Ognuno di noi ha un punto debole, indubbiamente. Almeno uno. Negli ultimi anni, la mia figlia più grande si è inconsapevolmente vestita di questo ruolo. Un bel giorno di tre anni fa, decise di andare via di casa, in modo a dir poco rocambolesco, appena maggiorenne. Con una persona molto più grande di lei - e fino a qua tutto nei limiti - senonchè la persona con cui andava a convivere era di una morale oggettivamente "discutibile", diciamo così. Mi si creda sulla parola.
Anche se lontana, oggi manteniamo con lei buoni rapporti, migliori rispetto al recente passato.
La accompagnavo spesso a calcio, e sì, oltre che ribelle era un tantinello "maschiaccia".
Pochi minuti fa un collega mi ha inviato un messaggio per un campo scuola organizzato dalla Roma femminile. Ecco, lui non sa che mia figlia ha fatto un 180° nella sua vita.
Ora ho bisogno di una doccia calda e gelida e poi ancora calda per affogare pensieri negativi che si riaffacciano.
Punti deboli punti deboli.
Configurarsi immagini potenti, direi anche bizzarre, dentro di noi, può essere una valida alternativa a chi come me crede poco negli psicologi. Per andare avanti, camminare, vivere.
Se c'è un Dio, dico sempre, si è sbizzarrito manco poco nel concepire l'essere umano. Altroché...