco, il nero, ma anche il grigio, un colore che sta nel mezzo, io lo vedo così, non riesco a pensare che tutto sia una linea precisa da seguire, ciò nonostante vedo tanti passi ripercorrere le orme che le precedono...non posso dire ancora di seguire i miei sentieri, perché le mie certezze sono più fragili delle paure, ma è l'infinita lotta quotidiana della mia natura costantemente sfumata, il respiro che cambia a seconda del mio correre affannoso o la mia apparente quiete, il mare in tempesta dalle sue braccia respingenti e mai stanche, il suo trasformarsi di giorno in giorno, sarà anche per questo che lo trovo affascinante, perché ha sempre qualcosa da raccontare, ovviamente a chi ha uno sguardo sempre attento al suo cambio di movimento...sì sa che il mare quieto e blu lo apprezzano tutti, ma quanti si dileguano nei momenti della sua nera e malinconica tempesta.

 

Se dovessi mettere in un momento tra queste righe quello che sento, svuoterei solo in parte la mia anima di donna...quella che sono la vedo sempre attraverso uno specchio per metà appannato, un riflesso mangiato in parte dall'ombra della paura di sentire appieno me stessa e di capire realmente quanto il cuore prova a suggerirmi e mettendomi, a volte, davanti a quei sentimenti tanto forti quanto combattuti.

 

Certi silenzi hanno il sapore vero di parole piene di significati diversi, non avrebbero la stessa intensità degli occhi quando provano a dirle, sono sempre sensazioni soggettive, ma quando si riescono a provare allo stesso modo diventano qualcosa di unico e sublime...e dentro lasciano sempre una loro traccia.

 

E scrivere, scrivere e ancora scrivere, oggi sarei inarrestabile se continuassi ad ascoltare il rumore dei pensieri...

 

 

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Another_me_88 16 settembre

 

 

Mi rendo conto come sia complicato spiegare certe cose, nella scrittura e come ancor di più nella vita di tutti i giorni, dietro alcuni pensieri non lasciati trasparire, emozioni che stringono il cuore come un cuscino e poi lo lanciano in aria, una, due, tre volte...quelle emozioni che non hanno parole, ma occhi, percezione, espressioni diverse e uniche nello stesso momento.

 

Nella realtà fuori e in questo mondo virtuale le cose non dette hanno una voce più forte e intensa, lasciano un segno molto più evidente di tante, troppe parole dette con un inconcepibile e ripetuta normalità, le classiche cose che riempiono più le orecchie distratte e svuotano di gran lunga le tasche del cuore, sarà anche per questo che amo rifugiarmi nella musica, perché proprio come la scrittura apre un mondo attraverso un ingresso a parte, dove non esistono porte chiuse ma solo sentieri differenti, si entra con il cuore vestito e si esce con l'anima spogliata. 

 

La musica, la scrittura, ecco cosa succede quando entro in uno di questi due universi, quando voglio estraniarmi a modo mio dalla realtà, quando mi sento libera e slegata dalla razionalità, le paure quotidiane...il sentire mi guida, mi trasforma, mi rende viva, vera in ogni mia sfaccettatura, il sentire che mi porta spesso al confine tra quello che provo e quella che sono, le due parti di me che prima si scontrano e poi si uniscono, quasi si toccano, ed io sono sempre nel mezzo di questa eterna e intensa lotta che racchiude tutto.

 

Il resto della storia non è qualcosa che si decide a tavolino, non posso prendere una penna in mano e scrivere il finale che vorrei scegliere, se così fosse sarei la donna più felice del mondo, diverrei quel libro che io stessa rileggerei più e più volte, per ricordare tutta la strada fatta, quei tratti persi, quelle direzioni più buie, tutte le storte prese durante i passi sostenuti e veloci, poter sfiorare quella calligrafia in alcuni momenti più confusa e meno leggibile ma sempre e soltanto rivestita con il colore di pensieri profondi ed emozioni senza una vera fine.

 

Non sarei nulla senza le mie emozioni, ma la sofferenza di non poterle lasciare libere di andare lá dove vorrebbero davvero mettersi a nudo è uno dei mie crucci più grandi, sono come una bottiglia di vetro coperta da un enorme etichetta intorno, apparentemente sembrerebbe vuota, ma basterebbe scontrarla o farla cadere inconsapevolmente, che tutto il contenuto finirebbe per rovesciarsi come una fiume in piena...ecco cosa accadrebbe se le mie emozioni uscissero dalla stretta delle mani salde delle paure e dei perché.

 

Sono costantemente in bilico, cammino sopra il filo sottile rivestito dalla strada presente che percorro a momenti alterni, non ho certezza del mio domani, non posso disegnare nemmeno una sua vaga espressione, anche questo mi rende inquieta e perennemente alla ricerca di me stessa...sì, mi riscopro lentamente, sempre tenendo un velo sopra una parte del mio cuore, forse ancora non sono pronta o forse lo sono talmente tanto che non voglio mettere piede dentro il contorno di una realtà che non sento appartenermi, la cosidetta finestra quotidiana sul mondo, quel mondo che vorrei dipingere a modo mio, ma non sono una sognatrice né tantomeno una così brava pittrice, scrivo della mia vita per adesso sopra fogli volanti e pagine astratte...e poi niente...scruto la realtà di tutti i giorni ma con occhiali da sole spessi, un peccato per come poi di conseguenza si finiscono per perdere certe espressioni, le mie le custodisco per chi proverà anche solo ad abbassarmi gli occhiali e a leggere le cose attraverso il mio vero colore degli occhi. Cosa che potrebbe anche non accadere mai. 

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Another_me_88 12 settembre

 

 

C'é una classica frase con cui comincerei questo post... il "vorrei dire tante cose ma...", sì, molto spesso ormai tra queste mie poche o diverse righe mi verrebbe da buttare fuori tutto quello che quotidianamente terrei sempre per me, quando mi sento più fragile, quando mi sento stretta nelle mie insicurezze, quando chiedo a me stessa cose che proprio ancora non riesco a capire...e più non le comprendo e più me la prendo con le mie incertezze...in cuor mio so che non é una colpa, non avere delle risposte al vivere non è facile, ma nonostante questo non riesco ad accettare come determinate cose siano così sospese nel respiro della vita, una sensazione che costantemente scuote il mio dentro e si affaccia quasi timida alla finestra del mondo.

 

Se dovessi spiegare tutto questo, credo che non troverei mai un modo giusto, so bene che sono un punto interrogativo anche per me stessa sotto molti punti di vista. Mesi fa, scrivendo sempre tra queste pagine mi ero definita come un cubo di rubik, forse è stato l'esempio più vero e rappresentativo di me che abbia fatto, perché proprio come il cubo che ha bisogno di sistemare e far combaciare ogni suo lato, ogni colore, ho bisogno di trovare un mio unico senso...giro, sistemo, ma poi certe mie sensazioni si scontrano con emozioni meno visibili, che differenziano i miei stati d'animo dietro le conflittualità con cui finisco tante volte per confrontarmi, non è sempre una lotta o un qualcosa di negativo, come non é mai neanche una passeggiata, sono due cose che semplicemente, alcune volte, nella mia complessitá si bilanciano.

 

Mi rendo conto che ciò che riempie i miei occhi è anche ciò che scuote la mia innata e incomprensibile muraglia che ogni tanto mi fa dimenticare delle fragilitá che custodisco bene negli angoli più nascosti...mi vengono in mente quegli enormi scaffali che si trovano in alcuni negozi, dove la merce che è davanti finisce sempre per coprire quella che é in fondo, ecco se dovessi nuovamente accostarmi ad un esempio, è questo che direi delle mie fragilità più profonde e nascoste. 

 

Vorrei avere più tempo...vorrei...eh già, è un discorso che ho già ripetutamente fatto in altri post, è che il tempo non è mai uguale, come non lo sono certe emozioni, qualsiasi cosa riesca a intaccare quello che si sente non può considerarsi un ripetersi, una banale riconferma di un concetto...ma quale concetto poi, ci si basa un pó troppo su deboli convinzioni e punti di vista comuni, proprio non riesco a sopportare questo vivere insensato della realtà di oggi che si crede tanto avanti, quando è solo un sistema sempre fermo nello stesso punto vuoto...e allora chissenefrega del mondo alla rovescia, io raddrizzo i miei passi aldilà delle correnti inaspettate e prepotenti, svolto in direzioni dove so di non trovare, anzi, di non voler trovare quelle quotidiane sagome che camminano al passo con le stolte e le scontate abitudini...cammineró anche su marciapiedi poco affollati e di conseguenza meno rimessi a nuovo, ma cosa m'importa del nuovo quando si respira nell'aria l'usato delle finte emozioni e dei passi rumorosamente fastidiosi che calpestano sempre gli stessi tratti di strada. 

 

Che dire, per quanto abbia tanti momenti dove la nebbia sosta in una parte del cuore mentre la testa si perde in mille pensieri diversi, mi limito a fare i miei di passi...dove mi porteranno, vabbé, tanto sarà sempre la solita risposta, "non lo so".

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