SEI QUI
Mi appresto ad incontrarti. Le tue parole di seta, la tua lieve arroganza e la tua dolce insistenza mi attirano tra le tue braccia. Un hotel,uno qualunque vicino alla stazione per scappare il prima possibile, una stanza da quattro soldi, un letto, io te le mie emozioni. "Sigaretta"?domandi con noncuranza:"Ok grazie". Ti guardo sottecchi mentre il fumo mi fa accellerare il cuore. Sei qui finalmente. Sei ansioso, lo vedo da come aspiri la tua Marlboro. Ti tocco una guancia, voglio accarezzarti, ci siamo raccontati tante, tantissime cose in chat. Ti conosco o così credo:" Ma cosa fai "?Chiedi seccato e stupito scostando il viso di scatto.
Ritiro la mano immediatamente .
Aspiri ancora due bloccate veloci, butti il mozzicone nel wc. Ti spogli a caso, così, i jeans finiscono a terra, i boxer grigiastri per i troppi lavaggi non ti donano. Certo, tua moglie non deve notare che hai indossato le mutande migliori . Un odore, selvaggio e pungente mi solletica le narici. Non sai di passione, senti di paura mista ad ormoni in subbuglio.E.." Ecco senti io.. Io voglio andarmene scusa". "E che cazzo vuoi rovinarmi la giornata"? Ho pure pagato l'hotel"! Mi vergogno, non posso ritirare la mia promessa. Mi spoglio da sola. Profumo di shampoo e di Chanel. Ho indossato l'intimo nuovo per piacerti, per renderti felice. Io beh. credo, credo di volerti molto bene, si, sono da te perché mi piace quando mi scrivi :"Sei bella sai? Ti desidero così tanto, mia moglie dorme nella stanza accanto non mi vuole più " . Sto lì In piedi,nuda, ho la pelle candida e soffice i piccoli seni sodi e alti. Nemmeno mi guardi, non mi accarezzi, non mi sfiori. Esamini attentamente il tuo sesso appassito , non si muove. lo accarezzi per risvegliarlo..Mi vergogno tantissimo per ciò che fai. Mi infilo sotto le coperte fino al collo. Mi baci, puzzi di posacenere stantío e di caffè. Inizi con i preliminari, somigli ad un robot . Resto ferma ferma,osservo la tua testa che si muove e la luce fioca che entra dalla finestra, è molto bella quella luce, mi accarezza il viso. Poi il nulla, ti sento trafficare col mio corpo, non smetti più, solo l'odore selvaggio del tuo sudore arriva ai miei sensi. A fatica raggiungi un piacere tenue, deludente. Accendi una Marlboro:" Che ore sono"? "Le 15.00". "Ho il treno alle 17.30". Rimaniamo un pò" ? Ti chiedo speranzosa. Annuisci. Mi accoccolo vicina vicina a te. lo so sei stupito. Ti bacio una spalla, poi una guancia, ti accarezzo un orecchio. Attorciglio la tua mano alla mia. "Ho appena perso mio padre " Affermi con aria mesta. Ti stringo un pò di più e tu rimani rilassato, mi accarezzi distratto le labbra. Restiamo in silenzio così. "Ho fame andiamo " Mi dici con tono autoritario. Ti alzi di scatto. Mi vesto. Non ho bisogno di rinfrescarmi il trucco è rimasto intatto, non ho bisogno di una doccia, ho avuto freddo. Eccoci al bar della stazione :" una coca grazie". Mentre ordini fai lo sbruffone con la ragazza alla cassa. Può avere l'età di tua figlia. Mi si stringe lo stomaco, mi faccio pena.
Il treno arriva, tocca a me partire, "Ti rivedrò" ? "Non so come giustificare le spese a mia moglie mi spiace" rispondi . Salgo, mi volto a guardarti dalla scaletta, mi fai l'occhiolino e dopo pochi secondi non ti vedo più. È il treno dei pendolari. Non c'è posto a sedere. Con questi maledetti tacchi non so come farò.. Un ragazzo impolverato seduto mi guarda , si alza, e " Si accomodi signora" . "Grazie", mi cade una lacrima, l'abito mi fa signora il resto è volgarmente triste, paurosamente folle.. "Tutto bene" ? Chiede premuroso."Si grazie tutto bene." Gli sorrido. Un odore, un odore acre, pungente, di sesso e di sconosciuto arriva alle mie narici.. È il tuo odore impresso sul mio braccio è l'odore dell' amore usato, calpestato e già dimenticato sul treno che ti riporta a casa.
Noah