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MILIONI DI MORTI IN NOME DI CHI ?



  • 1Corinzi 5
«Essi razziarono il bestiame degli Agarèni: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini e centomila persone, 22 poiché numerosi furono i feriti a morte, dato che la guerra era voluta da Dio. I vincitori si stabilirono nei territori dei vinti fino alla deportazione»

  • Deuteronomio 20
«Quando andrai in guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli e carri e gente in maggior numero di te, non aver paura di loro, perché l'Eterno, il tuo DIO, che ti fece salire dal paese d'Egitto, è con te.»

  • Salmo di Davide
«Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia.»

  • Esoso 15,3
«Il Signore è prode in guerra, si chiama Signore. I carri del faraone e il suo esercito ha gettato nel mare e i suoi combattenti scelti furono sommersi nel Mare Rosso.»

  • Giudici 23
Mosè si adirò contro i comandanti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella spedizione di guerra. Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le femmine? Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi.»

LA VERITA' SULLE CROCIATE



Se cercate informazioni sulle Crociate è facile che vi troviate ad imbattervi nel messaggio falso e comodo che ha conquistato la coscienza di ogni cristiano volutamente disinformato. L'idea che si vuole far passare è che le Crociate siano servite come difesa agli attacchi dei musulmani e che addirittura sia stato proprio grazie alle Crociate che oggi in Occidente le donne non debbano portare il burqa. Tutto questo lasciando abilmente fuori la questione di Dio. Ma la verità è un'altra. Infatti con il termine Crociate s'intendono le spedizioni militari e coloniali che i feudatari europei occidentali, appoggiati dal clero cattolico (sia romano che franco-germanico) e con l'appoggio economico dei ceti borghesi e militare di masse diseredate (prevalentemente di estrazione rurale), condussero nei paesi del Mediterraneo orientale, nell'area degli slavi occidentali e dei popoli baltici. Le crociate, che erano propagandate dal clero come iniziative religiose (ad es. "liberare i Luoghi santi" di Gerusalemme dai musulmani), iniziarono alla fine dell'XI sec. e proseguirono sino alla fine del XIII sec. Sono la prima esperienza di colonialismo cristiano, da parte della chiesa cattolico-romana.

"Ai partecipanti la Chiesa prometteva la dilazione dal pagamento dei debiti, la remissione dei peccati con le indulgenze plenarie e altre cose ancora."


Come si evince dalle parti sottolineate la questione di Dio era al centro delle Crociate le quali non furono affatto un pretesto unicamente economico e territoriale (questi aspetti erano una naturale conseguenza). Per parcondicio è bene sottolineare che anche la guerra condotta dall'Islam aveva motivi prettamente religiosi.

Tutti conosciamo la versione cristiana delle crociate: da una parte i nostri, i bravi cristiani Bohemondo, Goffredo di Buglione, Riccardo cuore di Leone, i Templari. E questi erano quelli "giusti" e "buoni". Dall'altra parte i musulmani, il Saladino, al Malik e Baybars, naturalmente "cattivissimi". In verità esiste per fortuna anche l’altra versione, quella scritta dagli storiografi arabi.

Fin dalla prima spedizione, la guerra santa prende il posto dell'evangelizzazione dei non cristiani e verrà utilizzata anche contro gli eretici. L'eresia degli albigesi, più tardi, quella degli Hussiti, furono sradicate con la guerra santa. Quanto ai pagani, i metodi impiegati con i prussiani sono singolari: non si tratta di convertire l'infedele, ma di sterminarlo. Solo chi appartiene alla società cristiana può appartenere alla società pubblica, e la scomunica equivale a essere messi fuori legge.


COSA ACCADDE ?



Finché la Palestina era rimasta sotto il dominio arabo-musulmano, cristiani, ebrei e fedeli di Maometto avevano potuto professare liberamente la propria religione nelle chiese, nelle sinagoghe o nelle moschee. Poco prima dell’anno 1000 però, orde di nomadi turchi si erano stanziate in Siria e Mesopotamia imponendosi con la forza delle armi. Vessavano con rapine, sequestri, uccisioni e richieste di riscatto le carovane di pellegrini diretti ai luoghi dove era vissuto Gesù. Per difendersi costoro iniziarono ad organizzare “pellegrinaggi armati”. Fin qui erano "normali" guerriglie tra poveri e ignoranti. Ma quando uno di questi pellegrinaggi, guidato da Pietro l’eremita, fu sconfitto appena di là del Bosforo il 21 ottobre 1096, papa Urbano II indisse una vera e propria "crociata" (la prima delle 12 o 14 avvenute nella storia).


IL MALICIDIO



Si poneva però un problema: come può un cristiano conciliare la guerra (difensiva o non difensiva) con la parola di Dio? Come giustificare l’uccisione di altri uomini in nome di Gesù che si era sacrificato per salvare ognuno di noi?

Ci pensò il teologo Bernardo di Chiaravalle con la teoria del “malicidio”: chi uccide un uomo intrinsecamente cattivo, quale è chi si oppone a Cristo, non uccide in realtà un uomo ma il male che è in lui. Dunque egli non è un omicida bensì un malicida! Citando lo stesso Bernardo: “Il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo”. Una capriola di parole davvero aberranti ma tant’è che la scusa era stata trovata.



In quasi due secoli, quante battaglie, quanti morti, quante vittorie e sconfitte da ambo le parti (ognuna delle quali chiamava gli altri "infedeli") ? Le fonti arabe non parlano di crociate, ma di guerre o invasioni dei "franchi", intendendo con questo nome tutti gli occidentali. Dapprima il sultano di Nicea riesce a contenere gli invasari franchi, ma l'anno successivo viene scontitto e gli europei dilagano progressivamente impadronendosi di Edessa, Antiochia, di alcune città siriane, libanesi, palestinesi e infine di Gerusalemme (1099), che viene saccheggiata e la cui popolazione massacrata. Anche la comunità ebraica della città, riunita nella sinagoga principale, non viene risparmiata. I franchi circondano l'edificio con legname e poi vi danno fuoco; chi tenta di uscire viene ucciso, gli altri sono lasciati bruciare vivi all'interno del tempio.

Il vero problema per chi desidera conoscere in maniera completa come si siano svolti i fatti nasce dal fatto che si è portati a leggere la storia scritta dai vincitori e mai quella scritta dai perdenti. Del resto chi perde non ottiene ascolto e chi vince esalta le sue conquiste denigrando sempre l'avversario. Per fortuna esistono libri che raccontano le Crociate dal punto di vista degli Arabi con racconti ben diversi da quelli fatti da coloro che giustificano le Crociate e che soprattutto le fanno passare come guerre totalmente estranee alla questione religiosa.



In questo libro sono menzionati i fatti che i cronisti cristiani non hanno fatto pervenire al presente, per non conoscenza dei fatti o per volontà cosciente di omettere particolari che potrebbero risultare imbarazzanti per chi deve presentare le gesta dei cavalieri crociati. Un chiaro esempio ne è il massacro di Ma’arra, un’intera città massacrata durante la prima Crociata, episodio che vede i soldati cristiani che, stremati e disperati in seguito alla conquista di Antiochia sono costretti per la fame a dedicarsi al cannibalismo su bambini, vecchi e donne.

I toni e gli accenti delle storie arabe non sono diversi da quelli delle storie cristiane: lo stesso ardore religioso, lo stesso amore per i propri luoghi santi (il Santo Sepolcro per gli uni, la Santa Roccia da cui Maometto salì in cielo per gli altri), la stessa caratterizzazione dispregiativa dei nemici : cani saracini nelle cronache cristiane, p**ci cristiani nelle cronache arabe.



Fra i testi tradotti da Gabrieli vi è quello di una delle molte tregue che furono firmate dai contendenti durante le loro interminabili guerre. Si compone di due documenti paralleli nei quali ciascuno dei due firmatari invoca tre volte il proprio Dio, i propri sacri testi, il proprio messia e promette di punire se stesso, se romperà la tregua, con una stessa penitenza: trenta pellegrinaggi alla Mecca per il negoziatore arabo, trenta pellegrinaggi a Gerusalemme per il negoziatore cristiano. Ciascuno dei due negava la verità della fede professata dall' altro, ma entrambi accettavano un patto in cui ogni firmatario aveva giurato in nome del proprio Dio. Non si combattevano, in altre parole, perché erano radicalmente diversi. Si combattevano perché erano straordinariamente simili.



E' tuttavia inutile analizzare il problema per attribuire le colpe ad una religione piuttosto che ad un'altra in quanto ogni popolo glorificherà i propri trionfi e le proprie motivazioni. La vera domanda che occorre invece fare è una sola :

MILIONI DI MORTI IN NOME DI CHI ?






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