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diogene51

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diogene51 16 luglio

Mi godo la giornata di sole.

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Mi descrivo

non sono verdissimo ma mi sento giovane e abbastanza in forma; di carattere tendenzialmente non dominante (so che non è un tratto apprezzato), sono però tenace e determinato in alcune cose, e insieme cedevole e cordiale...insomma una personalità contraddittoria, ma mi piaccio e non mi cambierei.

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Inglese

I miei pregi

mah.....scopriteli

I miei difetti

disordine pratico, pigrizia (a volte), una certa passività, a volte il non saper dire di no

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. il sorriso delle donne
  2. i gatti più dei cani
  3. comunicare

Tre cose che odio

  1. l'arroganza e la mancanza di sincerità
  2. le donne quando vogliono cambiare il tuo carattere
  3. il machismo

I miei interessi

Vacanze Ok!

  • Campeggio
  • Montagna
  • Prendo l'auto e parto

Passioni

  • Fiori e piante
  • Lettura
  • Musica
  • Fai da te

Musica

  • Latino-americana
  • Classica

Cucina

  • Greca
  • Piatti italiani
  • Pizza

Libri

  • Narrativa
  • Psicologia
  • Saggi

Sport

  • Bike
  • Trekking

Film

  • Storico
  • Thriller
  • Avventura

Libro preferito

Walden, di Henry Thoreau

Meta dei sogni

Canada, Russia,Nuova Zelanda

Film preferito

il posto delle fragole

 

Un incontro fortuito

Settantacinque anni fa, a Venezia, uno studente con una cartella gonfia di libri si dirige con passo sicuro al vaporetto per il Lido. Nessuno in giro. Concentrato sull'esame dell'indomani, non bada a una singolare sospensione di ogni attività. Sale. Sotto il parapetto sfreccia un motoscafo armato: Hitler e Mussolini. Il giovane, meccanicamente, alza il braccio nel saluto romano.

"-Oh, pensa che occasione! Avessi sacrificato la mia vita, cercato un'arma, forse potevo salvare il mondo: senza saperlo, avevo eluso ogni sorveglianza....-" La scena è ancora vivida in mio padre ormai vegliardo. L'avesse fatto, io non sarei nato. Silenziosamente, e con gran rimorso, lo ringrazio.

io e un dio giochiamo

  Trascurando austere occupazioni
     tutto mi ti consegno,
     dolce passione del gioco,
     sia lo scrivere per trastullo
     versi da non comunicare
     sia affidarmi alle carte,
     ai ben torniti dadi,
     sia accarezzare i pezzi
     del nobile gioco degli scacchi.
     E fremo quando ho il tratto,
     o quando son di mano.
     Oh, suadente mischiare delle carte
     e distribuirle ad una ad una,
     a cinque a cinque, incomparabile
     visione d'assi, poker, full!
     fiches colorate o tintinnanti soldi;
     bello è anche inventare
     un giuoco nuovo, ricombinando
     leggi vecchie, come versi.
     Sessantaquattro caselle di scacchiera
     sono infiniti ripostigli
     nel mio cuore.
     Il nostro è tempo di creazione,
     non dettato da leggi altrui,
     sono infinite le
     modulazioni del piacere
     su piste e tavolieri.
     Il suono cupo dei dadi nel barattolo
     è tempo scandito sulla fine,
     forse parte di qualche eternità.
     Abbiamo rubato il diletto
     ai nostri dei, cui solo era permesso
     di giocare e rigiocare la partita:
     "Ora giochiamo a ciò che è":
     da ciò nacquero,
     forse, le costellazioni
     il cielo, il mare
     la storia degli uomini
     o dei pesci.
     A tutti il creare è dato,
     nel gioco.

Immobilità

Sopra ai pini marittimi

Disseccati dalla parte del mare

Emerge restaurata la vecchia torre

Cui girano attorno rondini operose.

Hanno cominciato a frinire le cicale.

Tra il muro e una casetta scorgo

Calmo il mare. Mi basta.

(2013)

Chi è Diogene?

Ci sono più Diogene nella storia, in tutto tre filosofi (Diogene il cinico, che sono io; Diogene epicureo e Diogene stoico. Da quanto mi risulta però solo del cinico si hanno informazioni sul suo pensiero, gli altri sono citati semplicemente. Esiste anche Diogene Laerzio, che però è uno storico anche se ha scritto delle "Vite dei Filosofi" tra cui una appunto su Diogene cinico.

Se fossi un fiore

Non sarò lo svettante iris,
sovrano che si sente bello
nel suo manto variegato
cui sempre si aggiungono colori:
né mi accoglierà dei gigli la famiglia
o quella delle bulbose che in serbo
recano la fioritura dell'anno a venire,
previdenti formiche del regno vegetale;
non sarò pianta fronzuta
che raffrescava un tempo i viaggiatori
né fior di maggio, pio devoto
di una Vergine sacra, né ancora
nodoso e tenace glicine
che spezza i cancelli e le muraglie atterra
per portare ovunque il suo profumo.
Sarò un malvone, figlio del destino:
non si sa come cresca tra i pietrami
sconnessi, tra i rifiuti, offrendo
sul lungo stelo viariopinta spiga
senza profumo, impareggiabile
a vedersi, di una casa a lato.

.

 

  

                      

 

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