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Può capitare. E capita

 

 

 

Improvvisamente, lui si trovò da solo.
Il giorno prima stavano organizzando un breve viaggio da fare assieme, il giorno dopo non erano più dentro la vita l'uno dell'altra e cercavano  di capire bene cosa diavolo fosse successo.
L'unica cosa di cui si resero conto era dell'inevitabilità di quella loro scelta
La decisione era stata presa insieme e, per quanto potesse apparire dolorosa e inimmaginabile fino a solo un giorno prima, erano entrambi convinti che fosse quella più giusta.
Che lo fosse o meno non lo capirono subito, ci volle qualche tempo per rendersi conto che qualcosa si era perduto e ciò che restava era un po' più distante da cuore di qualche tempo prima.
Non si lasciarono con le parole ma venne tutto da sé, il tempo era maturo e la spinta che arrivava dal cuore e che li aveva portati fino a lì non c'era più. Rimaneva solo il ragionamento del pensiero e un volersi bene, a prescindere
Esattamente come due amici.
Quella sera se ne resero conto, nessun odio, nessun rancore, nessun rimpianto, da entrambi solo una stanchezza che durava da troppo tempo e li stava logorando ogni giorno di più portandoli distanti, soprattutto da loro stessi.

"Lo penso solo io ma noi due non siamo più insieme?" disse lei quella sera mentre cercavano di prenotare un volo aereo
"No, lo penso anch'io"
"Non ce lo siamo mai detti però"
"Sarebbe servito secondo te?"
"No"
"Siamo strani noi due"
"In che senso?"
"Noi due non ci amiamo più ma sembra che non ci faccia male"
"Non fa male è vero"
"Perchè non fa male? Forse perchè non ci siamo mai voluti bene?"
"Non credo, questo no"
"Sarebbe terribile se fosse così. Perché allora?"
"Forse perchè stiamo meglio come amici che come amanti?"
"Non lo so"
"Non lo so neanch'io"

Si lasciarono senza esserselo mai detto. Ognuno andò per la sua strada, che comunque non sarebbe mai stata troppo distante da quella dell'altro.

Tre mesi dopo, verso la fine dell'estate, durante un viaggio di lavoro lei incontrò un uomo e se ne innamorò.
Una sera, in occasione della festa patronale del suo paese, lei volle farglielo conoscere
"Piacere"
"Ciao!"

Era un bell'uomo, non molto alto e vestiva in modo ricercato. Non era veneto, non di nascita almeno, aveva uno strano accento e probabilmente proveniva da qualche posto del centro dell'Italia
Un uomo raffinato di qualche anno più grande di lei a cui piacevano le cose belle.
Serio e tranquillo, amava ballare, viaggiare, collezionare francobolli e oggetti antichi.
Era perfetto per lei
Prima di andarsene, con l'aria di chi si aspetta un'accenno di approvazione oppure un segno di diniego, qualunque cosa, lei guardò il suo passato a poco più di un metro di distanza.
Lui  se ne accorse e fecendole l'occhiolino fece un gesto di approvazione con la mano.
Sorrisero entrambi e si salutarono

Ogni tanto, per telefono, si sentono ancora; si raccontano i loro giorni e spesso ci fanno sopra anche qualche risata e quando poi alla fine si salutano e mettono giù il telefono, sentono entrambi il loro cuore più leggero.

Strana la vita, prima di vedere loro io non lo avrei ma pensato che potesse succedere, ma invece è vero e può capitare; un uomo e una donna stanno insieme, ci stanno per un bel po' e nel mezzo del loro viaggio che succede? Che si rendono conto di funzionare meglio come amici.
Per me è pazzesco anche se mi sono reso conto che può capitare.

E capita.

       

 

 

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