Una scrittura che scandaglia

Una scrittrice sempre molto attenta al nostro mondo interiore, sa scandagliare ogni sentimento, ogni emozione, ogni percezione della vita stessa con estrema delicatezza e tanta maestria. La sua scrittura è dolce poesia.

Con parole semplici ci spiega, ci descrive momenti di vita che tutti noi ci troviamo ad affrontare non sempre con facilità.

In “Il dolore, le ombre, la magia” incontriamo Shizukuishi che pian piano imparerà a mettere a tacere la malinconica tristezza di non vivere più nel luogo amato, la montagna e di non condividere più il tempo quotidiano con la nonna o l’amico Kaede. La solitudine che l’attanaglia, la costringe a stare a contatto con le persone anche per una semplice chiacchiera. In questo modo scoprirà la vita in città piena di piccoli momenti di felicità compreso quello derivante dall’amore per Shin’ichirō imparando ad assaporare ogni singola esperienza quotidiana come il “qui ed ora” di un futuro, il suo, nel suo lento evolversi.

In “Sonno profondo” ci sono tre racconti; nel primo impareremo a conoscere Terako che dovrà fare i conti con il grande dolore di una perdita nonché a vivere un amore da donna-amante. La sua forza interiore non tarderà a fare capolino e spingerla a riscoprire quanto la vita sia comunque bella. Nel secondo incontreremo due donne Sarah e Marie fare i conti con la morte di un uomo tanto amato e affrontare questo dolore assecondando con tanta sensibilità la danza del proprio dolore.

Nel terzo racconto Fumi rivede in ipnosi la defunta Haru sua rivale in amore e in questo nuovo incontro riscopre una donna diversa e una se stessa diversa. Entrambe si confidano sentimenti mai espressi ed emozioni mai affiorate.

In questi racconti è magistralmente descritto un momento “di stallo”, una notte fin troppo prolungata che ognuno di noi ha potuto vivere e da cui è stato, a volte, dura  distaccarsi per riprendere il corso regolare del tempo, ma tutto è possibile con pazienza e analisi interiore.

Nel racconto “le sorelle Donguri” ritornano i temi presenti nel libro precedente: la perdita di persone care, il superamento del dolore. Le sorelle, attraverso le loro esperienze di aiuto, il loro donarsi all’altro per il suo bene, riescono a trovare pace per i loro stessi tormenti e tristezze mostrando il grande potere salvifico della condivisione, dell’esserci. Un viaggio attraverso il quasi flusso di coscienza della protagonista principale, Guriko che ci apre le porte della sua anima e portandoci per mano ci insegna che è sempre possibile riprendere a sognare.